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I Giardini Pubblici, fra luci ed ombre

 I Giardini Pubblici sono il parco urbano forse più noto della città, dove intere generazioni di cagliaritani sono cresciute correndo e gioc...

mercoledì 19 maggio 2021

Il risveglio della Jacaranda

 La Jacaranda mimosaefolia, nostra vecchia amica (primo post 30/10/10), sappiamo che è sfalsata in avanti nella sua ripresa primaverile rispetto a tante altre specie arboree cagliaritane: infatti la gran parte degli esemplari cittadini é ancora in apparente riposo.

Però ci sono naturalmente le eccezioni, alle quali questa bella specie arborea, comunissima in città, ci ha abituato (post 27/8/15), oltre a concederci due fioriture annuali "standard": prima della foliazione, fra poco, ed in pieno autunno, ottobre-novembre.

Infatti se giriamo per la città con il naso in aria riusciamo a trovare esemplari di Jacaranda fioriti in quasi tutti i mesi dell'anno, escludendo forse i soli mesi di febbraio e marzo.

Ecco allora, parlando di eccezioni, che cosa propone un esemplare del Largo Carlo Felice - Piazza Jenne, primo luogo di elezione della Jacaranda cagliaritana.

Una splendida pannocchia di fiori azzurrini a campanella, sostenuta da un albero spoglio e che ancora porta appesi i frutti (le capsule, familiarmente nacchere) dell'anno scorso.

Bellissima fotografia, per la quale ringrazio Roberta che me la ha inviata.

Ricordo che il Largo Carlo Felice è stata la prima strada cagliaritana ad essere ornata con le Jacarande, fra la fine del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo, più o meno in concomitanza con la realizzazione del nuovo mercato civico e la sistemazione del Largo.

Furono da subito piantumati 4 filari, come si rileva dalle fotografie dell'epoca. Oggi diverse Jacarande, troppo anziane e mal ridotte, sono state sostituite da giovani esemplari, e mi sembra una buona scelta, che consente di perpetuare la bellezza di questa strada (a parte il traffico!) e dei suoi alberi. 


domenica 16 maggio 2021

Un nuovo arbusto "odoroso"

 Oggi vi presento un arbusto spontaneo che ha attirato la mia attenzione nel parco di Monte Claro, non perché sia particolarmente bello né perché sia particolarmente odoroso, ma per la foglia molto particolare e rara, tripartita, che assomiglia a quella del Sommaco (post del 7/11/20). 


La singola foglia composta, come si vede dalla foto, è costituita da 3 foglioline, con quella al centro più grande delle laterali, proprio come il Sommaco.

Le foglioline dovrebbero essere, assieme al tronco, responsabili del nome di questa pianta, dato che pare che emanino un odore sgradevole, anche se io non lo ho sentito: la pianta si chiama infatti Anagyris foetida, conosciuta col nome comune, tanto per ribadire il concetto, di Legno puzzo. 

Insomma un arbusto con fama decisamente negativa, anche se io ribadisco di non avere sentito il brutto odore.

L'Anagiride appartiene alla famiglia delle fabacee (già leguminose), come si può ben apprezzare dalla foto a destra, che mostra i grandi legumi penduli.

Un'altra particolarità di questo arbusto è che d'estate perde le foglie, imbruttendo, e diventa invece gradevole nella stagione invernale, quando entra in vegetazione.

Per chi volesse andare a visionare uno di questi arbusti, o a verificarne l'odore, ribadisco che ce ne sono un buon numero nel parco di Monte Claro, credo cresciuti spontaneamente, e preciso che si trovano a sinistra dell'ingresso principale, dalla parte dei campi sportivi e vicino alla cosiddetta Cappella di Santa Maria Chiara.



domenica 9 maggio 2021

Un tocco di bellezza all'ingresso dell'hub vaccinale

Non è bellezza la parola che viene in mente per descrivere in questo periodo l'ingresso dell'hub vaccinale cagliaritano della Fiera, situato in piazza Efisio Puddu: forse ansia, o fastidio, o anche paura, per le decine di persone che fanno la fila per entrare a farsi vaccinare, ma non bellezza.

E invece ci può stare anche la bellezza se, magari dopo essere stati vaccinati, passiamo davanti ad un arbusto fiorito di Caesalpinia gilliesii , con i lunghi stami rossi che si protendono dai petali gialli dei fiori riuniti in racemi, attirando il nostro sguardo e la nostra ammirazione.

