Torno a parlare oggi della Paulonia di via Santa Gilla, unico esemplare conosciuto in città, per segnalare ancora una volta il suo stato di degrado e sofferenza. Mi fornisce l'occasione Marcella, amica del blog che ringrazio, la quale ha vissuto una brutta esperienza il giorno della buriana abbattutasi anche su Cagliari, rischiando di venire colpita da un ramo della Paulonia strappato dal vento impetuoso.
La Paulonia, Paulownia tomentosa, è una pianta fragile, che non sopporta molto gli ambienti ventosi; se aggiungiamo la potenza del vento di lunedì scorso, ed il fatto che il nostro esemplare è vecchio e in condizioni precarie come già segnalato (post del 20/10/11 e del 23/4/12), dobbiamo ringraziare che non sia successo di peggio.
Eccolo nella sua interezza; è un albero spogliante, ma in questo periodo a Cagliari le foglie degli alberi spoglianti sono ancora quasi tutte presenti, e questo acuisce gli effetti del vento; a maggior ragione ribadisco che una buona potatura, l'eliminazione dell'edera che lo soffoca, la cura delle ferite, potrebbero rimetterlo in sesto, e restituirgli dignità e bellezza anche quando non è fiorito.
Marcella mi comunica altresì che sono intervenuti i Vigili del Fuoco a metterlo in sicurezza; certamente questo intervento, fatto nell'urgenza dell'intervento repressivo, non sarà stato eseguito dai Vigili pensando al benessere della pianta, che fra l'altro non rientra fra i loro compiti!
Ecco a destra un dettaglio dei moncherini di alcuni rami strappati.
Che fare per salvare questa rarità ed assicurare a lei ancora molti anni di vita ed a noi il godimento della bellezza sua e dei suoi meravigliosi fiori?
Scartando, in questi tempi di crisi, l'ipotesi che possa/voglia intervenire l'amministrazione comunale, competente sulla Paulonia trattandosi di verde pubblico, penso che potrebbero intervenire i privati, sia gruppi di cittadini che società che operano in zona.
L'albero potrebbe essere "adottato", per esempio dagli abitanti del complesso edilizio dei Fenicotteri, che, avuta l'autorizzazione comunale, potrebbero chiedere la perizia di un professionista agronomo sugli interventi da compiere, e affidarli ad una ditta specializzata: pochi soldi per una bella azione, a vantaggio di tutta la città!
Ed ecco infine la Paulonia inserita nel contesto dei Bagolari disposti a filare lungo la via Santa Gilla; il nostro esemplare spicca per dimensione, e purtroppo anche per disordine delle branche. Speriamo che si possa intervenire!
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Il fascino verde di via Stretta
Già al naturale è una stradina di grande fascino, la via Stretta di Castello, incastonata dietro il bastione di S.Croce, in prosecuzione di ...
domenica 24 novembre 2013
sabato 23 novembre 2013
Il ruolo degli Alberi nella difesa del suolo
Ogni parola spesa a favore degli Alberi è una parola ben spesa, per cui mi perdonerete se anch'io, nella miriade di parole di questa terribile settimana dell'alluvione sarda, dico qualcosa a favore dei nostri amici.
Sarò schematico, ma spero chiaro, utilizzando un'uguaglianza matematica cara ai geologi:
Sarò schematico, ma spero chiaro, utilizzando un'uguaglianza matematica cara ai geologi:
P(iovosità) = R(uscellamento, gravità) + I(nfiltrazione) + E(vaporazione, traspirazione)
C'è poco da sbagliare: l'acqua che cade dal cielo scappa via per la legge di gravità verso il basso, se non si infiltra nel terreno o se non viene trattenuta dagli Alberi che la restituiscono poi, diluita nel tempo, in forma di evaporazione e traspirazione.
Quindi: se gli Alberi e la terra sono sostituiti da cemento e asfalto manca il fattore "E", manca il fattore "I", resta e si esalta il fattore "R", con il ruscellamento che per costrizione e mancanza di attrito si trasforma in torrente, onda, tsunami, e trascina con se tutto quello che trova.
sabato 16 novembre 2013
Terrapieno e San Saturnino
Parliamo oggi, se il titolo non fosse abbastanza evocativo, di una delle ultime polemiche fra la cittadinanza cagliaritana del quartiere di Villanova alta e l'amministrazione comunale: polemica scoppiata per l'abbattimento di una serie di alberi che costeggiano il Terrapieno, abbattimento previsto nell'ambito della sistemazione di una parte della scarpata che precipita dalla passeggiata verso via S.Saturnino.
Cominciamo mettendo a fuoco con alcune immagini la via S.Saturnino, lunga e stretta viuzza molto cara ai cagliaritani:

E' una via piena di fascino, come si può intuire, e di colori, per via dei graffiti che ne occupano gran parte.
Tanti scorci interessanti, per una passeggiata assolutamente piacevole, almeno di giorno. Purtroppo però la via è da qualche tempo interrotta, per i lavori di consolidamento della scarpata che sono oggetto di polemica.
Infatti l'esecuzione di tali lavori prevede l'inserimento di una rete metallica di contenimento fra monte e valle di tutta la scarpata, e questo ha come presupposto la "liberazione" del sito da tutti gli alberi presenti. Sono già stati estirpati alcuni Pini d'Aleppo, ed analoga sorte sarebbe toccata ad uno Schinus molle ed a due o tre esemplari di Phitolacca dioica.
A questo punto la popolazione ed alcune Associazioni sono insorte, ed i lavori sono attualmente bloccati; notizia di oggi è che forse il Comune ha "ceduto" ed il progetto sarà modificato per salvare gli alberi residui.
Ecco a sinistra una delle meravigliose Fitolacche, maestosa e con alle spalle molte decine di anni, oltre che un minaccioso Caterpillar: si voleva estirpare questa pianta????
Io, come ho già detto altre volte, prima di prendere decisioni drastiche vorrei che si valutasse di che alberi si sta parlando: se le soluzioni alternative sono troppo costose, passi per l'eliminazione dei Pini, forse anche per lo Schinus (non è vero fra l'altro che gli Schinus siano piante rare a Cagliari, come ho letto che è stato sostenuto da taluni); ma una Fitolacca, questa Fitolacca, non si può estirpare!
