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Il fascino verde di via Stretta

Già al naturale è una stradina di grande fascino, la via Stretta di Castello, incastonata dietro il bastione di S.Croce, in prosecuzione di ...

sabato 29 aprile 2023

Una strada qualsiasi, se non fosse che......

 Parliamo di  via De Gioannis, traversa di via Dante che conduce verso piazzetta Mascia. Una strada nota tutt'al più per una famosa palestra. o per la scuola media, o più recentemente per i campi di padel; insomma conosciuta dai cagliaritani come una strada qualsiasi, non certo per il verde.

Invece nel blog l'abbiamo fatta conoscere ed apprezzare proprio per il verde, a cominciare dal rinnovato giardino dell'ex Istituto Biochimico Sardo (post del 28/9/15), per proseguire poi con il bellissimo e grande esemplare di Erythrina caffra  (post 31/3/11), e da ultimo con i giovani esemplari di Bauhinia variegata  (post del 20/5/19).

Bene, proprio adesso voglio consolidare questa conoscenza, perché questi giorni primaverili sono i migliori per godere della fioritura degli alberi citati; e lo facciamo attraverso alcune fotografie.




Voglio cominciare però dalla pianta più umile della strada, infestante e poco amata, il Ricinus communis (post del 1/1/20, fra gli altri), che spicca ricadendo da un muro lungo la strada, mostrando i suoi splendidi ricci.




 

Ed ecco le fronde fiorite dell'Erythrina caffra; gli innumerevoli fiori, purtroppo presenti solo nei rami più alti, sono continuamente rinnovati, e per terra si è formato già un affascinante tappeto rosso.




Ed infine ecco una delle due coppiette  di Bauhinie variegate, a fiori bianchi e rosa, oramai adulte rispetto alle giovinette del post citato.

In definitiva, via De Gioannis è una strada che merita una passeggiata per godere delle sue bellezze verdi e delle loro fioriture; però bisogna affrettarsi, queste fioriture durano poco!




 


giovedì 27 aprile 2023

Poche siepi di Photinia a Cagliari

 Gli stimoli per il post odierno vengono, così come quelli del post precedente, dal Veneto; in quel caso dalle campagne, in questo dai paesi e dalle città.

Premesso che in Veneto, così come nelle altre regioni del nord Italia, il clima è abbastanza diverso dal nostro, e consente alla primavera di svilupparsi e durare molto più a lungo che da noi, ho avuto la fortuna di ammirare appunto la piena esplosione della primavera veneta e, fra gli altri, del cespuglio di cui parliamo.

Infatti nei paesi e nelle città venete non c'è quasi villetta, condominio, giardino privato e pubblico, che non sia recintato o abbellito con siepi di Photinia fraseri red robin. E poiché questo arbusto in primavera getta in abbondanza nuove foglie, belle e di un gradevolissimo colore rosso pallido, vi lascio immaginare lo spettacolo.

Allora, avendo scoperto ed apprezzato, in "terra straniera" questo arbusto da siepe, ma che anche come pianta singola fa la sua bella figura, ho provato a cercarlo a Cagliari, per potervelo presentare.

Ed alla fine lo ho trovato, anche se non è stato facile: una bella siepe in vaschette, ripresa qui a fianco, si trova nel giardino di un condominio di recente realizzazione in via Rossini, nel quartiere di San Benedetto.

Il giardino è aperto al pubblico, anche se è stato 
realizzato con la costruzione del retrostante palazzo, ed è finora ben tenuto, oltre ad essere di bella ideazione.




Tornando alle Photinie, guardate l'eleganza delle giovani foglie, e la bellezza dei corimbi di fiorellini bianchi!

Allora, se è vero come sembra che questi arbusti sono molto robusti ed abbastanza rustici, come mai nella nostra città sono così poco presenti?

Se non ci sono problemi di adattamento al clima, ed i vivaisti li forniscono. che cosa impedisce la loro diffusione?

Non ho risposta alle domande precedenti, e posso solo augurarmi che le Photinie vengano maggiormente apprezzate ed utilizzate.

