Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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mercoledì 8 luglio 2015

Lavori in viale Buoncammino, il punto di vista degli alberi

Sono tornato a vedere i lavori in corso nel viale Buoncammino, dei quali vi avevo parlato l'inverno scorso (post del 16/2/15), per verificare la situazione, soprattutto dal punto di vista degli alberi.

Direi che la situazione va abbastanza bene, sia come avanzamento lavori (anche se c'è ancora tanto da fare), sia per gli alberi che stanno bene e non sembrano maltrattati, con una eccezione della quale vi parlerò.



Ecco a sinistra, nel fascinoso slargo subito prima di Porta Cristina il grosso piede della "sentinella di Castello", la Fitolacca dioica che ci accompagna dalle origini del blog (post del 31/10/10). L'albero è stato sfrondato, ed intorno al piede si è scavato, sicuramente eliminando diverse radici; non credo però che questo trattamento abbia infastidito più di tanto la vecchia gloria.





Il Ficus magnolioides, in fondo allo stesso slargo, anch'esso sfrondato e sicuramente privato di molte radici, che avevano probabilmente provocato i crolli su via Fiume; vale anche per lui quanto detto per la Fitolacca.



Nella foto piccola, il rifacimento della scarpata su via Fiume, con buona soluzione architettonica; spero che siano state prese le necessarie misure per contenere lo sviluppo delle poderose radici del Ficus.






Qui a sinistra siamo invece nella zona dei Bagolari, poco oltre il simpatico chiosco bar, e i Celtis australis sono ripresi da un punto di vista molto simile a quello del post di febbraio; come si vede, stanno benissimo, la potatura gli ha fatto bene e si preparano ad offrirci tanti altri anni di ottima ombra.

Parliamo invece della eccezione di cui vi ho detto all'inizio: torniamo allo slargo vicino a Porta Cristina, ed all'esemplare "enorme" di Pitosforo, come veniva citato nel post di febbraio: ecco come è stato ridotto.



Qui proprio non siamo d'accordo! Un esemplare peculiare, uno dei più grandi della città, vecchio di molte decine di anni, ridotto in questo stato! E perché poi? Forse per non infastidire la circolazione dei mezzi d'opera?  Né vale sostenere che tanto si riprende, come le altre piante. E' un arbusto vecchio, ed i suoi tempi di ricrescita saranno molto lunghi, se pure ci saranno. Quanti anni dovremo aspettare, per riavere la sua splendida chioma espansa?

Mi chiedo se queste modalità di potatura siano state concordate fra l'Impresa esecutrice dei lavori e gli amministratori del verde cittadino; mi risulta per esempio che in Germania gli esecutori di lavori stradali siano sottoposti a norme rigidissime per la protezione delle piante, compresa la realizzazione di appositi recinti di salvaguardia.

Peccato, una scivolata incomprensibile, in  un ambito di correttezza generale.