Ecco il nostro esemplare in una vista d'insieme; spero proprio che si porti avanti la prospettata soluzione alternativa per evitare l'eliminazione.
Nè può valere in questo caso la giustificazione che la pianta sarebbe trapiantata in altro loco; quando un albero come questo, proprio questo, si è offerto alla vista di decine di migliaia di cagliaritani in passeggiata lungo il Terrapieno, toglierlo da lì sarebbe comunque una grave perdita.
Cominciamo mettendo a fuoco con alcune immagini la via S.Saturnino, lunga e stretta viuzza molto cara ai cagliaritani:

E' una via piena di fascino, come si può intuire, e di colori, per via dei graffiti che ne occupano gran parte.
Tanti scorci interessanti, per una passeggiata assolutamente piacevole, almeno di giorno. Purtroppo però la via è da qualche tempo interrotta, per i lavori di consolidamento della scarpata che sono oggetto di polemica.
Infatti l'esecuzione di tali lavori prevede l'inserimento di una rete metallica di contenimento fra monte e valle di tutta la scarpata, e questo ha come presupposto la "liberazione" del sito da tutti gli alberi presenti. Sono già stati estirpati alcuni Pini d'Aleppo, ed analoga sorte sarebbe toccata ad uno Schinus molle ed a due o tre esemplari di Phitolacca dioica.
A questo punto la popolazione ed alcune Associazioni sono insorte, ed i lavori sono attualmente bloccati; notizia di oggi è che forse il Comune ha "ceduto" ed il progetto sarà modificato per salvare gli alberi residui.
Ecco a sinistra una delle meravigliose Fitolacche, maestosa e con alle spalle molte decine di anni, oltre che un minaccioso Caterpillar: si voleva estirpare questa pianta????
Io, come ho già detto altre volte, prima di prendere decisioni drastiche vorrei che si valutasse di che alberi si sta parlando: se le soluzioni alternative sono troppo costose, passi per l'eliminazione dei Pini, forse anche per lo Schinus (non è vero fra l'altro che gli Schinus siano piante rare a Cagliari, come ho letto che è stato sostenuto da taluni); ma una Fitolacca, questa Fitolacca, non si può estirpare!
Ecco il nostro esemplare in una vista d'insieme; spero proprio che si porti avanti la prospettata soluzione alternativa per evitare l'eliminazione.
Nè può valere in questo caso la giustificazione che la pianta sarebbe trapiantata in altro loco; quando un albero come questo, proprio questo, si è offerto alla vista di decine di migliaia di cagliaritani in passeggiata lungo il Terrapieno, toglierlo da lì sarebbe comunque una grave perdita.
martedì 12 novembre 2013
L'Abete di Spagna
E' destino che quando vi parlo di Abeti vi porti fuori Sardegna: lo ho fatto nel 2011, quando vi ho portato a Cortina d'Ampezzo (post del 10/10/11), e quest'anno, quando vi ho portato nella Foresta Nera (post del 27/6/13).
Ebbene, anche questa volta andiamo fuori, e precisamente nella Spagna del sud, dove vive allo stato selvaggio lo splendido albero di cui parliamo oggi, lo Abies pinsapo o Abete di Spagna.
Si chiama Abete di Spagna a buon diritto, dato che in Europa cresce spontaneo esclusivamente in una piccola porzione dell'Andalusia, fra Malaga e la Sierra Nevada. E' così raro e peculiare della zona da essere considerato albero nazionale dell'Andalusia.
Ecco a sinistra un bell'esemplare al bordo di una strada nella provincia di Malaga; ringrazio Marco che mi ha segnalato l'albero e mandato le fotografie, scattate in occasione di un suo recente viaggio.
Gli aghi di questa specie di Abete sono molto rigidi ed appuntiti, e sono disposti tutto attorno al rametto in maniera uniforme, come si può cogliere dalla foto sotto.
Nella foto si vedono anche i piccoli coni maschili rossi, mentre i coni femminili, le pigne, sono grandi ed erette.
Questo albero, molto comune in Europa in epoche lontane, si è praticamente estinto nell'ultima era glaciale, con la piccola eccezione di cui parliamo.
Naturalmente questo non significa che non esistano esemplari in altre zone d'Europa, ma sono esemplari coltivati in vivaio e poi trapiantati; in particolare gli inglesi, che apprezzano molto la bellezza e la particolarità di questa specie (e che loro chiamano Hedgehog fir, Abete istrice), coltivano il Pinsapo come pianta ornamentale in parchi e giardini del sud inglese.
E voglio concludere presentando questa targa di riconoscimento del nostro Abete, ripresa in un giardino pubblico spagnolo: mattonelle di ceramica su leggio di metallo! Che valga una volta di più come schiaffo morale nei confronti della nostra incapacità cagliaritana di dotare di uno straccio di etichetta di riconoscimento i nostri alberi, anche i più importanti e significativi!
Ebbene, anche questa volta andiamo fuori, e precisamente nella Spagna del sud, dove vive allo stato selvaggio lo splendido albero di cui parliamo oggi, lo Abies pinsapo o Abete di Spagna.
Si chiama Abete di Spagna a buon diritto, dato che in Europa cresce spontaneo esclusivamente in una piccola porzione dell'Andalusia, fra Malaga e la Sierra Nevada. E' così raro e peculiare della zona da essere considerato albero nazionale dell'Andalusia.
Ecco a sinistra un bell'esemplare al bordo di una strada nella provincia di Malaga; ringrazio Marco che mi ha segnalato l'albero e mandato le fotografie, scattate in occasione di un suo recente viaggio.
Gli aghi di questa specie di Abete sono molto rigidi ed appuntiti, e sono disposti tutto attorno al rametto in maniera uniforme, come si può cogliere dalla foto sotto.
Nella foto si vedono anche i piccoli coni maschili rossi, mentre i coni femminili, le pigne, sono grandi ed erette.
Questo albero, molto comune in Europa in epoche lontane, si è praticamente estinto nell'ultima era glaciale, con la piccola eccezione di cui parliamo.
