Oggi il cesto dei post propone...

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Albizzia julibrissin, via Machiavelli
Catalpa bignonioides in fiore
Fiorellini di Parkinsonia aculeata
Sophora japonica, via Cugia
Sterculia diversifolia

lunedì 27 gennaio 2014

I frutti del Biancospino

Ho già parlato in precedenti occasioni del modo in cui si può colorare l'inverno con le piante, e combattere la possibile tristezza indotta dagli alberi spogli; mi riferisco per esempio al Kaki con i suoi frutti arancio (post del 10/1/12 e del 13/1/14), ma anche alle drupe gialle della Melia.

Oggi aggiungiamo anche il Biancospino, Crataegus monogyna, ed i suoi piccoli pomi rossi.









Gli esemplari fotografati qui sopra sono gli stessi dei quali abbiamo già apprezzato la bellissima fioritura primaverile (post del 13/4/11), situati lungo il confine della scuola materna di Genneruxi dalla parte dei binari del metrotram.

Non è facile trovare, soprattutto in città, cespugli di Biancospino; è una pianta che, dopo aver servito l'uomo per secoli come pianta di confine, è stata a lungo maltrattata ed estirpata, e solo in questi ultimi anni si assiste ad una ripresa di considerazione per le sue qualità.
Infatti, al di là della bellezza della fioritura e dei frutti invernali, viene molto considerata come pianta medicinale, ma anche come pianta ornamentale in parchi e giardini; sembra inoltre che sia molto interessante in quanto pianta "ecologicamente" utile, come rifugio per uccelli e per la lotta biologica.

Unico problema, o comunque caratteristica, dei cespugli di Biancospino è che crescono in modo irregolare e disordinato, e non si prestano ad essere ridotti in forma squadrata; insomma dei simpatici anarchici, orgogliosi della loro libertà!