 


venerdì 21 aprile 2023

La meraviglia dei campi di Colza in fiore

Le piante coltivate per uso alimentare ci portano fuori contesto rispetto agli obiettivi del blog, quindi non dovrei parlarne, anche perché è un argomento a me praticamente sconosciuto; però non ho saputo resistere, di fronte alla bellezza dei campi di Colza, Brassica napus, in fiore.

Guardate questa immagine, ripresa qualche anno fa in Germania, ai margini della Foresta Nera; un giallo brillante, che attira lo sguardo, lo trattiene e lo affascina.

Sembra quasi che queste distese brillino di luce propria, e siano loro ad illuminare gli spazi intorno, creando sfumature diverse di colore a seconda dell'ora del giorno e dell'angolazione dello sguardo.

Mi sono ricordato di queste fotografie quando, alcuni giorni fa, sono stato nelle campagne venete, nella zona della laguna di Venezia, ed ho potuto ammirare molte di queste coltivazioni in piena fioritura: una delle molte bellezze di quei luoghi, e non l'ultima per fascino.

Non so se in Sardegna siano presenti coltivazioni di Colza, ma temo di no, ed è un vero peccato, perché una fotografia non rende la bellezza di una visione diretta, e non vi posso indicare un luogo facilmente raggiungibile per andare a godere lo spettacolo.

Per darvi due elementi in più di conoscenza, posso dire che la Colza, che appartiene alla famiglia delle Brassicacee (quella del cavolo, del ravanello, della rucola, per intenderci), è una  coltura antichissima, ed è utilizzata come foraggio per gli animali in sostituzione della Soia, ma viene utilizzata anche come olio vegetale alimentare e come combustibile nel biodiesel.

Insomma una piantina interessante per gli svariati usi per i quali è utilizzata, ma per quanto ci riguarda interessante soprattutto per la bellezza, quando si presenta come tappeto di migliaia e migliaia di esemplari fioriti, fra i mesi di aprile e giugno.   



domenica 9 aprile 2023

Le uova di Pasqua della Cycas revoluta

E' una pianta che il blog ha frequentato molto, la Cycas revoluta, dal 2010 fino ad oggi. Un fossile vivente, pianta di grande interesse che a Cagliari si trova molto bene, della quale vi ho presentato anche gli aspetti riproduttivi, e le differenze fra lo strobilo dei maschi ed i semi delle femmine.

Una presentazione che ha impegnato diversi post, ai quali vi rimando per non ripetermi; l'obiettivo odierno è solo quello di utilizzare questa pianta per fare gli auguri di Buona Pasqua a tutti i lettori.



E lo  faccio utilizzando questo bouquet di piccole uova di Pasqua color arancio, bouquet costituito  dai semi prodotti dalla Cycas femmina che vive nella piazzetta Mafalda di Savoia, in Castello.

E questo esemplare è proprio lo stesso che avevo utilizzato, qualche anno fa (post 24/11/17), per imbastire una storiellina matrimoniale fra due Cycas.   

 


giovedì 6 aprile 2023

Approfittiamone adesso!

Sappiamo come vanno le cose qui da noi, in particolare nelle campagne vicino al mare del sud Sardegna: arriva la primavera, esplodono le fioriture, i terreni si colorano, soprattutto di bianco e giallo, ma anche di rosa e azzurro; poi, dopo un tempo sempre troppo breve per godere appieno di questa bellezza, arriva l'estate. Altre bellezze, ma non più queste.


E allora, come dice il titolo, approfittiamone adesso, per andare a passeggiare in campagna; non c'è ancora caldo (anzi questi giorni fa ancora un poco di freddo), ed è facilissimo incontrare, per esempio, i grappoli di campanelle dell'Erica arborea.

Infiorescenze a grappolo, con innumerevoli piccoli orci o lampioncini, che sembrano guardarci per farsi ammirare; un vero spettacolo della Natura.

Ricordo che questa pianta ha proprietà officinali, è pianta mellifera, possiede un legno pregiato (il ciocco) per la produzione di pipe ed altri oggetti di alto artigianato (post del 1/3/21). 

