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Il fascino verde di via Stretta

Già al naturale è una stradina di grande fascino, la via Stretta di Castello, incastonata dietro il bastione di S.Croce, in prosecuzione di ...

lunedì 25 luglio 2011

La Lagerstroemia fiorita

Recentemente, quando ho tirato le somme delle fioriture estive (post del 18/7/11), ho dimenticato un alberello, che sta iniziando a fiorire adesso ed andrà avanti anche in agosto: la Lagerstroemia Indica.
E se lo ho dimenticato, probabilmente il motivo è che si tratta di un albero piuttosto anonimo, perlomeno così sono gli esemplari cagliaritani: è piccolo, sembra quasi un cespuglio, sicuramente non attrae lo sguardo.

Durante la fioritura però si trasforma, e ci regala una bellissima macchia di colore, per l'abbondanza dei fiorellini.


Lagerstroemia Indica




L'esemplare fotografato, come si riconosce dallo sfondo, è in viale Bonaria, dove ci sono molti altri esemplari, che si alternano ai Siliquastri. Visto da lontano, può sembrare anche un cespuglio di Bouganvillea, per l'abbondanza dei fiori e per il colore; i fiori però sono molto diversi, come si può vedere dal particolare sotto.

Infatti i fiori sono portati in pannocchie terminali, ed hanno la particolarità del margine dei petali frangiato, che conferisce loro un aspetto molto gradevole e peculiare.

Il nome di questa pianta, difficile anche da pronunciare oltre che da ricordare, deriva dal cognome di uno svedese a cui è stata dedicata da Linneo; la sua origine è cinese, e pare che in Cina ed in Giappone sia comunissima, anche per la facilità con la quale si può guidare nella
crescita in forme strane e sinuose, con operazioni nelle quali quelle popolazioni sono maestre.

Non mi risulta che in città sia molto diffusa; al di là degli esemplari di viale Bonaria, ne ricordo alcuni in via Dante, che però stanno progressivamente sparendo perchè non hanno dato buon esito. Probabilmente è più una pianta da giardino che da verde pubblico.

sabato 23 luglio 2011

Il Loto e la Ninfea





Oggi, contrariamente al solito, partiamo subito con una fotografia, che fornisce immediato significato al titolo; ci mostra la convivenza, nella stessa vasca, di due piante acquatiche, parenti dato che nel passato appartenevano alla stessa famiglia, quella delle Nymphaeacee: la Nelumbo Nucifera, o Fior di Loto, e la Victoria Amazonica, o Ninfea Gigante.

Il Fior di Loto è presente a Cagliari, sicuramente nella bella vasca dell'Orto Botanico a lui dedicata, e lì
Nelumbo Nucifera
produce anche i suoi splendidi fiori, come si vede nella foto a sinistra.

La Ninfea Gigante invece, seconda pianta acquatica della foto principale, non mi risulta che a Cagliari sia presente. Infatti ho scattato la fotografia all'Orto Botanico di Amsterdam, città dove sono stato di recente; non è dunque una pianta cagliaritana, ma il piccolo imbroglio rispetto alla "mission" del  nostro blog è giustificato dalla bellezza e peculiarità di questa pianta.



Le foglie di questa Ninfea sono fra le più grandi foglie (fino a più di 3 metri di diametro!) esistenti nel mondo vegetale; sono perfettamente circolari, come si vede, ed hanno un bordo rialzato che si interrompe in un solo punto per assicurare lo scolo dell'acqua piovana che si raccoglie nel vassoio. La pagina inferiore della foglia è completamente diversa da quella superiore, sia per il colore rosso che per la conformazione, che prevede fra l'altro spine e piccole sacche d'aria per assicurare il galleggiamento. Ogni foglia regge molti chili di peso prima di  affondare.

Ma le stranezze non si fermano qui: il fiore, bellissimo come quello di tutte le Ninfee (purtroppo quello della mia foto a destra si stava già richiudendo), sboccia bianco e dopo la prima notte diventa rosa.

Insomma, un vero spettacolo.

martedì 19 luglio 2011

Le nudità in viale Trieste

Nonostante il titolo, che sembrerebbe preso di sana pianta da qualche pruriginoso articolo di stampa di tanti anni fa sui licenziosi commerci notturni delle "donnine" che frequentavano il viale, qui parliamo sempre di alberi, anche se, appunto, nudi. Oggetto della nostra attenzione sono infatti i Ficus Retusa (post del 3/11/10 e altri) del viale Trieste, che con il viale medesimo formano un connubio indissolubile: orbene, è terminata in questi giorni l'operazione di denudamento (capitozzatura è il termine tecnico), almeno per la parte del viale che va dalla confluenza con via Roma all'incrocio con viale Trento.