Naturalmente questo non significa che non esistano esemplari in altre zone d'Europa, ma sono esemplari coltivati in vivaio e poi trapiantati; in particolare gli inglesi, che apprezzano molto la bellezza e la particolarità di questa specie (e che loro chiamano Hedgehog fir, Abete istrice), coltivano il Pinsapo come pianta ornamentale in parchi e giardini del sud inglese.
E voglio concludere presentando questa targa di riconoscimento del nostro Abete, ripresa in un giardino pubblico spagnolo: mattonelle di ceramica su leggio di metallo! Che valga una volta di più come schiaffo morale nei confronti della nostra incapacità cagliaritana di dotare di uno straccio di etichetta di riconoscimento i nostri alberi, anche i più importanti e significativi!
giovedì 7 novembre 2013
Il Quartiere Europeo sotto attacco
Ci sono due cose che caratterizzano, a mio avviso, il quartiere cagliaritano inserito fra il viale Marconi ed il CEP, al di là delle belle ville: la chiesetta medievale di Sant'Alenixedda, risalente al XIV secolo, ed il viale storico di ingresso al quartiere, via Vienna, incastonato fra due filari di vecchie Palme che gli danno un aspetto di grande eleganza.
Ecco uno scorcio del viale che dichiara la sua valenza estetica, ma che mostra anche il cuore del problema odierno: una Palma morta, segata sopra il capitello, uccisa dall'attacco del Punteruolo rosso.
Questo malefico insetto sterminatore è stato più volte oggetto della nostra attenzione (p.es. post del 3/11/11), per cui non mi attardo a parlarne; penso che ormai sia abbastanza noto, anche per l'attenzione che gli dedicano i media.
Ribadisco però la rabbia per una realtà spesso sottostimata o trascurata, sia dalle amministrazioni pubbliche che dagli stessi cittadini; per esempio in questo caso spero che si stia mettendo in atto una azione concordata fra gli abitanti della zona e l'amministrazione comunale per cercare di bloccare l'attacco.
Guardate questa altra immagine a destra, proprio all'inizio della via: che tristezza! Purtroppo le alte temperature che ancora ci accompagnano facilitano il contagio.
In aggiunta, in questa via vive una folta colonia di Parrocchetti che, simpatici e chiassosi, sanno però anche essere molto dannosi nei confronti delle piante, delle quali divorano germogli e frutti (post del 20/4/12); gli abitanti della zona hanno messo in atto un tentativo di fornire alla colonia cibo artificiale per ridurre le razzie, non so però con quali risultati.
Tornando alla necessità di intervenire, qualcuno potrebbe dire: non è il mio quartiere, non ci passo, mi interessa poco....A costoro io dico: cosa ne direste se dall'immagine sottostante del Bastione, luogo simbolo di Cagliari a cui sicuramente tutti siamo affezionati, sparissero le Palme?
Perchè questo non accada occorre che tutti noi cittadini teniamo desta la nostra attenzione al problema ed agli interventi necessari; la pressione dell'opinione pubblica è fondamentale per la soluzione di problemi come questo.
Ecco uno scorcio del viale che dichiara la sua valenza estetica, ma che mostra anche il cuore del problema odierno: una Palma morta, segata sopra il capitello, uccisa dall'attacco del Punteruolo rosso.
Questo malefico insetto sterminatore è stato più volte oggetto della nostra attenzione (p.es. post del 3/11/11), per cui non mi attardo a parlarne; penso che ormai sia abbastanza noto, anche per l'attenzione che gli dedicano i media.
Ribadisco però la rabbia per una realtà spesso sottostimata o trascurata, sia dalle amministrazioni pubbliche che dagli stessi cittadini; per esempio in questo caso spero che si stia mettendo in atto una azione concordata fra gli abitanti della zona e l'amministrazione comunale per cercare di bloccare l'attacco.
Guardate questa altra immagine a destra, proprio all'inizio della via: che tristezza! Purtroppo le alte temperature che ancora ci accompagnano facilitano il contagio.
In aggiunta, in questa via vive una folta colonia di Parrocchetti che, simpatici e chiassosi, sanno però anche essere molto dannosi nei confronti delle piante, delle quali divorano germogli e frutti (post del 20/4/12); gli abitanti della zona hanno messo in atto un tentativo di fornire alla colonia cibo artificiale per ridurre le razzie, non so però con quali risultati.
Tornando alla necessità di intervenire, qualcuno potrebbe dire: non è il mio quartiere, non ci passo, mi interessa poco....A costoro io dico: cosa ne direste se dall'immagine sottostante del Bastione, luogo simbolo di Cagliari a cui sicuramente tutti siamo affezionati, sparissero le Palme?
Perchè questo non accada occorre che tutti noi cittadini teniamo desta la nostra attenzione al problema ed agli interventi necessari; la pressione dell'opinione pubblica è fondamentale per la soluzione di problemi come questo.
martedì 5 novembre 2013
Ordine e disordine al Monumentale
Il cimitero monumentale di Bonaria è uno dei posti più affascinanti di Cagliari, oltre che uno spaccato di storia cagliaritana da vivere attraverso le sue innumerevoli tombe, le iscrizioni, le sculture; una passeggiata attraverso i suoi terrazzamenti (post del 2/5/12) può per esempio costituire un ottimo esercizio per il corpo ed un efficace ricostituente per la mente.
Il rovescio della medaglia è costituito dal degrado inarrestabile, anche se in questo periodo, in occasione della ricorrenza del 2 novembre, si cerca di contenerlo, magari semplicemente rendendo non transitabili le zone più dissestate o quelle in cui non si riesce ad intervenire.
In questa sede, in linea con la missione del blog, voglio rappresentare la situazione del cimitero da un punto di vista botanico, come lotta fra l'ordine rappresentato dagli innumerevoli filari di Cipressi (Cupressus sempervirens, post del 4/12/10) ed il disordine delle piante più o meno abusive, lasciate crescere ad impossessarsi del territorio.
