Post in evidenza

Che bella chioma!

 Eh no, purtroppo non ci riferiamo ai lunghi e setosi capelli di una ragazza, nemmeno a quelli della regina Berenice, divenuti poi una coste...

venerdì 29 dicembre 2023

Combattiamo il degrado al parco Vannelli !!!

Ci risiamo a parlare, possiamo dire per l'ennesima volta, del degrado inarrestabile del parco Vannelli, ormai connotato da sciatteria ed evidente poco interesse da chi dovrebbe curarlo e gestirlo al meglio.

E pensare che questa volta, alcuni giorni fa, ci sono andato animato da buone intenzioni, cioè riproporre la bellezza della fioritura della Mahonia japonica, evento che succede intorno alla fine d'anno.


Infatti avevo già proposto le spighe gialle di questa rara pianta alcuni anni fa (post del 31/12/18), quando ancora il piccolo parco poteva essere definito uno scrigno cittadino di bellezze (post del 1/2/16). 


Ed ecco qui a sinistra la fioritura di quest'anno, per fortuna ancora bella; purtroppo, una delle poche cose ancora belle, come mi sono potuto velocemente accorgere; quello che si nota, purtroppo, è il degrado e lo stato di progressivo abbandono, oltre al carente senso civico di molti cittadini. 

Allora, senza perdermi in chiacchiere, elenco alcune negatività:

1 - area didattica, prevista a destra entrando, completamente abbandonata e ridotta più o meno ad erbacce; 2 - vasca con piante acquatiche, asciutta ed abbandonata; 3 - diversi paletti con i nomi delle piante divelti e lasciati a terra; 4 - per i paletti ancora dritti, alcuni in posizione errata, da mesi o anni (post del 3/5/22, forse il più completo nella descrizione del degrado e nelle proposte); 5 -  diversi rifiuti accumulati, anche in mezzo agli arbusti   6 - evidente mancanza di cura delle piante, sia all'interno che nello spiazzo esterno al parco.

Riporto alcune foto, che non hanno bisogno di molti commenti al di là della didascalia di presentazione:




Laghetto, asciutto e degradato; piante di Papiro, Cyperus papyrus, moribonde



Paletti nominativi divelti ed abbandonati per terra, in una zona ormai priva di erba.





Schinus molle, nella piazza esterna, pericolante e pericoloso, che necessiterebbe di una urgente messa in sicurezza.




Ritengo tuttora pienamente valide le conclusioni alle quali pervenivo nel post citato del maggio 2022: per i politici, inaugurare sempre, manutenere poco e male!





venerdì 15 dicembre 2023

Speriamo che la Piracanta di Bonaria cresca in fretta!

La Piracanta, Pyracantha coccinea, è un arbusto da siepe piuttosto comune a Cagliari, che si mette in mostra in  questo periodo, dal tardo autunno a inizio inverno, quando si riempie di bacche rosse che mettono allegria, nella povertà di colori che caratterizza la stagione (post del 25/11/11).    

Ma l'interesse per gli arbusti di Piracanta che vi presento oggi non è per le bacche, ma per la crescita e la capacità di formare siepe compatta e coprente.



Sì, perché di questo c'è bisogno per la dignità del triangolo di terreno compreso fra via Ravenna e via Milano, che è stato recentemente sistemato dal  Comune: c'è bisogno che le piante ricoprano al più presto la brutta staccionata che è stata utilizzata per delimitare i diversi spazi di quest'area.

Opera meritoria in sé questo intervento, per sistemare un orribile sterrato utilizzato come disordinato parcheggio, ma la staccionata in legno più o meno grezzo, di colore chiaro, è un pugno in un occhio, senza tema di smentita!


E per chi ancora non fosse convinto dell'impatto negativo del manufatto, la foto a destra dovrebbe togliere ogni dubbio.

Possibile che per la sistemazione di uno spicchio di terreno adagiato in posizione strategica, fra la Basilica di Bonaria, la scenografica scalinata ed il retrostante meraviglioso parco omonimo, non si potesse spendere qualcosa di più per avere un risultato estetico migliore?