Quando ero stato per la prima volta in questa piazza (post 21/5/11) per apprezzare gli arbusti di Cesalpinia (anche se inizialmente li avevo malauguratamente confusi con Albizzie) avevo definito questo spazio come praticamente sconosciuto; chi poteva immaginare che sarebbe diventato tanto noto a causa di questo triste periodo di pandemia!

Resta il fatto comunque che questa piazza, anche se oggi ridotta a poco più che parcheggio, resta un luogo piacevole, per la presenza fra l'altro di tanti Carrubi e, appunto, di molti arbusti di Cesalpinia (nota anche come Poinciana o uccello del paradiso) che cominciano a fiorire.

Purtroppo, se confrontiamo la foto odierna con quella di simile inquadratura del post citato, ci accorgiamo del degrado patito dalle aiuole negli anni trascorsi: peccato, forse sarebbe bastato tenere in efficienza l'innaffiamento per offrire ai cagliaritani, anche in questa non gradevole occasione, un più sereno approccio allo spazio vaccinale. 
 

martedì 4 maggio 2021

Il Liriodendro è fiorito, al Circu de Soli!

 Vi ricordate il Circu de Soli, piccolo e defilato scrigno di essenze rare a Mulinu Becciu? Spero di sì, perché le piante che vi dimorano riservano spesso sorprese, tanto più gradevoli in quanto eccezionali per la nostra città. Quest'anno, per esempio, sono fioriti alcuni esemplari di Liriodendron tulipifera, albero del quale vi avevo parlato, con riferimento a questa piazza giardino, nel 2017 (post del 20/5/17), precisando in quella sede la loro lentezza nel cominciare a fiorire.



E invece quest'anno ci sono riusciti, come possiamo apprezzare dalla foto a sinistra, che mette in evidenza anche le affascinanti grandi foglie a quattro lobi.

E a questa fioritura se ne aggiungono in loco diverse altre, fra quelle già avvenute, come la Paulownia, e quelle che avverranno, come l'Eritrina cristagalli; eventi che giustificano una volta di più l'assunto che gli alberi non sono mai uguali a se stessi, e per loro non può valere la considerazione "l'ho già visto".




Certo, i nostri fiori non sono ancora belli come quello di destra, fotografato qualche anno fa ai giardini Kensington di Londra (post 24/6/17), ma sono sicuro che ci arriveremo, e sapremo farne anche di più belli. 

Naturalmente, parlando di Circu de Soli e della sua situazione attuale, non possiamo limitarci a citare le cose belle, ma dobbiamo segnalare anche le criticità. Quella che a me fa più rabbia è l'avere completamente disperso l'ottimo lavoro di descrizione delle specie piantumate, che era stato realizzato per l'inaugurazione (post del 8/3/16). Sembrava l'inizio di un cambiamento, e di un percorso anche educativo nei confronti della cittadinanza, ed invece è stato lasciato decadere (post del 12/2/19 e del 4/1/20 ), ed oggi è tutto praticamente scomparso.

E' inutile che stia a ripetere le motivazioni del degrado di certe buone idee, anche di poco impatto economico, perché credo che siano abbastanza chiare a tutti, ma continuo a sottolineare la delusione per questo comportamento dei nostri politici (inaugurare sempre, manutenere mai!). Per fortuna che gli alberi ci consolano! 
 
   


 

giovedì 29 aprile 2021

Le Bauhinie giovinette fioriscono

 Possiamo forse ipotizzare un cambio della guardia, fra gli anziani esemplari di Bauhinia variegata della fine di viale Colombo e le sorelle giovinette di via De Gioannis (post del 20/5/19). Infatti, come avevamo già notato qualche anno fa (post del 1/8/16) i due esemplari di viale Colombo sono andati progressivamente degradando, per vecchiaia o per incuria, e forse ci abbandoneranno. 


  Invece le due giovinette di via De Gioannis, qui a sinistra l'esemplare con i fiori bianchi, appaiono decisamente in buona forma; sono ancora piccole, ma cresceranno.

Purtroppo, come abbiamo già notato, lo sfasamento temporale fra fioritura ed emissione delle nuove foglie non consente di godere appieno della bellezza di questi alberi, che si apprezza con l'apparato fogliare sviluppato solo in estate e fino ad autunno inoltrato (post del 17/10/19 e del 3/12/10). Non si può avere tutto, godiamoceli come due momenti di diversa bellezza!


 Ed ecco l'esemplare dal fiore rosa, la cui bellezza è come detto offuscata dalle vecchie foglie ancora presenti.