Insomma, l'Erica fiorita mi sembra un buon rappresentante della schiera di piante fiorite che ci devono invogliare alle passeggiate nel verde, tanto più durante le uscite pasquali!   

venerdì 31 marzo 2023

I giganti dell'ospedale SS. Trinità

 Parliamo di alberi, naturalmente, alberi giganti che si trovano all'interno dell'ospedale SS. Trinità. 

Appena entrati da via Is Mirrionis in questa grande struttura, si accede ad una piazza interna, dalla quale si raggiungono i fabbricati dei vari reparti. La piazza accoglie molti alberi di vecchio impianto, risalente probabilmente alla prima metà del secolo scorso; i giganti di cui parliamo sono due esemplari di Ficus magnolioides (o macrophilla), specie arborea ben conosciuta dai lettori del blog, ed albero caratteristico della nostra città (piazza Matteotti, la Darsena, piazza Trento, Orto Botanico, Giardini Pubblici, il parco di Bonaria ....).


Eccone uno, che espande la sua enorme chioma per centinaia di metri quadrati, pur non avendo avuto bisogno di estroflettere le tipiche radici tabulari (p.es. post del 12/4/18, per piazza Matteotti) per sorreggere l'enorme chioma; in compenso sta procedendo a dotarsi di radici colonnari/aeree, come si vede dalla foto sottostante.


Le radici aeree sono una produzione tipica di questi alberi e di altri della medesima famiglia dei Ficus, che se ne servono per migliorare il sistema di alimentazione e sostegno delle branche, via via che queste si allungano. 

Le radici hanno inizialmente un assetto filiforme, sono scure e flessibili; allungandosi, si raggruppano e si intrecciano, diventando legnose e costituendo, alla fine, veri e propri tronchi complementari.

Un esempio eccezionale di quello che può diventare un vecchio Ficus magnolioides , se lasciato libero di esprimersi liberamente, lo abbiamo all'Orto Botanico di Palermo, dove vive un esemplare vecchissimo (anno 1850 circa), che ha sviluppato per sostenersi addirittura una ottantina di colonne! 
Vi rimando per avere una idea ad alcune foto che avevo pubblicato nel 2018 (post del 8/7/18); uno spettacolo della Natura. Noi dobbiamo accontentarci dei lavori in corso, per produrre le colonne, da parte dell'esemplare nostrano, lavori che sono comunque di grande fascino.

L'altro grande esemplare, sempre nella stessa piazza, non ha stranamente sviluppato radici aeree, ma si è dotato in compenso di radici tabulari. Se poi volete vedere un altro gigante, oggi capitozzato ma già in piena ripresa vegetativa, potete avvicinarvi sulla sinistra al reparto di anestesia e rianimazione, dove vive una grande Fitolacca dioica, altro albero di nostra vecchia conoscenza.

Purtroppo gli spazi verdi degli ospedali non sono ben curati, come abbiamo avuto modo di notare per diverse strutture visitate negli anni (Binaghi, Brotzu, Businco...); però i vecchi alberi spesso resistono anche all'incuria, e meritano comunque di essere visitati ed apprezzati dagli amanti del verde.  
 



giovedì 23 marzo 2023

Arcobaleno recintato

 E' una contraddizione in termini, il titolo di oggi; quando mai è possibile immaginare un arcobaleno recintato?! 

Invece noi cagliaritani ci siamo riusciti: abbiamo recintato l'arcobaleno, e, come si vede dalla fotografia a fianco, nemmeno con una recinzione leggiadra, di basso impatto visivo; è stata utilizzata una recinzione di tipo industriale, alta e che impegna tutto il perimetro della piazza.

Sì, perché parliamo di una piazza del quartiere Mulinu Becciu, fra via Carpaccio e via del Beato Angelico, denominata dal 2016 Circu de Soli, bellissimo nome sardo che significa appunto arcobaleno.

Rimando chi volesse rinfrescarsi la memoria ai tanti post che ho dedicato a questa piazza, a partire appunto dalla sua inaugurazione del 2016 (post 8/3/16), e seguendola poi negli anni, nel bene (quantità e qualità degli alberi inseriti) e nel male (mancanza di manutenzione, per quanto riguarda nomi degli alberi e loro posizione).