Piracanta, pensaci tu!
 


martedì 12 dicembre 2023

Panorami maestosi, nuova vita ma anche degrado, a San Michele

Il Parco di San Michele, con al centro l'omonimo Castello che svetta sul punto più alto, è stato oggetto della nostra attenzione già dal 2011 (post del 4/12/11); si caratterizza per l'enorme ampiezza, 24 ettari,  e per i maestosi panorami a 360 gradi, che vanno dal Campidano a Pirri, dal quartiere di Monreale al Golfo degli Angeli, dal mare del porto canale fino ai monti di Capoterra. 

Per quanto riguarda gli alberi ed il verde, possiamo dire che non ci sono molte specie arboree, ma soprattutto Lecci, Pini, Cipressi, macchia mediterranea e qualche bel Corbezzolo. Il verde è poco, a parte le due aree dove possono giocare i bambini e si possono praticare attività sportive di gruppo; inoltre, nella stagione delle piogge (non ancora quest'anno) diventa molto gradevole la zona più alta, che circonda il Castello e che si ricopre di verde naturale inframezzato da affioramenti di calcare.

Insomma, da un punto di vista botanico non ci sono spunti di grande interesse, se non quando il parco viene interessato da interventi di nuove piantumazioni, magari collegate alla Festa degli Alberi (post del 24/12/13).

Ed è uno di questi interventi, di recentissima esecuzione, che ha stimolato questo post, partendo da alcune foto che mi ha inviato Bruno, che ringrazio.


Ecco una parte delle nuove sistemazioni, che quest'anno interessano la parte bassa  che guarda verso est (si intravede un tratto di facciata posteriore dell'ospedale Brotzu).

Come si vede le piantine, che riguardano anche alberi di alto fusto, per esempio Carrubi, sono molto vicine, per cui possiamo ipotizzare che saranno utilizzate come vivaio, cioè destinate a venire via via trasferite dopo l'attecchimento. 

Comunque, ribadisco quanto già detto nel post del 2013 citato, una bella iniziativa, che immagino potrà anche ridare consistenza all'alberatura del costone ovest, che appare attualmente piuttosto degradata, con molte piante, soprattutto Pini, morte o "male in arnese".

E a proposito di degrado, non posso mancare di segnalare lo stato in cui versa il  percorso che sale all'ascensore che, fino quando ha funzionato, conduceva i visitatori fino alla cima del colle. L'ascensore è fermo ormai da anni, ma non basta: lungo il percorso altri manufatti sono stati distrutti, fino allo sconcio di quello che doveva essere l'archivio della soprintendenza.


L'immagine a destra parla da sola, con i resti degli infissi, spaccati e gettati a terra e nemmeno rimossi, ma lasciati alla pubblica vergogna. 

Il tutto completato da resti di materiali edili ed altri rifiuti, in uno stato di completo abbandono.



Ma, non volendo chiudere con immagini di degrado, ecco una delle piacevoli aree verdi di cui parlavo all'inizio, con panchine e bambini che giocano; faccio notare, per gli aspetti di nostro più specifico interesse, che lo spiazzo è reso più affascinante da diversi esemplari di vecchie  Tamerici . 


   

lunedì 4 dicembre 2023

Il parchetto del Banco, un'oasi piacevole e ben curata

Non è facile trovare, in pieno centro cittadino, ed a contatto con una strada trafficata come il viale Bonaria, una piccola oasi di verde ben curata, pulita con frequenza, ricca di specie arboree  di pregio: un posto raro, dunque, che merita di essere visitato e frequentato.

Parliamo, lo avrete capito, del parchetto del Banco di Sardegna, conosciuto con questo nome perché è praticamente incluso nel grande fabbricato della banca; in realtà il parchetto si chiama Giardini Pubblici di viale Bonaria, ed è di proprietà del Comune.



Ecco una vista d'insieme, che evidenzia la presenza dominante delle Palme, sia le Phoenix canariensis attentamente tenute sotto controllo e curate contro il punteruolo rosso, sia le Palme nane.




Un altro scorcio, abbellito da una scultura circondata da piantine di Russelia, e sullo sfondo una siepe di Pitosforo ed altre Palme.