Ecco allora alcuni cespugli di Cappero, Capparis spinosa, che si stanno appropriando delle pareti di molti terrazzi ancora carichi di vecchie lapidi, anche se molte sono già crollate; degrado per la funzione primaria del cimitero, ma i cespugli sono belli e scenografici.
A destra vediamo un grande cespuglio di Fico, Ficus carica, che si è impadronito di tutto il terrazzo; come si vede dalla foto, molte tombe sono tuttora "abitate".
E non poteva mancare un Ailanto, Ailanthus altissima, pluritrattato nel blog come abusivo per eccellenza e grande generatore di disordine (p.es. post del 21/7/13); è un esemplare piccolo che sembra risorgere da precedenti estirpazioni, ma se non si interviene presto.......
Ed infine una Palma che, invece di nascere in un luogo acconcio (per esempio l'affascinante Orto delle Palme, dove vivono splendidi esemplari anche molto vecchi) si è andata ad infilare proprio in mezzo alle tombe; faccio notare in questa foto il cartello di divieto d'accesso sospeso fra due paletti, che sostituisce in meglio le precedenti ed antiestetiche transenne.
Insomma il nostro cimitero monumentale è un luogo di contrasti forti, ma anche per questo godibile a prescindere dalla sua funzione primaria di luogo di incontro tra vivi e morti.
E per concludere in serenità, due immagini non classificabili nella categoria dell'ordine o del disordine, ma solo in quella della bellezza: un fiore di Hibiscus (non azzardo il riconoscimento del cultivar, non è mia materia) ed un gruppo di frutti del Clerodendro, assoluta rarità cagliaritana e nostra vecchia conoscenza.
Il rovescio della medaglia è costituito dal degrado inarrestabile, anche se in questo periodo, in occasione della ricorrenza del 2 novembre, si cerca di contenerlo, magari semplicemente rendendo non transitabili le zone più dissestate o quelle in cui non si riesce ad intervenire.
In questa sede, in linea con la missione del blog, voglio rappresentare la situazione del cimitero da un punto di vista botanico, come lotta fra l'ordine rappresentato dagli innumerevoli filari di Cipressi (Cupressus sempervirens, post del 4/12/10) ed il disordine delle piante più o meno abusive, lasciate crescere ad impossessarsi del territorio.
Ecco allora alcuni cespugli di Cappero, Capparis spinosa, che si stanno appropriando delle pareti di molti terrazzi ancora carichi di vecchie lapidi, anche se molte sono già crollate; degrado per la funzione primaria del cimitero, ma i cespugli sono belli e scenografici.
A destra vediamo un grande cespuglio di Fico, Ficus carica, che si è impadronito di tutto il terrazzo; come si vede dalla foto, molte tombe sono tuttora "abitate".
E non poteva mancare un Ailanto, Ailanthus altissima, pluritrattato nel blog come abusivo per eccellenza e grande generatore di disordine (p.es. post del 21/7/13); è un esemplare piccolo che sembra risorgere da precedenti estirpazioni, ma se non si interviene presto.......
Ed infine una Palma che, invece di nascere in un luogo acconcio (per esempio l'affascinante Orto delle Palme, dove vivono splendidi esemplari anche molto vecchi) si è andata ad infilare proprio in mezzo alle tombe; faccio notare in questa foto il cartello di divieto d'accesso sospeso fra due paletti, che sostituisce in meglio le precedenti ed antiestetiche transenne.
Insomma il nostro cimitero monumentale è un luogo di contrasti forti, ma anche per questo godibile a prescindere dalla sua funzione primaria di luogo di incontro tra vivi e morti.
E per concludere in serenità, due immagini non classificabili nella categoria dell'ordine o del disordine, ma solo in quella della bellezza: un fiore di Hibiscus (non azzardo il riconoscimento del cultivar, non è mia materia) ed un gruppo di frutti del Clerodendro, assoluta rarità cagliaritana e nostra vecchia conoscenza.
domenica 27 ottobre 2013
Il Lungomare e i Lecci
Parliamo oggi degli alberi di due lungomare cagliaritani, quello di S.Elia e quello di Su Siccu; il primo in fase di realizzazione, il secondo una recente e bella realtà.
Mi fornisce l'occasione Mauro, lettore attento e competente, che lamenta l'inadeguatezza delle piantumazioni di Lecci effettuate a S.Elia.

Due lunghi filari di alberi, a sinistra e a destra dello spazio Grandi Eventi, si presentano ancora in fase di acclimatazione, incappucciati nei loro teloni verdi. I lavori sono ancora molto lontani dalla conclusione, e appaiono oggettivamente di grande impegno finanziario, data l'estensione del lungomare coinvolto; speriamo che il Comune, anche in questi tempi grami, riesca a portarli a compimento, e ad assicurarne poi la fase gestionale. Speriamo altresì che i cagliaritani, che in altre situazioni non hanno dimostrato grande senso civico e rispetto per il bene comune, si riscattino quando potranno frequentare questa piacevole passeggiata.
A parte queste considerazioni, veniamo al problema posto da Mauro; effettivamente, a quanto si intravvede, molti di questi alberi sono Lecci. Il Leccio, pur essendo albero tipico della flora sarda, non ama la costrizione ed il mare, come abbiamo già avuto modo di dire (post del 4/11/10): temo pertanto che avremo alberi stentati e sofferenti, purtroppo. In questo caso, privilegiare la specie locale non mi sembra una scelta azzeccata. A paziale consolazione, devo dire che non sono tutti Lecci, ma ci sono anche Carrubi, che appaiono meglio attrezzati per crescere sani e forti anche in condizioni disagevoli. Vedremo.
Il lungomare di Su Siccu, invece, è aperto al pubblico da poco tempo; a parte
qualche primo segno dell'inciviltà di cui parlavo prima, è assolutamente piacevole percorrerlo, a piedi o in bicicletta. Gli alberi in questo caso sono Palme (Washingtonia filifera), in ottimo stato; belle, anche se d'estate non sono il massimo per l'ombra.
Mi fornisce l'occasione Mauro, lettore attento e competente, che lamenta l'inadeguatezza delle piantumazioni di Lecci effettuate a S.Elia.