Ricordo che le foglie hanno un aspetto peculiare, essendo costituite da due lobi con apice inciso, ed i due lobi si muovono, aprendosi e chiudendosi a libro a seconda della luce che li colpisce.

Insomma un albero molto interessante, questa Fabacea nota anche come Albero delle Orchidee, che troviamo anche al Circu de Soli di Mulinu Becciu e sicuramente in altre recenti piantumazioni pubbliche, dato il rinnovato interesse che i nostri amministratori del verde pubblico gli hanno dimostrato.

E comunque ricordiamo, se andiamo a trovare le giovinette, che in  questo periodo a pochi metri abbiamo un'altra splendida fioritura, della grande e gloriosa Erythrina caffra (post del 31/3/11), che da sola "merita il viaggio". Se poi vogliamo completare l'uscita, possiamo spingerci fino a piazza Maxia, ed ammirare i Mirabolani a foglia rossa, prima che il troppo caldo li faccia soffrire.   

sabato 24 aprile 2021

Noi festeggiamo il 25 aprile ed il 1° maggio, e voi?

Noi no, purtroppo, non possiamo celebrare né la festa laica né quella religiosa. Dovremo accontentarci tuttalpiù di qualche passeggiata più o meno solitaria per ammirarvi, quest'anno come l'anno scorso!

Questo potrebbe essere un ideale colloquio fra i "noi" del titolo e tutti noi umani che apprezziamo il verde cittadino. 

Avete capito chi è che ci interpella? Ma sì, sono i Callistemon citrinus  di piazza del Carmine, in questa fine di aprile nel pieno della loro meravigliosa fioritura.

Eccolo qua, uno dei grandi esemplari, carico di fiori e dei loro lunghi stami rossi.

Ho parlato tante volte di questi grandi arbusti, a volte enormi, come quelli di via Dante di fianco all'UPIM, ed in particolare ho parlato di quelli di piazza del Carmine, e della loro partecipazione alle feste di cui al titolo (post del 27/4/13  e del 2/5/15, fra gli altri).



E' una festa per gli occhi, anche se non possiamo condividere questa festa come avremmo fatto con le ricorrenze citate. Gli scovolini bianchi dello scorso post, insieme a quelli rossi di questo, sono a nostra disposizione per curare il nostro fastidio per il perdurante confinamento.

Pazienza, accontentiamoci!


domenica 18 aprile 2021

La cascata di scovolini

A proposito di esplosione di fioriture primaverili, come quella che vi ho presentato nel post precedente, ve ne offro un'altra, anch'essa veramente bella: è  la cascata di scovolini bianchi che riempie la grande e vetusta Melaleuca armillaris che vegeta nella parte bassa del parco di Monte Urpinu.


Il termine di alberello, che ho attribuito a questa pianta quando la ho presentata (post del 23/1/12), appare per questo esemplare inappropriato, dato che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio albero.

Sono migliaia e migliaia di stami quelli che, raccolti nelle spighe che raggruppano i  fiorellini, emergono ad abbellire un albero già di per sé gradevole, con le sue foglioline fitte fitte ed una chioma che sembra quasi una capigliatura, come si apprezza nelle foto del post citato. 



Qui a destra, invece, un primo piano degli scovolini, che ricordano molto quelli del Callistemon, che però sono rossi e più grandi.

Ricordo ancora, per chi volesse farsi un giretto ad ammirare questa pianta, che questa parte del parco racchiude anche altre bellezze e rarità, quali il Sakura, ciliegio giapponese, e poco più in là il grande Olmo ed il Cipresso calvo, per non dire dell'Acero saccarino, tutti già trattati più volte nel blog, a che potete scoprire effettuando una veloce ricerca.  

Insomma questa parte del parco, non mi stanco di ripeterlo, è veramente meritevole di visite ripetute ed attente.

giovedì 15 aprile 2021

Che meraviglia quel Ligustro fiorito!

Quindi non un Ligustro qualsiasi, ma quel Ligustro: uno specifico arbusto che si trova in via Pacioli, traversa di viale Marconi. Ve lo presento qui sotto. 

Guardate l'esplosione di pannocchie fiorite che ricoprono questo arbustone: migliaia e migliaia di fiorellini bianchi e leggermente profumati, un piacere per la vista e non solo.