Vale la pena di passare in questa strada, in questi giorni, per notare la differenza: il viale è, assolutamente, un'altra strada, quasi irriconoscibile, rispetto a quella che tutti noi abbiamo in memoria; è banale ripeterlo, ma qui si coglie bene il ruolo essenziale, e spesso trascurato, che hanno gli alberi nell'arredo urbano.

Io non prendo posizione sulla necessità o meno di procedere a questo tipo di interventi, o sul periodo per farlo; considero solo che i Ficus sono piante robustissime, come abbiamo già detto (vedi post citato), e non credo che soffriranno molto nè per la radicalità dell'operazione, nè per il periodo eventualmente sbagliato.

Infatti gli alberi denudati da maggiore tempo (e consideriamo che questa operazione di tempo ne ha richiesto molto) hanno già reindossato un leggero vestitino di foglie, si potrebbe dire consono alla stagione: fa quasi tenerezza vederli, grandi e grossi come sono, drappeggiati con questo tappetino verde. Nessun dubbio che, nel giro di qualche mese, avranno riguadagnato la loro lesa maestà.

A conferma di questo, cito un esemplare alla fine del viale, che avevo fotografato nudo per il post del 9/3/11, dedicato alla diatriba della rotatoria legata al nuovo quartiere di Santa Gilla in costruzione: in quel caso la motivazione era diversa (preparare l'albero per l'espianto), ma l'effetto il medesimo, e poichè l'albero non è stato espiantato, ha ripreso in pieno il suo aspetto verde.

lunedì 18 luglio 2011

I saldi di fine stagione

Eh sì, siamo ai saldi di fine stagione, non solo degli abiti e delle scarpe, ma anche degli alberi.  Il grande mondo dei nostri amici, almeno con il clima di Cagliari, arrivata la fine di luglio si mette tranquillo a godersi l'estate, e smette di preoccuparsi di alimentare la sua fioritura.

Pensiamo a tutte le fioriture di cui abbiamo parlato negli ultimi mesi: la Parkinsonia, la Sofora, la Lagunaria, l'Albizzia, la Tipuana, la Grevillea, la Catalpa, la Jacaranda.............: hanno tutte praticamente terminato il loro "lavoro", con qualche coda, dedicata all'ammirazione dei ritardatari, come quella delle Sofore e dell'Acacia Horrida. 
A proposito di Acacia, ho scoperto un fitto cespuglio in piena città, in via Milano all'angolo con via Messina; in un pezzo di terreno finora miracolosamente scampato alle costruzioni ci sono degli alberetti, sicuramente residuo di vecchie recinzioni di proprietà contadine di tanti decenni fa.

Questa bellissima specie di Acacia, come sappiamo, è uno degli alberi che fiorisce più tardi, ed ancora si attarda: ecco la prova, da via Milano.


Mi resta adesso da tenere d'occhio la Ginestra dell'Etna (post 10/4/11), la cui fioritura negli esemplari selvatici è sicuramente esplosa, e poi potremo considerare conclusa anche la stagione delle fioriture estive; il tutto fatti salvi i ripensamenti, anche su vostra segnalazione!

sabato 16 luglio 2011

La Monstera in giardino

Parliamo oggi di una pianta del gruppo che scappa di casa, che comincia a diventare numeroso. Abbiamo già parlato dei Ficus Beniamina ed Elastica (post del 3/11/10), nonchè di alcune Schefflere (post del 3/4/11); oggi parliamo della Monstera Deliciosa, altra pianta d'appartamento molto comune, e molto scenografica, quando si trova bene ed è ben curata.

La gran parte delle Monstere, però, in casa non si sviluppa molto: ha bisogno del tutore, c'è il problema delle radici aeree, l'aria è troppo secca, la luce spesso non è quella giusta.......... In giardino, invece, qualche volta le condizioni di vita sono più adatte, e allora perchè no? Ecco un esemplare, ripreso in un giardino di via Monteverdi:






La Monstera Deliciosa è una specie rampicante, come tutte le sue sorelle, e nelle zone di origine (clima tropicale dell'America Latina) predilige per arrampicarsi i tronchi degli alberi, e sviluppa molte radici aeree; di fatto non ha bisogno di tronco. Da noi invece, dove il clima è diverso soprattutto per la minore umidità (anche se in questi giorni.....), la pianta sviluppa poche radici aeree ed una sorta di tronco, che spesso si prostra ed avanza raso terra.