Un paio di foto forniscono un'idea della situazione attuale:

Due lunghi filari di alberi, a sinistra e a destra dello spazio Grandi Eventi, si presentano ancora in fase di acclimatazione, incappucciati nei loro teloni verdi. I lavori sono ancora molto lontani dalla conclusione, e appaiono oggettivamente di grande impegno finanziario, data l'estensione del lungomare coinvolto; speriamo che il Comune, anche in questi tempi grami, riesca a portarli a compimento, e ad assicurarne poi la fase gestionale. Speriamo altresì che i cagliaritani, che in altre situazioni non hanno dimostrato grande senso civico e rispetto per il bene comune, si riscattino quando potranno frequentare questa piacevole passeggiata.
A parte queste considerazioni, veniamo al problema posto da Mauro; effettivamente, a quanto si intravvede, molti di questi alberi sono Lecci. Il Leccio, pur essendo albero tipico della flora sarda, non ama la costrizione ed il mare, come abbiamo già avuto modo di dire (post del 4/11/10): temo pertanto che avremo alberi stentati e sofferenti, purtroppo. In questo caso, privilegiare la specie locale non mi sembra una scelta azzeccata. A paziale consolazione, devo dire che non sono tutti Lecci, ma ci sono anche Carrubi, che appaiono meglio attrezzati per crescere sani e forti anche in condizioni disagevoli. Vedremo.
Il lungomare di Su Siccu, invece, è aperto al pubblico da poco tempo; a parte
qualche primo segno dell'inciviltà di cui parlavo prima, è assolutamente piacevole percorrerlo, a piedi o in bicicletta. Gli alberi in questo caso sono Palme (Washingtonia filifera), in ottimo stato; belle, anche se d'estate non sono il massimo per l'ombra.
martedì 22 ottobre 2013
Il molestatore in calcestruzzo
Questo post non è propriamente dedicato agli alberi, ma all'interazione fra un'opera dell'uomo e gli alberi.
Siamo ai Giardini Pubblici, luogo di grande piacere per gli occhi e per il cuore, molte volte trattato dal blog.
L'opera dell'uomo alla quale mi riferisco è una scultura di Mauro Staccioli che si trova in fondo ai Giardini, sulla destra prima di arrivare alla Galleria Comunale: un triangolo in calcestruzzo con un angolo conficcato nel terreno. Riporto due immagini, una del luglio scorso, durante gli interventi di manutenzione effettuati sull'opera, una attuale.
A me quest'opera non piace, ma non è questo il punto: non sono un esperto, ed il mio è un giudizio personale come quello di qualsiasi altro cittadino.
Quello che mi sembra oggettivamente sgradevole, a meno di reconditi significati che non so cogliere, è la sensazione di violenza che questo manufatto trasmette nei confronti dell'indifeso vecchio Carrubo: pare che lo stia molestando, ma perchè?
Per farci perdonare dalla famiglia dei Carrubi, apprezziamo allora la fioritura di un altro esemplare lì vicino:
forse l'odore non sarà gradevole, ma è una esplosione di vita e di colore, alla faccia del molestatore!
Siamo ai Giardini Pubblici, luogo di grande piacere per gli occhi e per il cuore, molte volte trattato dal blog.
L'opera dell'uomo alla quale mi riferisco è una scultura di Mauro Staccioli che si trova in fondo ai Giardini, sulla destra prima di arrivare alla Galleria Comunale: un triangolo in calcestruzzo con un angolo conficcato nel terreno. Riporto due immagini, una del luglio scorso, durante gli interventi di manutenzione effettuati sull'opera, una attuale.
A me quest'opera non piace, ma non è questo il punto: non sono un esperto, ed il mio è un giudizio personale come quello di qualsiasi altro cittadino.Quello che mi sembra oggettivamente sgradevole, a meno di reconditi significati che non so cogliere, è la sensazione di violenza che questo manufatto trasmette nei confronti dell'indifeso vecchio Carrubo: pare che lo stia molestando, ma perchè?
Per farci perdonare dalla famiglia dei Carrubi, apprezziamo allora la fioritura di un altro esemplare lì vicino:
forse l'odore non sarà gradevole, ma è una esplosione di vita e di colore, alla faccia del molestatore!
mercoledì 16 ottobre 2013
Quando la Yucca si fa bella
La Yucca gloriosa è una pianta comune a Cagliari, molto usata nel verde pubblico ma anche nel verde "condominiale", in quanto rustica e facilmente adattabile.
L'unica volta che ho parlato di questa Agavacea (post del 29/1/11) mi sono riferito a degli esemplari condominiali, che però sono stati successivamente estirpati; non ho più trattato la Yucca, non considerandola meritevole di ulteriore attenzione.
Ecco, adesso è giunto il momento, come mi è già capitato, di riconsiderare il mio giudizio: in questo periodo, la Yucca si fa bella, almeno in quegli esemplari che riescono a fiorire, e ne voglio dare conto con questo piccolo reportage fotografico.
Cominciamo con la rotatoria davanti ai Giardini Pubblici, piccola ma ben tenuta, nella quale spiccano alcuni esemplari di Yucca in piena fioritura; i fiori candidi sono riuniti in infiorescenze erette, che spesso superano la lunghezza di un metro, e sono molto decorative.
E guardate questo gruppo sulla destra, pure posizionato in luogo più marginale,
alla Città mercato di Pirri; queste Yucche, e tutte le altre sorelle
che fiancheggiano la strada di accesso ai parcheggi, non hanno niente da
invidiare alle sorelle patrizie di Castello.
Infine, un bel quadretto all'ingresso della Cittadella dei Musei, dove le Yucche in fiore non sfigurano in compagnia di una maestosa Cycas e di piccole piante grasse.
L'unica volta che ho parlato di questa Agavacea (post del 29/1/11) mi sono riferito a degli esemplari condominiali, che però sono stati successivamente estirpati; non ho più trattato la Yucca, non considerandola meritevole di ulteriore attenzione.
Ecco, adesso è giunto il momento, come mi è già capitato, di riconsiderare il mio giudizio: in questo periodo, la Yucca si fa bella, almeno in quegli esemplari che riescono a fiorire, e ne voglio dare conto con questo piccolo reportage fotografico.