Insomma, un bel vedere, che però non si ferma alle piante citate , ma si completa con una grande Casuarina cunninghamiana, una grande (nel suo genere) Parkinsonia aculeata e, regina del parco, la enorme Beaucarnea recurvata. 

Tutte le piante citate sono state già presentate nel blog, sia in questo parchetto che in altri siti, e vi invito ad effettuare una ricerca per avere altri dettagli; infine voglio ricordare anche due grandi cespugli, che abbelliscono la parte più interna del giardino che si appoggia al fabbricato, un Ficus pumila ed un Viburnum odoratissimum, anch'essi già trattati nel blog.



martedì 28 novembre 2023

Colori dell'autunno inglese

 Abbiamo detto e ribadito più volte che il Foliage non è un vanto del verde cagliaritano e, più in generale, di tutta la Sardegna: la latitudine, le temperature, le specie arboree non lo consentono, se non in maniera sporadica e limitata. 

Questo non significa che anche noi cagliaritani non possiamo godere di questo spettacolo, per quanto limitato, per esempio con i Ginkgo biloba  (post del 7/12/16, fra gli altri); quest'anno lo spettacolo sta cominciando adesso, e quindi possiamo ancora approfittarne.

Per stimolare la vostra voglia di Foliage, anche se solo cagliaritano con i Ginkgo o sardo, per esempio con i Frassini del Goceano o gli Aceri del Supramonte di Orgosolo, vi offro anche quest'anno alcune immagini dell'autunno inglese che, in quanto a colori e fascino, non teme confronti.

Siamo nel parco Harlow Carr Gardens di Harrogate, nello Yorkshire, uno dei parchi più belli della regione, che vi ho già presentato (post del 8/11/19  e  del 30/10/20) .

Una visione idilliaca, un laghetto immerso nel verde e due grandi alberi, una Farnia, Quercus robur, a sinistra, ed un Cipresso calvo, Taxodium distichum, a destra. Come si vede, il primo ancora resiste all'ingiallimento, complici i cambiamenti climatici (la foto è degli inizi di novembre), mentre il secondo ha già completamente cambiato colore. Ringrazio Marco, che anche quest'anno mi ha mandato alcune fotografie, fra cui questa.




E guardate la tenerezza di questo alberello rosso (che non ho saputo riconoscere, potrebbe essere un Oxydendrum arboreum, suggerimento che traggo da ricerche su Internet), isolato dai grandi alberi verdi ma, direi, contento di esserci!
 


Infine, ad ulteriore dimostrazione del fatto che sull'amore e la cura del verde gli inglesi sono imbattibili,  nella foto qui a sinistra vediamo che anche le piantine acquatiche, forse anche spontanee, sono state dotate degli appositi cartellini di riconoscimento, naturalmente con il nome scientifico in latino.

Su questo fronte, purtroppo, noi italiani e sardi in particolare siamo lontani anni luce dalla civiltà inglese; noi però continueremo a batterci perché le cose cambino. 

lunedì 20 novembre 2023

I pregi della Betulla

 La Betulla, Betula pendula, ha avuto pochissima attenzione da parte del blog, solo un post di qualche anno fa (post del  22/1/20), nel quale riportavo una mia fotografia di un esemplare inglese. La causa di questo rapporto quasi nullo, lo potete immaginare, è la sua modestissima (o nessuna?) presenza nella nostra città ed in tutta la Sardegna. 

Infatti la Betulla predilige i climi freddi, tanto è vero che nelle regioni italiane dove vive allo stato spontaneo si trova al di sopra dei 500 metri.

Ecco un vecchio esemplare a sinistra, in una foto presa da Internet, che ci consente di notare subito il primo e più evidente segno di riconoscimento di questa specie, e cioè la corteccia bianca. 

Possiamo dire che siamo sfortunati a non averla fra noi, dato che è un albero elegante e ricco di pregi. I pregi, oltre al colore della corteccia, sono dati dalla membrana che ricopre i rami, le foglie affusolate e finemente seghettate, il lungo picciolo, il leggero vibrare della chioma ad ogni refolo di vento.

Ed i pregi non si fermano a quelli estetici, ma si estendono alle qualità del legno, nonché a interessanti proprietà medicamentose, per finire poi con riconosciute proprietà gastronomiche. 