Riesce comunque ad adattarsi piuttosto bene: un altro bell'esemplare vive in via Sanna Randaccio, e naturalmente abbiamo gli esemplari dell'Orto Botanico. Da noi la Monstera non riesce a produrre il frutto, che pare sia anche piuttosto buono, da cui il nome; gli esemplari più forti producono però il fiore, come si intravvede anche nell'esemplare fotografato, che lo sta preparando. Si tratta di una infiorescenza a spadice, cioè una sorta di protuberanza lunga, cilindrico-conica, di colore bianco, circondata da una foglia speciale, una brattea.

Per intenderci, alla stessa famiglia appartengono le comuni Calle, che producono questo tipo di fiore, che apprezziamo in vaso. 

giovedì 7 luglio 2011

Il rampicante invadente

Il titolo di questo post potrebbe apparire pleonastico, dato che tutti i rampicanti sono invadenti per definizione, sia che utilizzino per il loro sviluppo appositi graticci, sia che utilizzino quello che trovano, come muri e altre piante; dato il caso del quale vi voglio raccontare stasera, l'invadenza del titolo ci serve come rafforzativo.
Siamo in pieno centro città, in via Satta vicino all'angolo con via Alghero, ed il rampicante in questione è una sorta di Vite Canadese, forse un Parthenocissus Tricuspidata: guardate che cosa ha combinato negli anni.


Oltre ad essersi impadronita di almeno tre pareti dei palazzi circostanti, e devo dire con un effetto molto gradevole, si è servita per espandersi di una povera Araucaria Excelsa, cresciuta in una sorta di cortiletto interno, e che ora vegeta costretta a subire l'abbraccio asfissiante del rampicante. Nella precedente occasione in cui ho parlato di un connubio fra piante (post del 20/6/11) mettevo in dubbio la sofferenza della pianta ospitante; qui ne sono certo, la povera Araucaria soffre, e molto.

Da quest'altra foto a sinistra si intravvede anche un'altra pianta, dietro l'Araucaria, coinvolta nel viluppo, forse un cespuglio di Ligustro. Insomma, una situazione molto peculiare, tanto più tenuto conto del luogo dove questo avviene; mi piacerebbe saperne di più, per esempio se c'è qualcuno, magari il proprietario del cortiletto, che cura questo quadro verde, o se tutto è lasciato alla natura. Se qualcuno dei lettori avesse delle informazioni in merito, gli sarò grato se vorrà fornirmele, e le pubblicherò sul blog.

martedì 5 luglio 2011

La Sofora fiorita

Continuando la carrellata degli alberi a fioritura estiva, ecco il turno della Sophora Japonica, già descritta nel post del 17/11/10.  La Sofora è un albero con un bel portamento, elegante, con una qualche somiglianza con la Robinia.

A Cagliari la Sofora ha una buona presenza, soprattutto nel verde pubblico, dove gli esemplari più facilmente visibili sono quelli di via Cugia e della parallela via Carboni Boy.  Se passate in questi giorni in via Cugia, non potete non accorgervi dell'esplosione di fiorellini prodotti da questi alberi, non fosse altro che per il tappeto bianco che si forma per terra.
Ecco un esemplare, appunto di via Cugia:







L'aspetto d'insieme è molto gradevole, anche se i fiorellini bianchi, riuniti in pannocchie, non sono significativi; hanno però un leggero profumo, e fanno bella figura anche quando cadono.

lunedì 4 luglio 2011

L'abusivo vestito a festa

L'abusivo del titolo è l'Ailanthus Altissima, albero al quale avevo affibbiato questo epiteto nel post del 23/11/10, in ragione della sua invadenza e capacità di prevaricare le altre forme di vita vegetale.

Non ho cambiato opinione, e questo albero mi ispira antipatia come una persona arrogante che invada e si appropri di spazi che non le competono; tuttavia, devo obiettivamente ammettere che in questo periodo gli Ailanti possono essere molto belli, quando si riempiono di frutti chiari che contrastano con il colore scuro delle foglie, e che spesso assumono affascinanti colorazioni rosate.

Ecco a sinistra un esemplare in viale Diaz, nell'Istituto Nautico: è un esemplare piuttosto grande e regolare, perchè probabilmente è stato tenuto a bada nella sua crescita tendenzialmente disordinata.

