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Le piante che scappano di casa

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lunedì 28 settembre 2015

Delitto, pentimento e riscatto

Questo post, a cominciare dal titolo che sembra preso pari pari da un romanzo ottocentesco, racconta una storiella del tutto inventata per quanto riguarda i sentimenti, ma basata su fatti certi ed inoppugnabili per quanto riguarda i protagonisti, che guarda caso sono gli alberi di un giardino.

I fatti si svolgono fra gli anni a cavallo del nuovo secolo e l'oggi, e riguardano il giardino privato, ma aperto alla vista di tutti, situato fra via Dante e via De Gioannis.

Delitto

Viveva in questo giardino, appartenente fino alla fine del secolo scorso all'Istituto Biochimico Sardo, una splendida Fitolacca, anziana, enorme e disordinata, come tutte le Fitolacche lasciate libere di espandersi. Era così grande che la si poteva ammirare sia da via Dante che da via De Gioannis.

Al cambiamento di proprietà e con i lavori di rinnovo, quando venne il momento di predisporre i parcheggi sotterranei, la Fitolacca venne brutalmente rottamata, senza nemmeno considerare la possibilità di lasciarla in vita, trovandole magari una nuova sistemazione.

Pentimento

Dopo aver giustiziato il grande albero, qualcosa toccò il cuore dei proprietari che, pentiti, decisero di riparare al delitto commesso, ordinando alla ditta specializzata di piantumare ben 3 esemplari di Fitolacca nel giardino rinnovato. Di questo demmo atto in un vecchio post (post del 18/10/11), che rinfreschiamo con le foto sottostanti.



Vista d'insieme delle nuove installazioni verdi in corso nel 2011



Particolare delle 3 Fitolacche appena piantate nel 2011, semplici giovani fusti con ciuffetti di foglie in cima.





Riscatto

Il pentimento e le piantumazioni hanno dato i loro frutti, ed i tronchetti del 2011 si sono trasformati in grandi alberi, come si può vedere dalla foto sottostante.


E non sono solo le Fitolacche ad abbellire il giardino, ma anche esemplari di Tipuana speciosa, Schinus molle, eleganti Strelitzie, Palme, slanciati Pini d'Aleppo residuo del vecchio giardino.

Insomma proprio un bello spazio verde, che offre pieno riscatto al delitto a suo tempo commesso, e che per avere pieno riconoscimento dovrebbe consentire il libero accesso al pubblico, naturalmente con tutte le limitazioni del caso; sarebbe un bel segno finale di pacificazione, ed un degno finale per la storiellina che vi ho raccontato.