Questa fioritura meravigliosa è in netto anticipo rispetto al periodo canonico del Ligustrum lucidum (post del 13/7/13); o questa è una pianta ibrida, o il Ligustro si è organizzato per una doppia fioritura, o il cambio delle stagioni.... come che sia, è uno spettacolo da non perdere.
Noto fra l'altro che il nostro soggetto è appoggiato, quasi compenetrato, con un altrettanto grande e bello esemplare di Schefflera arboricola, che vi avevo presentato qualche anno fa (post del 25/8/19): ma che concime usano i giardinieri di questo condominio?   


mercoledì 7 aprile 2021

La giovanissima Chorisia, figlia di ...

 No, non le conto più le volte che ho parlato della Chorisia insignis, alias Ceiba speciosa, da quando nel lontano 2010 ho cominciato a pubblicare questo blog: un numero veramente significativo di volte, dal 2010 (post 31/10/10)  al 2020 (post del 28/7/20), per un albero che merita sicuramente tanta attenzione.

E proprio dal post del 2020 voglio partire, per dedicare alla Chorisia un altro capitolo della sua storia infinita, dato che la piantina che vi presento oggi ha un rapporto speciale con quella presentata nel 2020.


 Ecco il tenero virgulto di oggi, in vaso nel terrazzo di casa mia: sarà alta forse 40 cm questa piantina, ma le foglie composte sono inconfondibili, ed il piccolo tronco di meno di un centimetro di diametro presenta già le sue spinette alla base.

Ed il rapporto di questa pianta con quella del 2020, che vive al Parco della Musica, è davvero molto speciale, dato che questa è sua figlia, nata da un seme avvolto nella lanugine che avevo raccolto in quella occasione.

Avevo scritto che i semini della Chorisia posseggono grande facilità di attecchimento, ed oggi lo posso confermare, con la testimonianza di questa piantina che si erge piena di vita, e per il momento resiste all'attacco primaverile della malefica cocciniglia, per l'orgoglio del suo padre adottivo. 

sabato 3 aprile 2021

La farfalla di Pasqua

Né uovo né colomba, ché sarebbero troppo banali, ma una farfalla è quella con cui vi faccio gli auguri di Pasqua; e precisamente una Orchide farfalla (dal nome scientifico originariamente attribuito da Linneo), che ho fotografato nelle campagne di Pula, a Santa Margherita.


Il nome scientifico attuale di questo fiorellino, nome impegnativo ma più bello del nome italiano, è Anacamptis papilionacea grandiflora, varietà che pare cresca solo in Sicilia e Sardegna.

Vi avevo già presentato questo bellissimo fiorellino nel 2012 (post del 10/4/12), insieme ad altri due rappresentanti dell'affascinante mondo selvatico dei campi in primavera.

Bellissimo l'accostamento di colori in questo esemplare (i colori sono piuttosto variabili) fra il rosa carico dei petali ed il celestino del labello, il petalo modificato che funge da richiamo per gli insetti impollinatori.


Insomma un minuscolo ma meraviglioso spettacolo, questi fiorellini spontanei! 


sabato 27 marzo 2021

Almeno i cani ne godono, della spianata sopraelevata

 E no, non c'è niente da fare: il cosiddetto giardino pensile, fra le vie Manzoni e Carducci, non rientra fra le aree "verdi" della città destinate ad una riqualificazione: squallido era e squallido rimane, a parte la buona idea del suo parziale utilizzo come area cani.

Un'occasione sprecata, l'avevo definita nel 2011, quando questo grande spiazzo, da alcuni anni in qua intitolato a Pier Paolo Pasolini, aveva preso il posto, a furore di popolo, di un ulteriore piano parcheggio. 

Ne ho parlato diverse volte, perché ogni volta che ci passo mi assale la rabbia e mi viene voglia di scriverne (post del 12/4/11, 18/9/1117/1/13, 22/12/14, 18/6/20  ), e per fortuna che non abito nei dintorni, sennò avrei fatto una lagna settimanale!

Ma vi sembra che questo sia il massimo che si è riusciti a produrre per un quartiere affamato di verde come quello di San Benedetto, a cominciare dalle decine e decine di appartamenti che si affacciano sullo spiazzo?
Abbiamo detto nel titolo che i cani ne godono; e gli umani, compresi quelli che accompagnano i cani? Nemmeno uno straccio di ombra, un minimo di abbellimento, un abbozzo di terza dimensione?

Non voglio ripetermi sulle cose che si potrebbero fare per migliorare questa situazione, tutto quello che mi viene in mente lo ho già detto nei post precedenti; aggiungo solo un attributo a questo luogo squallido, e cioè desolato. 


domenica 21 marzo 2021

Gli Ulivi e i Tulipani, a Turri

Un accostamento a dir poco strano, quello fra Ulivi e Tulipani; accostamento che diventa straordinario se ci aggiungiamo il paesino di Turri, piccolo e sconosciuto comune della Marmilla, nella provincia del Medio Campidano.

