Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

lunedì 22 agosto 2011

Le piante e il caldo

Mi sembra appropriato, in questi giorni di grande caldo a Cagliari che mettono a dura prova il metabolismo di tutti gli esseri viventi, dire qualcosa sul comportamento delle nostre piante quando il sole picchia forte.

Una distinzione fondamentale da farsi è fra le piante che hanno messo in atto, nel tempo e nei paesi di origine, meccanismi di adattamento al caldo, e quelle che non lo hanno fatto, non avendone bisogno: le prime quasi non si accorgono di queste giornate torride, le altre le soffrono, fino a morirne.

Fra le piante resistenti possiamo citare le varie specie di Ficus, più volte trattate nel nostro blog, che hanno origine nelle regioni tropicali, o nel medio oriente come il Ficus Carica; sopportano benissimo il caldo.
Altro esempio, il Carrubo, Ceratonia Siliqua, anch'esso già trattato (post del 2/12/10); guardate la bellezza e la dignità dell'esemplare di piazza Garibaldi, fotografato oggi nelle ore del grande caldo

Le piante di cui stiamo parlando, dette anche piante termofile, posseggono una serie di meccanismi per resistere anche a situazioni estreme di calore; per esempio, se c'è disponibilità idrica, aumentano i processi di traspirazione (in modo simile all'uomo!) in modo che l'evaporazione dell'acqua sottragga calore alla pianta. Se non c'è disponibilità idrica, i meccanismi di resistenza sono altri e più drastici, come la perdita calcolata dei frutti magari dopo averne risucchiato i liquidi, a vantaggio della sopravvivenza dell'albero.

Più in generale, dove c'è poca acqua vivono piante che hanno sviluppato meccanismi di protezione a livello di morfologia e fisiologia; pensiamo per esempio alla quercia da sughero, Quercus Suber, che riveste il tronco con una corteccia che limita lo scambio termico, la corteccia di sughero che noi sardi conosciamo bene. 
La materia è interessante ed amplissima, non è qui il caso di addentrarci oltre.

Le piante invece che non sono attrezzate per affrontare il caldo, poverine, lo soffrono; anche di loro abbiamo parlato in precedenti post, per esempio il 1/11/10. Ho ripreso stamattina gli effetti del caldo su un Ippocastano di via Castiglione.

Come si vede, le foglie vengono addirittura bruciate dal sole.
Un effetto simile avviene per i Tigli, anch'essi nominati nel citato post del novembre scorso.

Per fortuna che nella gran parte dei casi non si arriva all'evento estremo della morte dell'albero, ma certo l'estetica ne risente molto.