E qui ci colleghiamo con quanto asserito nel post citato, che faceva risalire la conoscenza delle proprietà medicamentose e gastronomiche addirittura a più di 5000 anni fa; oggi è di particolare utilizzo la corteccia interna (detta floema), che può essere consumata appunto tale e quale, oppure bollita ed unita a minestre, o ancora essiccata ed utilizzata come farina per il pane. Infine, pare che si possano ottenere ottimi sciroppi dalla linfa.

Il portamento pendulo, elemento essenziale della eleganza di cui si diceva, conferisce alla Betulla il ruolo di albero prediletto per parchi e grandi giardini, per esemplari isolati o a gruppetti, mentre in natura è comunissimo nei boschi del nord America e della Russia, dove gode di grande prestigio e la cui corteccia veniva in passato utilizzata addirittura per scrivere (iscrizioni Novgorodiane). 

Insomma un vero peccato non avere fra noi questi alberi; per fortuna ci possiamo godere nella nostra Sardegna, lungo i corsi d'acqua ed i canaloni di montagna, il cugino Ontàno,  Alnus glutinosa (post del 12/6/12 ed altri), che appartiene alla stessa famiglia e con la Betulla ha anche una certa somiglianza!   

domenica 12 novembre 2023

Un nuovo parco, a Genneruxi

 L'Equity Park, un nuovo piccolo parco dallo strano nome, è stato di recente aperto a Genneruxi; in realtà la novità è solo l'apertura, avvenuta alla chetichella circa un mese fa, perché il parco esiste da molti anni, essendo sorto in contemporanea con la lottizzazione Magnolia, senza però poter essere completato ed aperto per ragioni mai compiutamente chiarite.

Comunque adesso è aperto e frequentabile, ed io lo ho visitato, avendo soprattutto interesse per le piante.

Il parco è stretto e lungo, ed è occupato per ampia parte da campi di calcio a 5 e dalla piscina; scorre fra via Galvani e via Tel Aviv da una parte, e lungo l'Asse Mediano di Scorrimento dall'altra; una posizione certo non molto felice, che però è stata risolta abbastanza bene dai progettisti, anche tenendo conto che dai rumori dell'asse lo proteggono gli appositi pannelli fonoisolanti.



Ecco allora il viale che costeggia via Galvani, ornato da vecchie e gloriose Tamerici, Tamarix gallica, a destra, e giovani Tipuane, Tipuana tipu, a sinistra; un effetto di insieme molto piacevole.

Ricordo che le Tipuane, che hanno crescita veloce (si vedano per esempio le Tipuane del Parco della Musica, più volte trattate nel blog), hanno una bellissima fioritura gialla in tarda primavera, preceduta da quella bianca o rosa delle Tamerici; insomma, sarà un bel vedere da marzo a giugno! 






A destra la foto di un particolare del tronco rossastro e scortecciato di una vecchia Tamerice, però con i nuovi rametti che spuntano; questo è uno spettacolo godibile da subito, senza aspettare la primavera.

L'altro corridoio che percorre il parco, quello che costeggia l'asse mediano, è protetto dalla vista del traffico da un filare di Allori, Laurus nobilis; pianta bella ma delicata, che ha bisogno di essere seguita e curata, speriamo che questo avvenga.




Ed ecco una immagine della piscina, con in primo piano un tavolo del locale di ristoro, e sullo sfondo  due frondose e belle Palme, Phoenix canariensis; anche qui speriamo nelle cure "anti punteruolo rosso", queste piante le meritano!



Infine, una cosa che mi ha favorevolmente colpito, la presenza di molti esemplari di Banani, Musa acuminata, inseriti molto bene fra le altre piante, e che spiccano per il loro colore verde chiaro e brillante, soprattutto quando sono giovani come questi e, ancora, ben curati. 
L'esemplare fotografato è uno dei più grandi, e come si può vedere è contento di esserci, tanto è vero che ha prodotto già un piccolo casco di banane.


