Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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lunedì 14 febbraio 2011

La (ex) passeggiata alberata di via Roma

Premessa: questo è un post dedicato alla nostalgia del passato, come si evince già dal titolo; prometto, soprattutto ai giovani, che non  lo farò spesso.

La passeggiata pavimentata di cui parlo era quella che oggi è un parcheggio asfaltato, compresa fra i giardinetti della darsena, di fronte al  palazzo del Consiglio Regionale, ed il semaforo di fronte alla Rinascente. Oggi nessuno oserebbe andare a passeggiare  lì, e ben altri sono gli interessi per chi ci entra a cercare parcheggio che apprezzare gli alberi che abitano quella striscia di asfalto.

Molti, ma molti anni fa, quella era la passeggiata per eccellenza dei cagliaritani, e contendeva il primato al viale Buoncammino; io bambino ci andavo con  mio padre, che lavorava all’ENEL (allora  SES), la sera tardi, a seconda delle stagioni con  il buio o al tramonto, che si apprezzava particolarmente.  Mentre mio padre passeggiava, chiacchierando con  colleghi, io vivevo inconsapevolmente con gli alberi, toccandoli e giocandoci assieme: c’erano sicuramente già le palme delle Canarie (post del  28/11/10) e c’erano oleandri, forse non ancora gli attuali Siliquastri (post del 8/11/10): era la fine degli anni 50, ed era bello.

Il secondo ricordo è di una decina di anni dopo: da liceale prima, da universitario poi, mi trovavo con gli amici a “fare vasche”  in via Roma , vasche che venivano da noi preferite come abitudine a quelle in via Dante; mi piace credere che fosse per via degli alberi, anche se in realtà degli alberi non ce ne fregava niente, perché altri erano i nostri pensieri di ventenni.

Dopodiché, decenni di saltuaria frequentazione, il lavoro, la famiglia, l'abitare lontano;  però ogni volta che ci passavo, apprezzavo e dicevo a me stesso: ci devo venire più spesso.

Poi è successa la trasformazione, e oggi la (ex) passeggiata è così:

Gli alberi continuano ad essere belli, nel periodo di fioritura per quanto riguarda i siliquastri, e in ogni periodo per quanto riguarda le palme, con il loro fascino discreto ed elegante;  ma chi riesce più ad apprezzare, nel mare di asfalto e di auto?  Chi va a godersi un tramonto da lì ? Cosa rispondiamo ai turisti quando ci chiedono come noi cagliaritani permettiamo il permanere di questo obbrobrio?

Io non voglio porre questioni politiche, ma sono molto arrabbiato con gli amministratori cittadini che hanno deciso di cancellare la passeggiata (ci avevano anche fatto credere che fosse una soluzione provvisoria, molti e molti anni fa ……), e con quelli che, successivamente e fino ad oggi,  non hanno deciso di restituirla ai pedoni.
Forse oggi, formulo un pensiero cattivo, a qualcuno farebbe piacere che le palme venissero uccise da quel maledetto insetto infestante che sta prendendo piede anche da noi, il Punteruolo rosso, per  facilitare il processo di ridisegno urbano della zona; di questo processo troppi e per troppo  tempo  si sono riempiti la bocca,  perché possiamo avere fiducia in una sua prossima  realizzazione.

Perché allora, intanto che aspettiamo questo futuro che non vuole arrivare, non ripristiniamo questo spazio pedonale,  che sarebbe fra l’altro una cosa molto semplice da farsi ?
 
Finisco qui, con un’altra  immagine  rappresentata  dall’infilata di alberi senza le auto (fatta con le braccia in alto e successivamente ritagliata, per riuscirci); lascio ai lettori il confronto.