Non conosco le cause che hanno determinato la scelta di recintare questo luogo, lasciandolo aperto solo nelle ore diurne, ma le posso immaginare: vandalismo, frequentazioni notturne indesiderate, lamentele degli abitanti di zona, schiamazzi di persone alterate.....

Tutte cose valide, ma mi chiedo: non poteva bastare, in prima istanza, un sistema di telecamere? E comunque, se le motivazioni sono tali da giustificare l'intervento, che considerazioni dobbiamo trarre sulla civiltà di una minoranza di cagliaritani, che costringono la città a difendersi con le recinzioni? 

E non stiamo parlando di una piazza qualsiasi, ma di un concentrato di essenze arboree rare, che non meritavano l'effetto repulsivo che una recinzione comunque esercita, per il solo fatto di esserci, anche durante le ore di apertura.

In conclusione: se alla mancanza dei cartelli indicatori ed esplicativi delle essenze presenti, inseriti nel 2016 e lasciati poi decadere nell'incuria (come da post del 2019, 2020, 2022), aggiungiamo l'effetto repulsivo della recinzione, come possiamo pretendere di stimolare i cagliaritani verso la maggiore conoscenza ed il rispetto degli alberi? Come possiamo proporre la nostra città come capitale del verde europea?




Intanto, per fortuna, la piazza Circu de Soli comincia a mostrare varietà e colori delle fioriture arboree ed arbustive; e allora, superiamo le repulsioni ed andiamo a godere di queste fioriture. 
Oggi il Mandorlo, ripreso nella foto a destra: domani la Paulownia, il Liriodendro, la Bauhinia, l'Eritrina, la Catalpa, i Pruni  e tanti altri ancora, sempre che non decidano lo sciopero della fioritura contro la recinzione!


giovedì 16 marzo 2023

Oggi ci siamo, domani chissà; la serie delle sparizioni continua

 Ho rispolverato questo titolo, che ho utilizzato tante volte nel blog per una lunga serie di sparizioni di alberi, per segnalarne un'altra, per me particolarmente dolorosa: quella dell'unico esemplare cittadino di Sakura giapponese, il Prunus serrulata della parte bassa di Monte Urpinu.

Rimando chi non ricordasse questo alberello e la sua splendida fioritura ai post che la hanno eternata (post del 19/9/12,  26/4/14,   30/4/15); purtroppo a Cagliari non ci rimane altro, anche se sarei felice di essere smentito dalla segnalazione di altre presenze. 

Non mi ero accorto di questa sparizione, non ho elementi per dire se l'alberello fosse malato o meno; spero solo che la sua eliminazione sia stata la necessaria, unica scelta possibile.

E allora, per offrirci una piccola consolazione e non chiudere il post senza una foto, andiamo a trovare i cugini del Sakura, che in piazzetta Mascia incominciano a fiorire.


Parliamo del Prunus cerasifera Pissardii, che con diversi esemplari adorna la piazza e la rende in questo periodo particolarmente piacevole.

Il Mirabolano, questo il nome comune del Pruno in questione, ci offre il suo fiorellino delicato, e le prime foglie rosse che spuntano; certo il fiore non è ricco e durevole come quello del Sakura, ma lo spettacolo è comunque assicurato. 

      

sabato 11 marzo 2023

Che belle le Succiose fiorite!

Sì, il nome è plebeo, e forse anche un poco volgare,  per un blog che sponsorizza l'utilizzo  del nome scientifico delle piante, ma ha una presa immediata, almeno per i cagliaritani "doc". 

Se avessi proposto questa erbetta di stagione con il titolo "Che belle le Oxalis- pes caprae fiorite!", credo che l'eco delle pernacchie mi sarebbe arrivato fino a casa!

Comunque li si voglia chiamare, con i nomi già citati o con il nome italiano di Acetosella, o ancora con il nome elegante e beneaugurante di Erba di Mandela, proposto dal grande Siro Vannelli (post del 25/3/11), questi fiorellini sono una meraviglia che illumina il bordo stradale, i prati incolti, i giardini, le grondaie, insomma qualsiasi luogo dove possano attecchire i loro bulbi e dare luogo prima agli steli succosi e dal sapore acidulo poi all'esplosione dei fiorellini imbutiformi.