La convivenza di piante giovani e piante anziane (dimenticavo di segnalare la presenza di diversi vecchi Ulivi) appare in questi spazi ben dosata ed apprezzabile; diamo dunque il benvenuto a questo nuovo piccolo parco, l'Equity Park.


mercoledì 1 novembre 2023

Le Tamerici dove non ti aspetti

Dove ci aspettiamo la presenza di Tamerici, Tamarix gallica? In prima battuta le vediamo in crescita spontanea vicino al mare, dove a migliaia svolgono il loro umile ruolo di fissazione di sabbia e dune; una funzione importante, anche se spesso accompagnata da un aspetto un po' sgradevole, che non riduce comunque l'apprezzamento. 

Abbiamo, quasi all'opposto, un ruolo cittadino in forma di grande arbusto o albero, spesso curato e adattato nella forma, che gli dona nobiltà e bellezza: pensiamo agli esemplari del palazzo della Regione in viale Trento (post del 17/4/11) o a quelli presenti nei vari parchi cittadini, dal parco della Musica al parco di Terramaini e fino al parco delle Saline ed allo spartitraffico della via Lungo Saline, tutti trattati nel blog (p.es post del 23/7/18  o del 16/1/20).

Dove non mi sarei aspettato di trovare Tamerici, tanto meno ben curate e racchiuse in eleganti aiuole, è negli spazi di una città mercato; e invece.....


E invece eccoli qua, due begli alberi di Tamerice negli spazi che collegano i vari fabbricati del Centro commerciale Le Vele; un bel vedere, che fra l'altro aiuta a dimenticare il tappeto di auto che ci attende a pochi metri, come si intravede anche dalla fotografia.

In definitiva, il Centro Commerciale può piacere o no, ma in qualche caso sa offrire anche spunti di interesse a chi non è spinto solo dagli acquisti.   


  

mercoledì 25 ottobre 2023

Le specie arboree invasive, ed alcune presenze cagliaritane

Le specie invasive costituiscono un enorme problema a livello mondiale, a livello di costi e addirittura di pericolo per le popolazioni. Parliamo di animali, piante, batteri e funghi, specie invasive introdotte al di fuori del loro habitat naturale  con la complicità della globalizzazione, e lasciate crescere in maniera abnorme prima di rendersi conto del pericolo ed iniziare a prendere le giuste contromisure.  

Un esempio per tutti, recente e significativo: il granchio blu, per il quale oggi cerchiamo di correre ai ripari, dopo aver trascurato per anni la sua crescente presenza ed avergli lasciato procurare danni ingenti.

Io naturalmente non ho i titoli né la volontà per parlare di questo enorme problema, ma voglio solo ricordare ai lettori alcune presenze arboree Cagliaritane o Sarde, classificate a pieno titolo fra le specie invasive. 


E, direi quasi per sfortuna, non è detto che le specie invasive siano brutte, anzi sono spesso piacevoli, come per esempio il Ricino, Ricinus communis, di cui abbiamo parlato diverse volte nel blog, qui fotografato in via Dei Conversi con la sua bella fioritura autunnale. 

Ebbene il Ricino è certamente una specie invasiva, e la sua esuberanza si dimostra, guarda caso, soprattutto sui terreni abbandonati, che tende a colonizzare.

E poi in Sardegna abbiamo avuto e purtroppo abbiamo ancora, soprattutto nella zona di Oristano, l'invasione del Giacinto d'acqua, Pontederia crassipes, una bella fioritura che però soffoca le specie stanziali, pericolosa e senza nemici naturali qui da noi.

Ma, tornando a Cagliari, certamente non possiamo trascurare l'Ailanto, Ailanthus altissima, della cui invasività abbiamo trattato spesso (p.es. post del 6/7/12). E ancora posso citare la Robinia pseudoacacia, anch'essa ben presente nel blog e dalla enorme capacità riproduttiva, ed anche la insospettabile Lantana, Lantana camara , comune arbusto da vaso e da aiuola.

Insomma un mondo di specie arboree, certamente non da eliminare (per lo meno non sempre), ma da trattare con attenzione  e consapevolezza. 





 



mercoledì 18 ottobre 2023

Le grasse sorelle del Madagascar, o di Villanova

Sono grasse e sono simpatiche le due sorelle del Madagascar, che vivono affacciate ai balconcini di una casa di via San Mauro, nel quartiere di Villanova. Non si offendono se le definiamo grasse, o più correttamente succulente,  perché è un loro punto di orgoglio essere così. 

