Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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martedì 16 luglio 2013

Quando la Natura dà spettacolo

Oggi vi porto fuori città, anzi fuori Italia, e precisamente in un parco della città di Edimburgo, in Scozia.
L'occasione propizia per questo attimo di "vacanza"  la fornisce Maria Antonietta, che ringrazio, che mi invia alcune belle foto, chiedendomi di individuare lo splendido soggetto fotografato.


Dedichiamo qualche secondo all'esame d'insieme: l'albero, in una splendida giornata di giugno,  è inserito in uno scenario verde di contorno, come verde è il prato che lo circonda. Sullo sfondo si intravvedono dei ruderi, forse di una chiesa, ed alcune piccole persone in cammino sul sentiero, che con il suo curvare dà movimento all'immagine.

Ma il cuore dell'immagine è indubbiamente lui: maestoso ma non incombente, frondoso ma non troppo denso, con i rami più giovani leggermente inclinati quasi in posizione di riposo o di offerta al viandante ammirato. Il colore è verde pallido, anche a causa di innumerevoli macchie quasi bianche.

Completata la analisi visiva d'insieme, arriviamo al dunque: che albero è?

Ho fatto una analisi per quanto possibile accurata, utilizzando anche alcune altre foto di maggiore dettaglio, e sono arrivato alla conclusione, spero abbastanza vicina alla verità, che si tratti di un Olmo, e precisamente un Olmo inglese, Ulmus procera. Ancora più precisamente, dato il colore e la postura ricadente, potebbe trattarsi di Ulmus hollandica, uno degli innumerevoli ibridi dell'Olmo inglese.

Pare che la quantità di ibridi e di selezioni effettuate in Inghilterra nel secolo scorso siano stati la concausa della devastazione subita dagli Olmi in quel paese, colpiti dalla cosiddetta malattia dell'Olmo olandese, o grafiosi (post del 22/4/12). Questa terribile malattia ha fatto morire, solo in Gran Bretagna, più di 12 milioni di esemplari, di quello che era uno degli alberi simbolo del paesaggio inglese.

Tornando al nostro meraviglioso esemplare, che appare comunque sano, le macchie quasi bianche sono date dai frutti in maturazione, gruppi di samare alate che contengono i semi; nel giro i qualche settimana, le samare saranno diventate prima bionde poi brune, per poi cadere a formare un tappeto; non solo spettacolo, ma anche mutevole. Insomma, mi pare che il titolo sia meritato.