Ma la caratteristica più interessante è il colore giallo brillante, intenso, vivace, quasi fosforescente, che attira e trattiene lo sguardo: veramente uno spettacolo da apprezzare.  
 

lunedì 6 marzo 2023

Giovani e profumate aromatiche, vecchi e contorti tronchi

Sono tornato in visita all'Orto dei Cappuccini, e devo dire che il suo fascino rimane inalterato nel tempo e nelle stagioni. Un luogo particolare, non tanto per le piante di cui è dotato (che pure presentano molti aspetti interessanti, a cominciare dall'età di molte di esse), ma per il fondale e le quinte fra i quali è inserito, che costituiscono una attrazione irresistibile (post del 4/6/16).

Un luogo di serenità e  meditazione, magari piacevolmente inframezzata dai bambini che corrono inseguendosi e giocando a nascondino (senza telefonino!).

Nella visita odierna non ho mancato di notare un paio di peculiarità, che vi propongo per immagini.



Ecco le giovani e profumate piante aromatiche, dette anche officinali perché da queste un tempo si ottenevano, in "officium" e cioè in farmacia, molte medicine alternative.  Peraltro, la produzione di piante officinali era proprio l'obiettivo che aveva dato origine alla nascita di questo luogo, all'inizio del '600!

Abbiamo qui sopra una lunga siepe di Rosmarino, mentre a destra due dei molti cespugli di Lavanda fanno da spalliera ad un panchina. Sia il Rosmarino che la Lavanda cominciano a fiorire, come peraltro i loro cugini selvatici, ed a spandere tutto attorno il loro profumo.

Sull'altro fronte, per così dire, abbiamo i vecchi tronchi di Ficus carica, che si trovano nella parte alta del parco. Sono ancora in pieno riposo vegetativo, ma questo non li rende insignificanti, come dimostrano le due immagini che vi presento.



Vecchi e contorti tronchi, li ho definiti nel titolo, ma comunque ricchi di fascino con le loro buffe protuberanze; ammirandoli ci si ritrova ad immaginare quali vicissitudini abbiano vissuto, nel corso dei decenni, per acquisire siffatte conformazioni.
Ma non crediate che questo tronco impastato dal tempo, e quelli dei due fratelli sullo sfondo, non siano più in grado di produrre foglie e frutti ed una bella chioma, a suo tempo; basta tornare ad apprezzarli a giugno, per rendersene conto! 

venerdì 24 febbraio 2023

I figli pigri, fra le braccia possenti di mamma Euphorbia

Oggi vi presento una simpatica situazione che si può presentare nel ciclo riproduttivo di una grande succulenta a portamento arboreo, la Euphorbia candelabrum. 

Parliamo di una pianta che difficilmente passa inosservata, sia per le dimensioni ragguardevoli che raggiunge con il nostro clima, sia per l'aspetto caratteristico che ha dato origine al suo nome scientifico.


Ecco l'esemplare oggetto della nostra attenzione, situato nel giardino di un condominio che prospetta su via Leoncavallo, non lontano dai binari del metrotram.

E' un esemplare che il nostro blog già conosce (post del 3/3/16,  del 30/4/16,  del 16/7/20) del quale ho presentato fiori e frutti, ed in particolare la strana modalità di esplosione dei frutti, quando è il momento di spargere i semi al fine di riprodurre la specie, nel mese di luglio.

Come vi avevo raccontato nel post di luglio, quando è il momento i fruttini esplodono, lanciando i semi il più lontano possibile per avere maggiori possibilità di perpetuare la specie.

E in questo processo può succedere la simpatica situazione di cui vi ho parlato all'inizio, e che ha dato origine al titolo: vediamo la foto qui sotto.



Può succedere che, come le famose ciambelle, non tutti i lanci dei semi siano corretti, ed a volte i semi cadano dritti senza spostarsi dalla verticale: in questi casi la nuova piantina, se il seme trova un poco di terra nello spazio da dove si dipartono le possenti branche della mamma, decida di mettere a frutto la sua pigrizia, e di crescere lì.

Ed eccola che occhieggia dal suo comodo nido, nel quale sembra trovarsi molto bene, tanto che ha già prodotto alcune foglioline. 