Vengono dall'enorme isola di Madagascar, dove sono una delle tantissime specie endemiche, da cui il nome comune di Palme del Madagascar, anche se non sono Palme ma appartengono alla famiglia delle Apocinacee, a cui appartiene anche l'Oleandro e la Pomelia.

Eccole le due sorelle, il cui nome scientifico è Pachypodium lamerei, fotografate alla fine di settembre, con ancora esposti i bei fiori bianchi, che durano tutta l'estate e fino a novembre (post del 16/11/10,  24/8/14,  6/7/17 ).

Mi sembra che si possano considerare un orgoglio del quartiere, queste sorelle che si guardano e ci guardano quando passiamo in questa piccola via, nobilitata dalla loro presenza; si potrebbero veramente battezzare come "Le grasse sorelle di Villanova", senza paura che alcuna signora sovrappeso del quartiere si possa offendere, ma certi invece dell' univoco riconoscimento come piante, grasse e simpatiche. 


lunedì 9 ottobre 2023

I buffi sacchetti dell'Oleandro giallo

 Ricordate la Thevetia peruviana, nome comune Oleandro giallo? Ne abbiamo parlato più volte, a partire dal 2014 (post 14/7/14), dato l'aspetto molto gradevole di questo arbusto/alberello ed i suoi bei fiori gialli imbutiformi, che la pianta non si stanca di produrre in diversi periodi dell'anno.

E' una pianta rara a Cagliari, della quale vi ho presentato alcuni esemplari, a cominciare da quello di via Cettigne, il più comodo da ammirare, ma anche di via Pasteur, con i fiori dal peculiare color pesca (post del 20/8/23), e quello di via Bolzano, in forma di alberello.

E dall'esemplare di via Bolzano è tratta questa foto, che mi consente di riproporvi il frutto (post del 14/10/14), con la sua buffa forma di sacchetto globoso e lucido, che protegge e alimenta il seme interno,  a sua volta protetto da una mandorla legnosa. 

E con l'occasione possiamo apprezzare anche la foglia oblunga, molto simile a quella del cugino oleandro, ma lucida e di maggiore impatto estetico.

Insomma un arbusto molto gradevole e resistente, purtroppo raro in città; sarebbe bello incontrarlo più spesso, per apprezzarne le foglie, i fiori, i frutti.
 


domenica 1 ottobre 2023

La Yucca fiorita al tramonto

Siamo in piazza Aquilino Cannas, dove incomincia il viale Buoncammino, uno dei luoghi di elezione per godere dei tramonti autunnali cagliaritani.

E' veramente un piccolo gioiello da tenere caro questa piazza, sia appunto per la vista splendida, sia per la sua forma ed il suo essere posizionata a ridosso di Porta Cristina, sia naturalmente per il suo contenuto verde, a cominciare dalla gloriosa Fitolacca dioica che guarda il viale e dal Ficus magnolioides che si affaccia su via Fiume .

E ancora, nella scarpata che collega la piazzetta alla sottostante via Fiume, tante altre piante fra cui Aloe arborescens ed altre succulente.



E poi nella scarpata c'è lei, una Yucca gloriosa a molti fusti, che espone in questo periodo le grandi infiorescenze di campanelle candide, che possiamo apprezzare nella foto a sinistra.

La Yucca, come detto in precedente occasione (post del 16/10/13), è piuttosto presente nel verde pubblico cagliaritano, anche se normalmente si nota poco; si riscatta però con la fioritura, anzi con le due fioriture annuali, primaverile ed autunnale, che la fanno notare, eccome!

Se poi, come capita al nostro esemplare, la Yucca si trova a fiorire davanti ad un bel tramonto in una piazza come questa, non può certamente passare inosservata, ma partecipa al nostro godimento nell'ammirare questo spettacolo serale.  

  

lunedì 25 settembre 2023

Un doveroso tributo alla Chorisia più bella

 La Chorisia insignis/Ceiba speciosa, albero prediletto dal blog al quale fa da sfondo fin dalla sua nascita, è un albero sempre bello, anche quando è completamente nudo (post del 29/1/13 ed altri). 