Eppure, sappiamo che a volte gli accostamenti più incredibili danno luogo a bellissime realtà, e questo è uno di quei casi: il piccolo comune sconosciuto, dotato però di meravigliosi ed ultracentenari Ulivi, decide alcuni anni fa di impiantare un vivaio di tulipani, e lo fa diventare una sorta di mostra mercato, con un'area espositiva ed un'altra area dove il pubblico può scegliere e raccogliere in autonomia queste meravigliose fioriture.


Nella foto vediamo uno scorcio dell'area espositiva in primo piano, e sullo sfondo la collina in cima alla quale sono organizzati i filari per la raccolta autonoma; le due zone sono collegate da uno stradello che consente di ammirare alcuni dei meravigliosi Ulivi che abitano il comune di Turri.



Ecco, sulla cima della collina, i filari con i tulipani multicolori, e le persone che li colgono sistemandoli, con il loro bulbo, negli appositi cestini; i fiori saranno acquisiti, ad un modesto prezzo unitario, e potranno abbellire la casa di ogni visitatore.


Ed ecco i possenti ed affascinanti tronchi di due dei patriarchi che abitano nel paese di Turri; la scritta sul tronco indica il proprietario dell'albero. 

Pare infatti, secondo la tradizione, che la proprietà fosse stata originariamente attribuita dai Pisani alla famiglia che si fosse presa cura, innestandoli,  degli Olivastri presenti su questi terreni. 

Una storia intrigante ed interessante, che ricorda quella di S'Ortu Mannu a Villamassargia (post del 16/1/12); anche lì Ulivi pluricentenari, appartenenti a famiglie indicate con apposite targhette sui tronchi (suggerimento per il sindaco di Turri, per sostituire le scritte con la vernice, che la bellezza di questi tronchi non merita!).

Belle storie, che riguardano vecchissimi e meravigliosi alberi; qui a Turri, la peculiarità degli estremi che si toccano, Ulivi "eterni" e fiori bellissimi ma destinati di norma ad una vita di qualche giorno in vaso.

Insomma, questa iniziativa "Tulipani in Sardegna" è veramente lodevole, e merita apprezzamento e successo. 

    
 

   

lunedì 15 marzo 2021

I Pini di Buoncammino

I Pini di viale Giussani, strada sottostante e parallela al viale Buoncammino, sono stati sostituiti con altri giovani esemplari della medesima specie, Pinus halepensis.

La sostituzione è avvenuta in seguito all'abbattimento degli esemplari ritenuti pericolanti e pericolosi, che erano stati eliminati nel settembre dello scorso anno, con un intervento che aveva suscitato molto clamore e molte critiche, compreso un blocco lavori ordinato dalla Sovrintendenza.

Ne avevamo parlato nel blog (post del 15/9/20) allargando il discorso a tutta la zona, e provando ad analizzare le ragioni dell'abbattimento e della conservazione senza pregiudizi.


Adesso che la sostituzione dei 10 Pini è stata effettuata, come si vede dalla foto a sinistra, possiamo formulare qualche ulteriore considerazione.

L'intervento è stato di tipo meramente conservativo, nel senso che è stato limitato alla sostituzione della singola pianta, senza per esempio ripristinare il perimetro di contenimento; l'effetto è abbastanza sgradevole, ma può darsi che i lavori debbano essere ancora completati.

D'altronde, come abbiamo detto nel post citato, gli spazi sono quelli che sono, non certamente adeguati ad alberi destinati negli anni a crescere in altezza di molti metri, spesso perdendo l'assetto verticale, e dotandosi di radici possenti e superficiali.



E allora, perché si è insistito con i Pini d'Aleppo? Beh, prima di tutto perché il viale è costituito da questi Pini, dei quali permangono molti esemplari; lo si nota da questa foto, dove il nuovo esemplare appena si intravede rispetto al nonno che gli sta alle spalle. Inoltre, l'utilizzo di altre essenze avrebbe creato un miscuglio, di discutibile valenza estetica.

Pare che anche la Sovrintendenza abbia dato indicazioni molto precise al riguardo, e non si può darle torto; inoltre, prima che i nuovi esemplari diano problemi passeranno molti anni. 



