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Le piante che scappano di casa

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martedì 10 febbraio 2015

I macro-bonsai di Ulivo

Oggi vi presento una novità assoluta, per me e per il blog: i macro-bonsai di Ulivo, che sono stati sistemati nel giardino di un condominio in via Genova, traversa di via Milano: per capire di che cosa parliamo, ecco subito una foto.



Dopo averli scoperti, sono andato a cercare qualche notizia; pare che questi Ulivi si ottengano con tecniche simili a quelle dei bonsai tradizionali: taglio dell'apparato radicale, taglio di quasi tutti i rami, chioma rasata in orizzontale a formare dei "piattelli".
Il tutto con tempi di allestimento  lunghi, in fase preparatoria vivaistica, e lunghi tempi di cura dopo la piantumazione definitiva per mantenere il portamento voluto.




Ecco a destra l'altro esemplare, disposto in maniera simmetrica rispetto all'ingresso del palazzo.

E' difficile fare delle valutazioni di merito su questa sistemazione, che ha degli aspetti di grande soggettività; provo ad elencare alcuni elementi pro e contro.

L'albero così trattato lascia in grande evidenza il tronco che, come sappiamo, negli Ulivi ha elevata valenza estetica; inoltre questi specifici esemplari non sottraggono luce agli appartamenti di piano terra, e questo è stato forse l'elemento determinante nella scelta.

Per converso c'è il problema della manutenzione, costosa e specializzata, ma necessaria per evitare che i poveri Ulivi tentino di riappropriarsi del loro assetto naturale, annullando i vantaggi.

C'è poi l'aspetto, per così dire, "morale", che riguarda l'opportunità di voler trasformare in maniera così netta un albero, tanto più con la storia dell'Ulivo: è una questione enorme, che ci porterebbe a discutere sui massimi sistemi, e che ha mille sfumature di approfondimento: mi limito a dire che io sono contrario, per lo meno ad interventi così drastici.

In conclusione, e se volete rifarvi gli occhi su che cosa può essere un Ulivo, vi rimando per esempio al post dedicato a S'Ortu Mannu (post del 16/1/12).