Ma quando è fiorito, cioè in questo periodo, il suo aspetto toglie veramente il fiato, e soprattutto quando parliamo dell'esemplare che per me è il più bello della città, cioè quello di piazza Garau-via Darwin.

Eccolo allora l'esemplare più bello, che si merita anche quest'anno il doveroso tributo; è stato pubblicato nel blog tante volte, ma per me è sempre una prima volta.

Ed a ricordarci dove si trova la nostra regina ci sono le sue giovani ancelle, che si presentano in fila lungo la via Fleming, la parallela all'asse mediano dalla quale si può entrare nel quartiere ed essere immediatamente ammessi alla vista della regina: che spettacolo!

Termino con una curiosità: se cercate una via della zona su Google maps, nella mappa dall'alto vi viene offerta, segnalata come attrazione turistica,  proprio l'indicazione della posizione della nostra Chorisia; ne sono proprio contento, se lo merita!
   

venerdì 22 settembre 2023

Lo sterrato-giardino diventa, in parte, giardino

 Sterrato-giardino era il nome che avevo dato al grande spiazzo che accompagna la via Berna, a Genneruxi, quando ve lo avevo presentato (post del 5/2/13).  Uno spiazzo "terra di nessuno" e semiabbandonato, però ricco di diversi alberi interessanti ed in buona salute, e quindi meritevole di essere visitato ed apprezzato, almeno per le piante presenti.

Oggi una parte di questo spazio, e precisamente la parte più alta, vicina a via Stoccolma, perde di diritto il doppio nome un po' avvilente, per diventare un giardino pubblico a tutti gli effetti, attualmente in fase di ultima sistemazione.   

Gli addetti al verde pubblico hanno proceduto a sistemare la recinzione, a predisporre il sistema di innaffiamento automatico, a spianare il terreno predisponendolo per accogliere il prato, ed hanno aggiunto una serie di piante ed arbusti rispetto a quelli già esistenti.


Ecco una giovane Albizzia julibrissin di nuovo impianto, insieme ad altre sorelle, sul fronte interno; sul fronte esterno di via Berna sono state sistemate invece Jacarande, che riprendono i filari già esistenti su questa via, su via Stoccolma e su via Costantinopoli.

Poi ci sono gli alberi preesistenti: due grandi Eucalyptus camaldulensis, alcune Palme, alcuni peculiari Ficus a foglia lunga (post 15/10/18) ed altro ancora.

E non dimentichiamo che di fianco a questo giardino troneggiano i due grandi esemplari di Sterculia diversifolia, tante volte trattati dal blog, e suoi beniamini.

Insomma, una parte già ricca di verde del quartiere Genneruxi, che dovrebbe migliorare ancora, e meritare piacevoli passeggiate.


  

martedì 12 settembre 2023

Prima e dopo

 Questo post si sarebbe potuto anche intitolare, secondo un titolo purtroppo usato tante volte, "Oggi ci siamo, domani chissà" , per indicare gli alberi abbattuti senza motivazioni apparenti, oppure con motivazioni poco significative. Una sequenza di abbattimenti partita nelle segnalazioni del blog nel lontano 2012, e mai finita, soprattutto nell'ambito dei giardini condominiali.




Ecco allora il prima, rappresentato da una Euphorbia candelabrum condominiale, per la quale riutilizzo la foto di un post del 2020 (post 16/7/20), nel quale presentavo l'esplosione dei fruttini di questo bellissimo esemplare, situato in un condominio di via Leoncavallo. 


Ed ecco il dopo, un triste cumulo di pezzi di ramo, pronti per essere portati a discarica.

Le motivazioni addotte per l'abbattimento? Alcuni vecchi rami in basso, disseccati per ragioni naturali, caduti nel condominio a fianco. Soluzioni alternative che evitassero la soluzione drastica, come una potatura mirata o un preventivo consulto con uno specialista? Scartate, perché non si sa mai, un danno ad una persona o ad un'auto .......; meglio non rischiare, in fin dei conti è solo una pianta. E' triste, ma è la realtà.