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Le piante che scappano di casa

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martedì 20 novembre 2012

Lo scrigno dell'Eucalyptus

Lo so, l'Eucalyptus non è una pianta amata, nemmeno da me, sia per sue caratteristiche che per la piantumazione scriteriata che ne è stata fatta in Sardegna nella metà del secolo scorso. Ne abbiamo già parlato diffusamente (post del 14/1/11), e non c'è molto da aggiungere: è un albero che può essere accettato in campagna, in filari frangivento o con boschetti dedicati, ma perde assolutamente ogni confronto con le nostre specie autoctone, quali il Carrubo o il Leccio.

Però L'Eucalyptus non è una brutta pianta, e può anche essere affascinante; di questo vi voglio parlare oggi.
Mi sono imbattuto in gruppi di Eucalyptus, per la precisione Eucalyptus globulus, alle pendici del monte Linas, in comune di Villacidro, nel bellissimo bosco che si percorre seguendo il torrente Leni. E' un bosco essenzialmente costituito da Lecci, però inframmezzato da grandi spiazzi occupati appunto da Eucalyptus.

Sono esemplari enormi, almeno per i nostri parametri; ecco a sinistra un esemplare a tre tronchi, caratterizzati da un bel colore biondo e circondati per terra dalle strisce di corteccia arrotondate; come si vede il terreno circostante è privo di ogni altra vegetazione, data l'invadenza caratteristica di questi alberi.
 A destra, la foto dello stesso esemplare ripreso dal basso rende giustizia alla sua altezza, che sarà forse di una ventina di metri. Insomma questi alberi, pur non raggiungendo le enormi altezze del paese d'origine, l'Australia, anche da noi si difendono bene, ed infatti un esemplare di Eucalyptus partecipa alla gara del più grande albero a Cagliari (post del 5/9/12).


Ma, direte voi, che cosa c'entra in tutto questo lo scrigno del titolo? Ecco, la pazienza viene premiata dalla foto sotto.

Ho definito scrigno lo splendido ricettacolo legnoso del fiore di questa pianta, qui ancora chiuso; per fiorire perde la parte di sopra, il coperchio o opercolo, e dallo scrigno si affacciano i ciuffi di stami.
Naturalmente la fotografia è stata preparata, con un ricettacolo raccolto da terra ed appoggiato al tronco per fornirgli contrasto di colore; non avrei peraltro potuto fare altrimenti, non avendo io doti scimmiesche di arrampicata. Non è affascinante? Sembra un  fanale di carrozza dell'ottocento, un calice del Santo Graal o quello che la fantasia suggerisce, questa meravigliosa costruzione della natura.


 Ed ecco alcuni fiori ancora attaccati ad un rametto, che ci mostrano la particolarità di essere all'incrocio fra rametto e foglia (ascellari), e di non avere picciolo (sessili).



Concludendo, vedete che anche un albero antipatico e invadente può riservare piacevoli sorprese?