Cominciamo con la rotatoria davanti ai Giardini Pubblici, piccola ma ben tenuta, nella quale spiccano alcuni esemplari di Yucca in piena fioritura; i fiori candidi sono riuniti in infiorescenze erette, che spesso superano la lunghezza di un metro, e sono molto decorative.
E guardate questo gruppo sulla destra, pure posizionato in luogo più marginale,
alla Città mercato di Pirri; queste Yucche, e tutte le altre sorelle
che fiancheggiano la strada di accesso ai parcheggi, non hanno niente da
invidiare alle sorelle patrizie di Castello.Infine, un bel quadretto all'ingresso della Cittadella dei Musei, dove le Yucche in fiore non sfigurano in compagnia di una maestosa Cycas e di piccole piante grasse.
domenica 13 ottobre 2013
Le Chorisie sono in fiore
Oramai lo sapete che ogni tanto ci ritorno, alla Chorisia insignis. Dal lontano 31 ottobre del 2010, prima uscita sul blog, ne abbiamo parlato tante volte, in tutte le stagioni e riferendoci a tanti esemplari; abbiamo messo in evidenza e fotografato le spine, il tronco, il frutto chiuso e aperto e, soprattutto, il fiore.
Allora, siamo qua un'altra volta, perchè le Chorisie (e non le colline della omonima canzone sanremese di Wilma Goich che mi ha suggerito il titolo) sono in fiore.
Ecco dunque la signora della Cittadella dei musei; non è facile da fotografare, incastonata come è davanti al museo archeologico, ma insomma....
Guardate i colori, e confrontateli magari con quelli degli esemplari di via Curie, o di via Sabotino.....
Ed ecco a raffronto un fiore dell'esemplare dell'Orto Botanico che si sporge sul viale S.Ignazio nello slargo poco sotto l'ingresso principale; è un albero relativamente piccolo, ma come si vede molto generoso nella produzione dei fiori.
Questo splendore in esposizione sembra proprio messo lì per invitare i passanti ad entrare all'Orto; peccato che, come ormai da tanti mesi, l'Orto Botanico sia rigorosamente chiuso la domenica, alla faccia di cagliaritani e turisti.
Allora, siamo qua un'altra volta, perchè le Chorisie (e non le colline della omonima canzone sanremese di Wilma Goich che mi ha suggerito il titolo) sono in fiore.
Ecco dunque la signora della Cittadella dei musei; non è facile da fotografare, incastonata come è davanti al museo archeologico, ma insomma....
Guardate i colori, e confrontateli magari con quelli degli esemplari di via Curie, o di via Sabotino.....
Ed ecco a raffronto un fiore dell'esemplare dell'Orto Botanico che si sporge sul viale S.Ignazio nello slargo poco sotto l'ingresso principale; è un albero relativamente piccolo, ma come si vede molto generoso nella produzione dei fiori.
Questo splendore in esposizione sembra proprio messo lì per invitare i passanti ad entrare all'Orto; peccato che, come ormai da tanti mesi, l'Orto Botanico sia rigorosamente chiuso la domenica, alla faccia di cagliaritani e turisti.
venerdì 11 ottobre 2013
La Duranta di strada
Avevo già parlato della Duranta repens, cespuglio assolutamente meritevole di attenzione, in una delle mie sortite al parco di Terramaini (post del 30/11/11).
La Duranta ha gradevoli fiorellini estivi riuniti in racemi, ma soprattutto bellissimi frutti sferici gialli a palloncino, che allietano la vista per tutto l'autunno; allora, non potevo lasciarmi sfuggire l'esemplare di strada che vi propongo oggi, nel pieno della fruttificazione.
Questo grosso cespuglio, simpaticamente arruffato, si trova proprio per strada, circondato dall'asfalto, fra via Barone Rossi ed il parcheggio per gli uffici comunali di piazza De Gasperi; proprio per questo mi piace ancora di più.
Nel particolare della foto a destra notiamo i fiorellini lilla ancora presenti ed i fruttini verdi, gialli ed arancio; un bello spettacolo, soprattutto rispetto al mare delle auto parcheggiate!
La Duranta ha gradevoli fiorellini estivi riuniti in racemi, ma soprattutto bellissimi frutti sferici gialli a palloncino, che allietano la vista per tutto l'autunno; allora, non potevo lasciarmi sfuggire l'esemplare di strada che vi propongo oggi, nel pieno della fruttificazione.
Questo grosso cespuglio, simpaticamente arruffato, si trova proprio per strada, circondato dall'asfalto, fra via Barone Rossi ed il parcheggio per gli uffici comunali di piazza De Gasperi; proprio per questo mi piace ancora di più.
Nel particolare della foto a destra notiamo i fiorellini lilla ancora presenti ed i fruttini verdi, gialli ed arancio; un bello spettacolo, soprattutto rispetto al mare delle auto parcheggiate!
sabato 5 ottobre 2013
I Ficus retusa sotto tutela
E' accaduto anche quest'anno, e non poteva essere diversamente: in ottobre, dopo un acquazzone, i Ficus retusa perdono a migliaia i loro frutti, piccoli siconi globosi, che si spiaccicano per terra; se per terra c'è l'asfalto, sono dolori, e non solo in senso figurato.
Nasce quindi un'altra occasione per parlare di questi alberi, già abbondantemente "chiacchierati" nella nostra città e nel nostro blog; niente di nuovo, peraltro, dato che i loro difetti sono noti da decenni, e già ne trattava il prof. Vannelli negli anni 80 del secolo scorso.
Quest'anno l'intervento è stato drastico: non bastano i cartelli di pericolo, i divieti, gli allerta di vario genere, siamo passati alla chiusura di interi tratti stradali, appunto alla messa sotto tutela degli alberi. Ecco come appare oggi via Amat.
La via è stata transennata, per impedire fisicamente l'accesso, soprattutto ai mezzi a due ruote; credo che anche questa operazione darà luogo a polemiche e discussioni, prepariamoci.