Insomma, parliamoci chiaro: sappiamo tutti che la dimensione di questo marciapiede è assolutamente non compatibile con Pini d'Aleppo anziani, che lo occupano quasi completamente, come si vede da quest'altra foto; peraltro, e meno di adottare soluzioni drastiche che nessuno vuole, ci conviene convivere con qualche problema di transito pedonale, e tenerci questa bella alberata di Pini, giovani o anziani che siano.

Per il viale Buoncammino le valutazioni da farsi sono abbastanza diverse, e vi rimando se volete al post citato; spero che l'amministrazione del verde pubblico cittadino si farà carico del problema in maniera adeguata, e che la parte politica saprà raccordare le esigenze tecniche con quelle della storia cittadina di questo bellissimo viale. 

 


 

 


martedì 9 marzo 2021

Le bellezze di piazza Maxia

Ne abbiamo parlato ripetutamente, di questa piazza situata in posizione strategica, dove via Scano termina fra via Pessina e via Della Pineta; a partire dal 2011 (post del 15/8/11), a sito fresco di rifacimento e polemiche, e poi negli anni successivi, molte altre volte.

Abbiamo  concentrato la nostra attenzione sul giardino verticale, sui suoi momenti  di alta o bassa valenza estetica, e sui Mirabolani, che abbiamo seguito nella loro crescita.


Diventati grandi, questi alberi sono usciti dal "fosso", e si fanno ammirare da tutte le prospettive.

E quest'anno i Mirabolani, Prunus cerasifera var. Pissardii,  hanno anche loro anticipato lo spettacolo della fioritura, che sta in questi giorni terminando, lasciando lo spazio alle giovani foglioline color ruggine, belle anche loro.  

Insomma, ormai che siamo lontani dalle polemiche per la sistemazione di questa piazza, possiamo concentrarci sulle sue bellezze, a cominciare dallo spettacolo unico dalla fioritura dei Pruni. 

lunedì 1 marzo 2021

L'Erica, ed i primi segnali di ripresa

 L'Erica arborea è un arbusto endemico delle nostre campagne, ed uno fra i principali rappresentanti della macchia mediterranea, in compagnia del Corbezzolo, del  Mirto, del Cisto, del Lentisco, del Ginepro, della Palma nana, della Ginestra e di tanti altri. E partecipa attivamente, oltre che alla bellezza delle nostre coste, anche al tipico "profumo di Sardegna", che si sviluppa intenso quando il sole è più caldo, ma che già si comincia ad apprezzare.

Le fioriture della macchia cominciano a prepararsi con i primi segnali di ripresa, ed anzi per l'Erica possiamo dire che quest'anno i segnali sono già diventati vere e proprie esplosioni.


Direi che la fotografia a sinistra, ripresa nelle campagne della costa sud occidentale, fra Pula e Teulada, dica tutto.

Le migliaia di campanelle bianche, profumate e ricadenti nelle loro infiorescenze a grappolo ricche di fascino, ci parlano di primavera.

E, rispetto alla volta precedente in cui avevo presentato l'Erica fiorita (post del 29/3/13) siamo decisamente in anticipo, circa un mese. D'altra parte, mentre le fioriture precoci sono pericolose per le piante coltivate che temono i ritorni dell'inverno e le gelate di marzo, le piante della macchia spontanea, e l'Erica in particolare, sono così robuste da reggere qualsiasi contraccolpo invernale.

Ricordo una particolarità molto interessante di questa pianta, e cioè la formazione, in una percentuale di esemplari, di un rizoma che si sviluppa fra le radici e che è così duro e resistente alla combustione (alto contenuto in silice) da essere utilizzato per la produzione di pipe pregiate.

I rizomi hanno la forma di rigonfiamenti ovoidali e sono chiamati ciocchi, in sardo cozzina. Ricordo una vecchia espressione dei contadini, destinata a chi mancava di elasticità mentale: "Sesi unu arrogu 'e cozzina!", penso riferito alla resistenza incontrata dal piccone per eliminare i rizomi durante le attività di dissodamento del terreno. 

Questo ci dà anche una idea della difficoltà di lavorazione di questi ciocchi, che richiedono mani abili ed esperte, e tanta pazienza da parte degli artigiani che si dedicano alla produzione di pipe: quanto lavoro per passare da una cozzina ad una pregiata pipa di radica con le venature nella dovuta evidenza!

Leggo che per gli artigiani del nord Italia i ciocchi più pregiati sono quelli provenienti dalla Sardegna; spero che la cavatura e l'esportazione siano fatte con i dovuti permessi e seguendo le previste procedure.