Oggi il cesto dei post propone...

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Albizzia julibrissin, via Machiavelli
Catalpa bignonioides in fiore
Fiorellini di Parkinsonia aculeata
Sophora japonica, via Cugia
Sterculia diversifolia

giovedì 25 gennaio 2018

Il Drago di Buoncammino

Ed è anche un grande drago, quello di cui parliamo oggi, la Dracaena draco del viale Buoncammino.
Forse è l'esemplare più grande della città, dopo i due dell'Orto botanico (post del 10/6/11).

Abbiamo già parlato anche di questo esemplare, indicandolo come drago in agguato sul viale Buoncammino (post del 11/11/14), pronto ad assaltare il passante ignaro.

E allora, per evitare questo rischio, noi oggi arriviamo a sorprenderlo dal basso.

Infatti, come pochi sanno, al viale Buoncammino si può arrivare, a piedi, proseguendo la via Ospedale lungo il ripido sentiero-scalinata che si inerpica dal piazzale del palazzo delle Scienze, come si vede dalla foto a sinistra: la sagoma della torre di san Pancrazio, dove sembra finire la scalinata, e del Ficus magnolioides a sinistra, ci indicano dove sbucheremo.


Ed eccoci in vista del drago, in fondo allo stradello che conduce alla biblioteca militare, e con in alto gli scheletri dei Bagolari del viale.

Si vede la chioma fitta delle foglie lanceolate che formano un ombrello compatto, mentre da qui si intravede appena il tronco, per godere del quale bisogna avvicinarsi, e come si diceva sorprendere il drago dal basso.




Ed eccoci proprio sotto l'albero, ad ammirare i grassi fusti e le loro ramificazioni successive; se è vero che ogni ramificazione impiega  più di10 anni a formarsi, anche questo esemplare non è più giovanissimo.


O meglio, non è giovanissimo per il nostro metro di misura, ma lo è per il suo, che misura in secoli la vita di queste piante, fino ad arrivare al millennio nelle isole Canarie, dove questa Dracena è endemica!

Comunque, giovane o meno, il nostro esemplare è perfettamente in grado di produrre frutti, come si vede dalla foto; le drupe sono carnose e diventano arancioni a maturazione.

Ricordo infine che il nome drago deriva dalla resina che il tronco della pianta secerne quando viene inciso; questa resina ossidandosi diventa rossastra, originando il nome di sangue di drago, a cui venivano attribuite proprietà magiche. Inoltre veniva utilizzata come base per preparare mordenti per colorare il legno.

Una pianta di fascino ed interesse insomma, con tante storie da raccontare.