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Oggi il cesto dei post propone... Alberi in fiore, seconda serie

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post del 10 ottobre 2012 - Chorisia
post del 17 giugno 2011 - Erythrina
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lunedì 22 ottobre 2012

Il bosco di Sos Nibberos

Andiamo anche oggi fuori città, ma siamo giustificati sia dalla bellezza che dal fatto che questa specie arborea non si trova a Cagliari, ed in generale al livello del mare.

Vi parlo di un bosco, forse unico in Sardegna e non solo, costituito quasi esclusivamente da una sola specie arborea e cioè il Tasso, Taxus baccata (post del 26/8/11): si tratta del bosco di Sos Nibberos in comune di Bono, area di grande interesse naturalistico.


I motivi di interesse sono diversi:

il Tasso, in quanto Conifera proveniente da lontane epoche geologiche, pianta di lentissimo accrescimento e lunghissima vita, è di per se stesso una rarità da ammirare;

un bosco di Tassi è quasi un controsenso, dato che questi alberi sono normalmente solitari o al più raccolti in piccoli gruppi: qui siamo di fronte a diversi ettari di Tassi;

gli esemplari, tutti targati e controllati, sono spesso pluricentenari, ed alcuni probabilmente millenari.

Per converso, va detto per onestà, le piante viste da dentro il bosco non sono belle, perchè la vicinanza e la competizione per la luce le ha fatte crescere in altezza, ed alla base sono spoglie e non esiste sottobosco; resta il fatto che camminare in questo bosco è di estremo fascino, ed i tronchi sono bellissimi, come si può vedere.

Aggiungo, come curiosità, che il tronco dei Tassi assomiglia a quello del Ginepro rosso (post del 15/11/11), e questo potrebbe aver determinato da parte dei nostri progenitori la confusione del nome: Nibberos sono infatti i Ginepri (Zinnibiri nel nostro dialetto del sud).


Mi accorgo però che le foto sono cupe, richiamano le foreste di Harry Potter; ma Sos Nibberos  non è solo così, e ve lo dimostro in chiusura.


Guardate la delicatezza dei rametti con i semi circondati dalla bacca rossa, l'arillo, con la polpa carnosa e dolce, unica parte della pianta non velenosa.

Gli uccelli, ghiotti di queste bacche, inghiottono il tutto, utilizzano la polpa e rifanno tale e quale il seme velenoso, contribuendo così alla diffusione della specie arborea.