In realtà questa simpatica storiella che ho raccontato non avrà un buon fine, e la nuova piantina non sopravviverà a lungo alla  mancanza di cibo, a meno che non venga trapiantata in piena terra, chissà; resta però che anche questa è una storia molto interessante offerta dalla Natura. 


lunedì 20 febbraio 2023

La giusta eliminazione delle vecchie Robinie di via Cagna

Ho parlato, abbastanza di recente (post del 9/1/23), della prevista eliminazione di alcune vecchie Robinie, Robinia pseudoacacia, alla fine di via Cagna; in quella sede condividevo nella sostanza l'esigenza della eliminazione, criticando però il "burocratese" utilizzato per l'annuncio da parte del Comune, che parlava di messa in sicurezza.   

Al di là della critica sulla terminologia, che resta oggi pienamente valida e che nasconde la volontà di pararsi le spalle da critiche (peraltro giustificate in molte occasioni), devo dire che l'eliminazione in questione è stata in questo caso giustificata dallo stato delle piante interessate.

Questa è infatti la ceppaia di uno degli esemplari eliminati, probabilmente lo stesso che avevo fotografato a gennaio completamente piegato da un lato.

Come si vede una profonda carie era arrivata ad interessare la base del tronco, probabilmente provenendo dalla parte più alta: infatti queste situazioni patologiche nascono spesso dalla rottura di rami, ma anche da capitozzature o potature comunque mal effettuate. Queste condizioni, se non curate, consentono la penetrazione dei funghi che si nutrono del tessuto legnoso, portando al decadimento ed alla morte dell'albero, che ad un certo punto può cedere di schianto.   

Quindi non si può certo escludere che in molti casi il decadimento sia causato da interventi umani; bisogna peraltro considerare che le leguminose in generale (Acacia, Tipuana, Bauhinia, Ginestra, Albizzia.....) non sono piante particolarmente resistenti né molto longeve.


Possiamo però considerare che sono stati eliminati solo gli esemplari in condizioni più critiche, mentre gli altri sono stati mantenuti in vita, come si vede dalla foto a destra. Quindi è stato usato un criterio di scelta, forse anche consentito dagli strumenti sofisticati oggi in uso; non sono certo che, fino a qualche anno fa, non si sarebbe proceduto ad una eliminazione indiscriminata di tutto il filare di questi vecchi e gloriosi alberi.

Non resta che augurarci che gli esemplari che rimangono siano ancora in grado di rallegrarci con la loro bellissima fioritura primaverile (vedi p.es. post del 10/4/17)!  


 

martedì 14 febbraio 2023

L'enorme Nolina mangiafumo del Banco

 Diciamo subito che è un esemplare rarissimo per la nostra città, l'albero di cui trattiamo oggi, e che per vederne di simili o anche molto più grandi bisognerebbe andare in Messico, sua zona di origine.

Parliamo della Nolina (oggi Beaucarnea) recurvata che vive nel giardinetto del Banco di Sardegna, combattendo orgogliosamente per conquistare spazio, luce e sole, con le alte Palme che la circondano.

Eccola a sinistra; forse meriterebbe più spazio, per la sua rarità e bellezza, ma è anche piacevole scoprirla contornata dalle Palme.

Abbiamo parlato diverse volte di questa Nolina, a partire dal 2011 (post 17/1/11), ma anche di altri, pochi, esemplari all'aperto, dall'Orto Botanico a via Verdi fino all'esemplare fiorito di via Sanna Randaccio (post del 1/11/21)    

Come molte altre piante, con il nostro clima subtropicale, la Nolina sa vivere bene sia all'aperto che al chiuso, dove fa la sua bella figura con le foglie mollemente ricadenti, il grosso piede d'elefante, una buona robustezza e la fama di essere una "mangiafumo".

Questa fama, oltre che essere oramai quasi inutile per i salotti attuali, pare che sia anche usurpata, e derivante invece dalla capacità di resistere al fuoco, e riprendersi dal fuoco, riscontrata negli esemplari delle campagne  messicane.

Tornando al nostro campione, come si nota dalla fotografia sta già esponendo, in cima, pannocchie ramificate che daranno luogo ad una delle fioriture annuali. 