I frutti dell'Ailanto, samare alate lunghe e contorte, con il seme bilanciato al centro, sono in quantità notevolissima e riuniti in grappoli penduli; purtroppo moltissime samare rimangono sulla pianta dopo il breve periodo di splendore, dandole un aspetto brutto e triste.


In queste due foto si evidenziano la quantità e l'aspetto dei frutti.

Una curiosità: questo albero è anche noto come albero del paradiso, dal nome indonesiano; secondo me è un nome assolutamente inappropriato, e fra l'altro sbagliato, se è vero che la traduzione letterale parla di albero "così alto che può raggiungere il cielo".

domenica 3 luglio 2011

Il fascino della Parkinsonia fiorita

La Parkinsonia Aculeata è stato uno dei primi alberi ad essere trattato dal blog (post del 12/11/10), ed allora facevo riferimento alla tenerezza delle minute foglioline; però nè allora, nè nei successivi richiami, vi ho fornito di un riferimento fotografico. E' giunto il momento di colmare questa mancanza, tanto più che adesso le Parkinsonie fioriscono, fra le ultime specie a fioritura estiva, e ci gratificheranno a lungo di questo splendore.

Ecco due fotografie del vecchio esemplare di viale Bonaria; come vedete la Parkinsonia è un albero piccolo, spesso rimane un cespuglio, e questo lo rende ancora più godibile in città, perchè la chioma è ad altezza d'uomo.

Guardate nella foto di destra il fascino del tronco contorto e dei rami che si dipartono in maniera simpaticamente disordinata.
Vi ricordo anche come spettacolo gli esemplari di via Sarpi e quelli, piccolini ma belli, del gradevole giardinetto alla fine di via Della Pineta.


E finalmente parliamo dei fiori della Parkinsonia: sono piccoli e numerosissimi, raggruppati in racemi (grappoli) ascellari.

Il fiorellino singolo non è particolarmente esaltante, la sua bellezza sta nel gruppo. Ogni fiore ha 5 petali, di cui uno prende presto una colorazione rossa; questa picchiettatura di rosso nel contorno giallo ha un fascino irresistibile. Lascio parlare l'immagine di sinistra, e quelle che ciascuno di voi si potrà formare personalmente.

martedì 28 giugno 2011

Chorisia Insignis.......e tre

Non poteva mancare una terza puntata per questo albero, la Chorisia Insignis, che è uno dei miei preferiti, tanto che ha prestato le spine del suo tronco per lo sfondo del blog.  Abbiamo già parlato della peculiarità del tronco spinoso ed a forma di bottiglia (post 31/10/10),  e dei buffi frutti, fotografati appesi ed integri (post del 26/11/10) su un esemplare di via Sabotino.

Oggi vi parlo ancora dei frutti, che in questo periodo sono esplosi (fino a qualche anno fa questo a Cagliari non accadeva), ed hanno rilasciato i semi avvolti nella particolarissima lanugine bianca.
 
Se guardate con attenzione il frutto a sinistra, notate anche la presenza di un seme, non ancora caduto, su un albero di via Sabotino/Trincea dei Razzi.

Ecco qui sotto un altro frutto esploso, su una pianta di via Curie.



E' opportuno, perchè se lo merita, dire qualcosa di più sul nome di questa pianta. Innanzitutto, il nome scientifico oggi più usato non è Chorisia, ma Ceiba Insignis o Ceiba speciosa, non so perchè; forse la differenza fra Insignis e Speciosa dipende dal colore del fiore.
Come nome comune, oltre ad Albero Bottiglia che già conosciamo, in Argentina è noto come Palo Borracho, cioè ubriaco, sempre con riferimento al rigonfiamento del tronco. Con riguardo ancora ai frutti ed alla loro lanugine, un altro nome comune è Falso Kapok: assomiglia infatti al vero Kapok, Ceiba Pentandra, la cui lanugine viene (o veniva) utilizzata industrialmente per la produzione di materassi e cuscini di pregio.





Ecco un esemplare, più o meno a figura intera, fra quelli di via Sabotino, che sono secondo me i migliori di Cagliari, come alberi se non come contesto; come contesto, invece, vi segnalo quello della Cittadella dei Musei, bello anche se non è valorizzato al meglio.

domenica 26 giugno 2011

La terza Mimosa in fiore

Continuando la presentazione degli alberi fioriti in questo periodo, ecco la terza Mimosa, Acacia Horrida, che si fa avanti nella sua splendida modestia.


