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Le piante che scappano di casa

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martedì 4 giugno 2013

Le more del Gelso

Abbiamo già parlato di questo bell'albero, il Morus alba o Gelso bianco, che ha un ruolo ormai marginale in città dopo essere stato grandemente coltivato nei secoli scorsi per l'allevamento dei Bachi da seta.

E' un albero che, al di là della valenza estetica, ci ispira affetto e rispetto, come rappresentante di un'epoca trascorsa; si veda per esempio quanto scritto per i Gelsi dell'ex Istituto Agrario (post del 17/4/12).

Ho anche citato i Gelsi presenti a Monte Urpinu basso (post 27/9/12); proprio questi sono tornato a visitare, nel pieno della fruttificazione, come notiamo dalle foto sotto.

Come si vede, i frutti (tecnicamente infruttescenze, dette sorosi) sono sia bianchi che neri, ad indicare che probabilmente ci troviamo di fronte ad esemplari sia di Morus alba che di Morus nigra; peraltro le due specie sono  difficilmente distinguibili, e spesso sono esemplari intermedi,



 come forse quello di destra. Una curiosità è rappresentata dal fatto che la mora del Gelso bianco è dolce anche da immatura, mentre quella del Gelso nero diventa dolce solo con la completa maturazione.

I Gelsi di cui parlo sono vicini al ruscelletto che connota la parte bassa del parco, cioè al tipo di terreno che prediligono, e lo dimostrano con la loro vitalità e bellezza.

Ad ulteriore conferma, ecco l'esemplare a figura intera che si trova lungo il camminamento che porta alla zona giochi.