Nella fotina a destra notiamo invece il piede d'elefante, utilizzato dalla pianta come riserva d'acqua, e che risulta tanto più evidente e piacevole, come dicevamo, nelle piante d'appartamento.

Insomma la nostra enorme Nolina meriterebbe un maggiore riconoscimento, per esempio una scheda di presentazione in loco (vecchia richiesta!) l'inserimento in un elenco degli alberi peculiari della nostra città, le opportune indicazioni turistiche per il suo godimento, soprattutto da parte dei turisti del nord Italia ed Europa che la conoscono solo come piccola pianta d'appartamento.

Utopia? Probabilmente, ma io non smetto di insistere. 


 

lunedì 6 febbraio 2023

La Palma grattacielo di piazza Ravot

Siamo in pieno centro città, nonostante la stranezza del nome; infatti questa piazza altro non è che il bello slargo alberato con il quale termina il viale Regina Margherita sfociando in piazza Costituzione, e credo che per la gran parte dei cagliaritani sia tuttora nota come piazza Costituzione.

Comunque un luogo molto gradevole, ed anche ben dotato di alberi, dal vecchio Ficus elastica "originale" ai diversi Ficus retusa, già presentati nel blog (post del 5/9/19).  

Oggi vi presento un altro albero di questo slargo, molto bello anche se poco notabile data l'altezza della sua chioma, a meno che non ci si trovi piacevolmente seduti, magari gustando qualcosa  da bere o da mangiare in uno dei locali della zona.

Ed eccolo qui il nostro albero: una Washingtonia robusta, che rende onore al nomignolo che le avevo attribuito di Palma grattacielo (post del 21/2/17), svettando verso il cielo a prendersi più luce possibile.

Questo esemplare si presenta fra l'altro molto "pulito", senza residui di vecchie foglie ed in ottima salute, per resistere al meglio, con l'elasticità del suo fusto, ai nostri venti impetuosi.

Ricordo che un poco più su, all'inizio del Viale Regina Elena, si trova un esemplare ancora più alto (post del 20/1/18), ed altri ancora ne abbiamo incontrato in città, da Buoncammino al parco di via San Lucifero.

Insomma la Washingtonia robusta è una pianta ben piazzata nel novero delle piante da ammirare, incontrandola negli spostamenti/passeggiate urbane; bisogna solo ricordarsi di distogliere lo sguardo dal cellulare, ogni tanto!
      


sabato 28 gennaio 2023

Il grande Pino, ed un destino segnato

 Non amo fare previsioni, soprattutto quando sono negative; ma per il Pino di cui vi parlo oggi temo che un destino infausto sia segnato.

Eccolo qui a sinistra: un bellissimo e grande esemplare, addirittura enorme per i canoni nostrani, di Pino domestico, Pinus pinea.  

Questo Pino vive con la sua mole all'interno di uno spazio condominiale di via Dublino, nella zona alta di Genneruxi, dove le strade sono strette e si aprono ogni tanto in piazzette che fungono da collegamento fra le varie vie. 

Come si vede dalla foto la chioma del Pino supera abbondantemente la carreggiata di via Dublino, oltre che impegnare per diversi metri l'interno degli spazi condominiali.

La vicinanza alla strada, che per fortuna tiene abbastanza distanti le sue radici dalle fondazioni della palazzina, non protegge però il piano stradale, che risulta fortemente sollevato dalle radici medesime.

D'altra parte, si sa, il Pino non si fa scrupoli quando deve fare spazio alle sue possenti radici; lo avevamo già segnalato in un post alle origini del blog (post del 10/12/10) e ripreso poi successivamente per l'impianto di via Verdi (post del 9/5/13), che infatti è stato successivamente eliminato.

Insomma, con queste premesse e con gli effetti che si vedono anche nella fotina a destra, temo di essere facile profeta nel ribadire, con rammarico, che il suo destino pare segnato.

Sarebbe bello ipotizzare che, con apposito accordo fra i privati del condominio ed il  Comune, si potesse trovare una soluzione che salvasse l'albero in questione e l'asfalto della strada, ma qui entriamo nel campo dell'utopia.