Perchè la terza Mimosa? Perchè, come forse ricorderanno i lettori più assidui, nel post in cui ho trattato questi alberi (post del 9/1/11) consideravo che questa specie è la terza ed ultima che fiorisce nell'anno, fra quelle da me considerate.

L'esemplare fotografato è lo stesso, fra via del Sole e via dei Tritoni, di cui avevo ripreso le spine, nel post citato; non è facile trovare esemplari di questa Mimosa in città, ma la si incontra spesso in campagna dove, senza alcun tipo di aiuto o innaffiamento, non manca all'appuntamento annuale con la sua copiosa e gradevolissima fioritura.

sabato 25 giugno 2011

La Lagunaria in fiore

Questo albero, la Lagunaria Patersonii, non è fra i miei preferiti, sia per quanto già asserito sui frutti nel precedente post  (post del 16/12/10), sia per l'aspetto ed il colore spento del fogliame.  Detto questo, bisogna riconoscere che la fioritura, che è esplosa da un paio di settimane, rende l'albero gradevole per la picchiettatura rosa, come ci si può rendere facilmente conto percorrendo la strada a 4 corsie Lungo Saline  o, per uno sguardo più attento  e senza pericoli, nella litoranea o nel parcheggio del Lido, dove è ripresa la foto sotto.




Il Poetto è luogo di elezione per questa pianta, che è molto resistente al vento ed ai terreni sabbiosi, e questo basta a giustificarne la diffusione, nonostante le riserve fatte.






Ecco qui sotto il fiore, di colore rosa; è gradevole se preso singolarmente,  ma si disperde un poco nell'insieme della fioritura.



giovedì 23 giugno 2011

Il Parco dell'Autonomia - Seconda puntata

Quando ho parlato del Parco dell'Autonomia (post del 26/5/11) ho detto che ci sarei tornato sopra, dato l'interesse del luogo, ed eccomi qua.

Cominciamo con questo cespuglio sulla sinistra, invero piuttosto anonimo, circondato da Euphorbie delle Canarie (post 11/3/11): si tratta di una Aberia Caffra, Melo dei Caffri.
Si tratta di una pianta molto rara per Cagliari, nè io la conoscevo prima della visita al Parco: è originaria dell'Africa, dotata di forti spine ed utilizzata per la produzione di marmellate, ottenute dai frutti globosi e commestibili.


E a proposito di spine, ecco un giovane esemplare di Acacia Horrida (post del 9/1/11), con sullo sfondo un anziano e maestoso Falso Pepe.

Ricordo che questa specie di Acacia fiorisce in questo periodo, ed ho già visto i capolini occhieggiare in alcuni esemplari spontanei sulla statale per Pula.




Infine, visto che questo post è incentrato sulle spine, termino con una Palma le cui foglie non sono certamente spine,  ma sono così sottili da ricordarle, ed i margini sono sicuramente spinosi: si tratta del Dasylirion Serratifolium.

In realtà non è propriamente una palma ma una Yucca (vedi post del 29/1/11), quindi  una sorta di Agave, di aspetto però molto più affascinante dell'Agave che siamo abituati a considerare.
Originaria del Messico, a Cagliari è piuttosto rara, ma naturalmente presente nella splendida collezione di piante succulente dell'Orto Botanico.


Mi fermo qui, anche se, naturalmente, nel Parco dell'Autonomia c'è molto altro;  però non voglio privarvi del piacere di effettuare una visita personale, se continueranno a lasciarlo aperto, come spero.

lunedì 20 giugno 2011

La Palma vestita di Bignonia

Oggi vi voglio parlare effettivamente di una Palma, una Phoenix Dactilifera (post del 28/11/10), vestita a festa, anche se non so quanto sia felice di indossare quel vestito. E' la Palma che si trova all'incrocio fra via Dante e via Degioannis, nel giardinetto del Tribunale dei Minori, ed il vestito è costituito da una enorme ed opportunista Bignonia Radicans (post del 7/12/10), che offre a tutti i passanti una fioritura strepitosa.



Devo dire che la vanità del cespuglio rampicante è qui pienamente soddisfatta, dato che la visibilità di questo luogo è veramente eccezionale, soprattutto con una tale estensione in verticale; guardate quest'altra foto sotto,  ripresa dal basso.
Lo spettacolo può essere ammirato anche dall'auto, se fermi all'incrocio, tanto che il post sarebbe anche potuto stare a buon diritto nella serie "Il verde del semaforo"; purtroppo lo sfondo "minimalista" del Tribunale non aiuta l'estetica, ma bisogna sapersi accontentare.