Verrebbe da commentare, un po' cinicamente: abbiamo voluto la bicicletta (alberi rustici, resistenti, indistruttibili, chioma folta e di bell'aspetto.......), adesso dobbiamo pedalare, stando attenti a non slittare nella poltiglia dei retusa, naturalmente!
Nasce quindi un'altra occasione per parlare di questi alberi, già abbondantemente "chiacchierati" nella nostra città e nel nostro blog; niente di nuovo, peraltro, dato che i loro difetti sono noti da decenni, e già ne trattava il prof. Vannelli negli anni 80 del secolo scorso.
Quest'anno l'intervento è stato drastico: non bastano i cartelli di pericolo, i divieti, gli allerta di vario genere, siamo passati alla chiusura di interi tratti stradali, appunto alla messa sotto tutela degli alberi. Ecco come appare oggi via Amat.
La via è stata transennata, per impedire fisicamente l'accesso, soprattutto ai mezzi a due ruote; credo che anche questa operazione darà luogo a polemiche e discussioni, prepariamoci.
Verrebbe da commentare, un po' cinicamente: abbiamo voluto la bicicletta (alberi rustici, resistenti, indistruttibili, chioma folta e di bell'aspetto.......), adesso dobbiamo pedalare, stando attenti a non slittare nella poltiglia dei retusa, naturalmente!
mercoledì 2 ottobre 2013
Piccole Tipuane crescono
La Tipuana speciosa è un albero che ha ricevuto molte attenzioni dal blog, per la sua bellezza e per la sua rarità; lo abbiamo incontrato per la prima volta nel 2010 (post del 29/12/10) e lo abbiamo poi seguito negli anni, facendogli perdere l'attributo di albero raro, dopo aver scoperto e fotografato le Tipuane del Parco della Musica.
Ed è appunto a queste Tipuane che oggi mi riferisco: possiamo dire di averle conosciute bambine (post del 20/11/11) ed oggi le possiamo dichiarare adulte, e giustificare così il titolo del post ed il suo richiamo ad un famoso romanzo dell'800, caposaldo della letteratura per i ragazzi quando ero ragazzo io.
Ed eccola qui, allora, una Tipuana del Parco cresciuta, ed altre se ne intravvedono sullo sfondo; non solo cresciuta, ma carica di frutti, bellissimi acheni alati, molti dei quali rimarranno sulla pianta a lungo, assumendo varie colorazioni e contribuendo al suo fascino.
La bellezza e la delicatezza di queste farfalline, fra l'altro, permane anche dopo la loro caduta, permettendo di utilizzarle come natura morta in un contenitore casalingo.
Vi invito, se avete voglia, a consultare i precedenti post dedicati alle Tipuane, per avere fra l'altro una piccola galleria fotografica e verificare, una volta di più, che le piante vivono, crescono, mutano con noi; una ragione di più per amarle e rispettarle.
Ed è appunto a queste Tipuane che oggi mi riferisco: possiamo dire di averle conosciute bambine (post del 20/11/11) ed oggi le possiamo dichiarare adulte, e giustificare così il titolo del post ed il suo richiamo ad un famoso romanzo dell'800, caposaldo della letteratura per i ragazzi quando ero ragazzo io.
Ed eccola qui, allora, una Tipuana del Parco cresciuta, ed altre se ne intravvedono sullo sfondo; non solo cresciuta, ma carica di frutti, bellissimi acheni alati, molti dei quali rimarranno sulla pianta a lungo, assumendo varie colorazioni e contribuendo al suo fascino.
La bellezza e la delicatezza di queste farfalline, fra l'altro, permane anche dopo la loro caduta, permettendo di utilizzarle come natura morta in un contenitore casalingo.
Vi invito, se avete voglia, a consultare i precedenti post dedicati alle Tipuane, per avere fra l'altro una piccola galleria fotografica e verificare, una volta di più, che le piante vivono, crescono, mutano con noi; una ragione di più per amarle e rispettarle.
sabato 28 settembre 2013
Uno sguardo su un orizzonte verde più ampio
Oggi vi porto fuori Cagliari e fuori Sardegna, per parlare di alberi specifici che caratterizzano un'intera foresta.
Mi offre lo spunto per questa chiacchierata un interessante articolo sul Corriere della Sera del 21 settembre scorso, che tratta appunto di alcuni parchi e foreste italiani e delle loro essenze più rappresentative.
E, per capirci, partiamo dalla foresta del Supramonte di Orgosolo; quali sono gli alberi che la caratterizzano? Ma naturalmente i Lecci, Quercus ilex! La Sardegna ne è piena, ed anche Cagliari è ben fornita; li abbiamo trattati diverse volte nel blog, per esempio in occasione di una gita ad un nuraghe di Villanovatulo (post del 20/1/12).
Vi propongo una foto inedita di quella gita, che mi sembra rappresenti bene l'inserimento, quasi la compenetrazione dei Lecci nel nostro territorio.
Ebbene, una delle zone dove c'è la maggiore concentrazione di piante vetuste e di grandi dimensioni è appunto il Supramonte di Orgosolo, che è stato scelto dall'articolo citato.
Scorriamo adesso, rappresentata con l'esempio nostrano la logica che li accomuna, alcuni altri siti nazionali dei quali fornisco la sintesi dei dati di interesse, ed un link per gli approfondimenti .
1 - Il parco naturale di Paneveggio, in Trentino, dove vive la famosa foresta dei violini, Abeti rossi (Picea abies) utilizzati dai liutai per secoli per la realizzazione di meravigliosi strumenti musicali. Sito all'indirizzo www.parcopan.org/it/index.html.
2 - La foresta della val Masino in Lombardia, http://www.ersaf.lombardia.it/servizi/foreste/foreste_fase02.aspx?ID=41,
dotata di splendidi Larici, Larix decidua, molto rari in Sardegna (post del 10/10/11).
3 - Le foreste Casentinesi fra Romagna e Toscana, http://www.parks.it/parco.nazionale.for.casentinesi/
ricche di enormi Faggi, Fagus Sylvatica, specie anch'essa molto rara, se non assente, in Sardegna. Fra l'altro i Faggi fanno parte delle specie che si esibiscono, a cominciare da questo periodo, nello spettacolo del Foliage (post del 31/10/11).