Dicevo all'inizio della poco probabile felicità della Palma di indossare quest'abito: in effetti, per salvare il tutto, forse bisognerebbe liberare dall'abbraccio l'apparato fogliare della palma, e con l'occasione ripulirlo da qualche vecchia foglia.
 Mi rendo conto che è chiedere troppo, ma se consideriamo questa come opera d'arte naturale esposta per il godimento di tutti, forse una giornata di cestello aereo con operatore del verde sarebbe ben spesa.

sabato 18 giugno 2011

Risposta ad un quesito: perchè quei Ficus?

Mi scrive Marco che mi pone un quesito, diciamo così, di tipo tecnico-urbanistico, riguardante gli alberi che sono nell'aiuola spartitraffico di viale Colombo: mi chiede cioè se non stiano diventando troppo ingombranti e pericolosi con le loro radici che cominciano ad invadere la carreggiata, e se non sarebbe opportuno sostituirli con altre essenze.

Innanzitutto ringrazio Marco per i complimenti e gli confermo che gli alberi in questione sono Ficus Retusa, dei quali abbiamo parlato in più occasioni (ricordo al riguardo l'efficacia dello strumento di ricerca del blog per "ripescare" in maniera mirata i post di interesse); richiamo solo in link il post del 3/11/10 nel quale citavo un esemplare di Ficus Retusa cresciuto sulla strada, in barba al manto d'asfalto.

Il Ficus in parola è senz'altro molto invadente con le sue radici, le cui dimensioni peraltro sono motivate (dal suo punto di vista, naturalmente!) dalla chioma fittissima che quest'albero sviluppa crescendo; pensiamo solo alla situazione di viale Merello che in certi tratti, soprattutto se percorso a piedi, fornisce una idea precisa della capacità e della forza di penetrazione delle radici di quest'albero. Se non si presta grande attenzione sono guai, soprattutto per gli anziani, per non dire di passeggini e similari.

Detto questo, per questo motivo ma non solo (pensiamo agli uccelli che nidificano per esempio in piazza Jenne), i Ficus Retusa sono stati e sono spesso oggetto di forti polemiche, che spesso interessano tutta la città anche per la eco che ne fornisce la stampa locale; il loro periodico sfoltimento, fino al taglio radicale dei rami, è un'opera meritoria, oltre che necessaria. Non so dire però se, da un punto di vista tecnico, questi interventi blocchino la crescita delle radici o semplicemente la rallentino; io credo a questa seconda ipotesi, per cui le potature non sono comunque risolutive.

L'unico intervento risolutivo, temo, è l'eliminazione, o il trasferimento in altro sito, azione sperimentata con successo negli ultimi anni, per esempio per le vecchie piante di via Amat ante-parcheggi: questa specie di piante è così robusta che regge indenne anche questa estrema offesa (per lei).

Qui si innestano i  discorsi urbanistici ed anche sociali, con aspre battaglie fra fautori e detrattori di interventi radicali, di cui leggiamo quasi tutti i giorni sulla stampa; al di là delle posizioni preconcette, io suggerirei il raziocinio e la valutazione caso per caso, fra enti preposti e popolazione interessata, anche in funzione del "valore" del tipo di pianta. Per esemplificare, e credo di essermi già espresso in tal senso, meglio rinunciare ad un Ficus, di facile crescita e del quale abbiamo centinaia di esemplari, che ad una augusta Araucaria, magari con valore anche simbolico. Per fare un altro esempio non trovo scandaloso, valutati tutti i pro ed i contro,  che si proceda ad eliminare alcuni dei Ficus di piazza Garibaldi; ho trovato invece scandaloso che si sia consentita l'eliminazione di una splendida  Phitolacca Dioica, anche se all'interno di un cantiere privato, che viveva all'interno dell'ex Istituto Biochimico fra via Dante e via De Gioannis.

Mamma mia quanto mi sono dilungato, senza rispondere a Marco e senza neanche l'alleggerimento di una foto!  Chiudo allora  affermando che il caso specifico di viale Colombo, temo, sarà uno di quelli sui quali si dovrà obbligatoriamente intervenire, ma credo altresì che le priorità ed i pochi fondi a disposizione (gli espianti di questi alberi sono sicuramente molto costosi) faranno procrastinare molto a lungo l'intervento, salvo situazioni di vero pericolo per la circolazione.