4 - Il Parco del Pollino in Calabria, http://www.parcopollino.gov.it/, dove vive il Pino loricato, Pinus heldreichii, specie rara che in Italia vegeta praticamente solo in questo parco. In questa zona geografica non può non essere citato anche il Pino laricio, Pinus nigra laricio, sottospecie di Pino nero che vive sulla Sila.
Questi alberi raggiungono dimensioni veramente ragguardevoli, fino a 5o metri di altezza, e sono infatti noti come i giganti della Sila. Sono altresì note le foreste di Pino laricio della Corsica che, purtroppo per noi, è tanto più ricca di alberi della vicina Sardegna.
Ecco, la consapevolezza dell'esistenza di questi luoghi e di questi alberi che li caratterizzano può far nascere la voglia, ed io lo spero prima di tutto per me, non dico di organizzare un viaggio ad hoc, ma almeno una tappa dedicata nell'ambito di un viaggio nella regione, questo sì!
Mi offre lo spunto per questa chiacchierata un interessante articolo sul Corriere della Sera del 21 settembre scorso, che tratta appunto di alcuni parchi e foreste italiani e delle loro essenze più rappresentative.
E, per capirci, partiamo dalla foresta del Supramonte di Orgosolo; quali sono gli alberi che la caratterizzano? Ma naturalmente i Lecci, Quercus ilex! La Sardegna ne è piena, ed anche Cagliari è ben fornita; li abbiamo trattati diverse volte nel blog, per esempio in occasione di una gita ad un nuraghe di Villanovatulo (post del 20/1/12).
Vi propongo una foto inedita di quella gita, che mi sembra rappresenti bene l'inserimento, quasi la compenetrazione dei Lecci nel nostro territorio.
Ebbene, una delle zone dove c'è la maggiore concentrazione di piante vetuste e di grandi dimensioni è appunto il Supramonte di Orgosolo, che è stato scelto dall'articolo citato.
Scorriamo adesso, rappresentata con l'esempio nostrano la logica che li accomuna, alcuni altri siti nazionali dei quali fornisco la sintesi dei dati di interesse, ed un link per gli approfondimenti .
1 - Il parco naturale di Paneveggio, in Trentino, dove vive la famosa foresta dei violini, Abeti rossi (Picea abies) utilizzati dai liutai per secoli per la realizzazione di meravigliosi strumenti musicali. Sito all'indirizzo www.parcopan.org/it/index.html.
2 - La foresta della val Masino in Lombardia, http://www.ersaf.lombardia.it/servizi/foreste/foreste_fase02.aspx?ID=41,
dotata di splendidi Larici, Larix decidua, molto rari in Sardegna (post del 10/10/11).
3 - Le foreste Casentinesi fra Romagna e Toscana, http://www.parks.it/parco.nazionale.for.casentinesi/
ricche di enormi Faggi, Fagus Sylvatica, specie anch'essa molto rara, se non assente, in Sardegna. Fra l'altro i Faggi fanno parte delle specie che si esibiscono, a cominciare da questo periodo, nello spettacolo del Foliage (post del 31/10/11).
4 - Il Parco del Pollino in Calabria, http://www.parcopollino.gov.it/, dove vive il Pino loricato, Pinus heldreichii, specie rara che in Italia vegeta praticamente solo in questo parco. In questa zona geografica non può non essere citato anche il Pino laricio, Pinus nigra laricio, sottospecie di Pino nero che vive sulla Sila.
Questi alberi raggiungono dimensioni veramente ragguardevoli, fino a 5o metri di altezza, e sono infatti noti come i giganti della Sila. Sono altresì note le foreste di Pino laricio della Corsica che, purtroppo per noi, è tanto più ricca di alberi della vicina Sardegna.
Ecco, la consapevolezza dell'esistenza di questi luoghi e di questi alberi che li caratterizzano può far nascere la voglia, ed io lo spero prima di tutto per me, non dico di organizzare un viaggio ad hoc, ma almeno una tappa dedicata nell'ambito di un viaggio nella regione, questo sì!
venerdì 20 settembre 2013
Cascata di perle verde chiaro
Certo, è un po' fantasiosa l'immagine della cascata di perle per descrivere i semi della Sophora Japonica, raccolti e strizzati nei legumi che in questi giorni pendono a migliaia da questi piacevoli alberi; però, ammetterete, immagine più poetica che non cascata di baccelli strozzati, secondo la terminologia corretta usata la prima volta che ho parlato di queste piante (post del 17/11/10).
La Sofora è un albero abbastanza citato nel blog, che si trova facilmente in città; oltre ai filari di via Cugia e via Carboni Boy (post del 5/7/11), ed alla matriarca di Stampace (post del 16/2/13), ci sono esemplari in piazza Repubblica, nel parco Martiri delle Foibe, ai Giardini Pubblici ed in tanti altri luoghi, e tutti offrono in questo periodo la loro cascata.
Oggi vi presento questo splendido esemplare di via Fracastoro, in una zona ben dotata di verde pubblico e privato, della quale abbiamo già parlato; guardate che abbondanza e che bell'aspetto delle perle cascanti.
A destra un particolare dello stesso albero, che evidenzia l'aspetto ed il colore dei baccelli, più chiaro rispetto al fogliame, e quasi opalescente.
La Sofora è un albero abbastanza citato nel blog, che si trova facilmente in città; oltre ai filari di via Cugia e via Carboni Boy (post del 5/7/11), ed alla matriarca di Stampace (post del 16/2/13), ci sono esemplari in piazza Repubblica, nel parco Martiri delle Foibe, ai Giardini Pubblici ed in tanti altri luoghi, e tutti offrono in questo periodo la loro cascata.
Oggi vi presento questo splendido esemplare di via Fracastoro, in una zona ben dotata di verde pubblico e privato, della quale abbiamo già parlato; guardate che abbondanza e che bell'aspetto delle perle cascanti.
A destra un particolare dello stesso albero, che evidenzia l'aspetto ed il colore dei baccelli, più chiaro rispetto al fogliame, e quasi opalescente.
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