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Gli orci rossi della Sterculia

E' la primavera, lo so. Non dovremmo meravigliarci delle fioriture primaverili e del loro presentarsi improvviso ed esplosivo, una speci...

giovedì 27 settembre 2012

Solo vecchi Pini ......... Ma mi faccia il piacere!

Ecco, ho pensato ad una scenetta stile Totò per sintetizzare un immaginario colloquio fra due cagliaritani, il cui argomento di conversazione sia il verde del parco di Monte Urpinu: uno dice appunto che il parco è costituito solo da Pini, per di più vecchi, l'altro invece contesta nettamente questa posizione ritenendola, questa sì, vecchia.

Io, che pure ho contribuito personalmente all'incremento del numero dei Pini nel sito (partecipando alla mitica "Festa degli alberi" negli anni '50 del secolo scorso), mi schiero nettamente dalla parte di chi conosce ed apprezza il grande numero di altre specie arboree che sono andate a diversificare ed abbellire la monocoltura originaria di Pinus halepensis (post del 6/12/10).

Le varietà  di specie arboree alternative si trovano in particolare nella parte del parco che costeggia via Vidal e, soprattutto, nella parte subito sopra via Garavetti, della quale abbiamo già parlato nei due post precedenti, presentando un Olmo ed un Ciliegio (post del 14 e 19 settembre).

Ecco a sinistra, nello stesso giardino in cui si trova l'Olmo,  un particolare del giovanissimo esemplare di Acero saccarino, Acer saccharinum , che esibisce la sua bellissima e grande foglia pentalobata: speriamo che cresca bene ed in fretta, è un albero molto raro in città.

 
 E, a proposito di alberi rari, eccone un altro, sempre lì, o meglio in corrispondenza al ruscelletto:

è piccolo, e non è  pienamente godibile perchè ingabbiato in una rete di protezione, ma è niente di meno che un Cipresso calvo o di palude, Taxodium distichum (post del 6/1/12), di cui l'unico altro esemplare che si conosca a Cagliari, e forse in tutta la Sardegna, è quello enorme dell'Orto Botanico.
La sua posizione, con le radici dentro il ruscello, deriva dalla capacità delle radici medesime di captare l'ossigeno attraverso l'acqua, da cui il nome comune.


Abbiamo poi alcuni grandi esemplari di Gelso (post del 21/4/11), di cui vediamo un particolare nella foto a sinistra, e di Acacia horrida (post del 9/1/11 ed altri), particolare a destra.


C'è infine un piacevole angolino, proprio al confine con l'incrocio fra viale Europa e via Garavetti, che potremmo definire l'angolo dei Callistemon, Callistemon citrinus (post del 19/11/10): infatti ci sono vari anziani esemplari di questo cespuglio, anche molto grandi, in assetto arboreo.

Ho scelto di rappresentare queste piante con la foto del tronco di un vecchio esemplare, sia perchè la foto dà conto della età, sia per la bellezza del tronco medesimo, contorto quasi fosse quello di un Ginepro.



Mi fermo qui, anche se ci sarebbe molto altro da dire sulle specie alternative al  Pino nel parco storico di Cagliari; spero di convincere almeno uno dei cagliaritani "conservatori" che qualche rinnovamento del Monte Urpinu c'è stato, negli ultimi decenni, anche senza dover scomodare il grande Totò!

mercoledì 19 settembre 2012

Il Ciliegio del Parco



Siamo sempre nella parte bassa del parco di Monte Urpinu; dopo l'Olmo della puntata precedente, vi voglio presentare un Ciliegio, un poco più defilato ma degno anche lui della nostra più grande attenzione.

Un albero da frutto dunque, anche se questi alberi non costituiscono materia che io conosca o frequenti normalmente, come ho avuto già modo di dire (p.es. post del 28/2/12); inoltre questa specie particolare frutti non ne fa proprio o ne fa raramente.

E allora? Il fatto è che questo albero ha alcune caratteristiche peculiari che giustificano ampiamente il post che gli sto dedicando.  

Il Prunus serrulata, questo è il nome scientifico della varietà ornamentale di ciliegio di cui parliamo, non è certo noto per le ciliegie, ma per lo splendido fiore, che ne ha fatto un oggetto di culto in Giappone, dove è presente con migliaia e migliaia di esemplari.

La Sardegna, come sappiamo, ha diverse zone in quota votate alla coltura dei ciliegi per la produzione dei frutti (Prunus avium) o coltivati anche solo per la bellezza, ma non è facile certo trovarne a Cagliari; se poi parliamo della varietà del nostro esemplare, capite che siamo di fronte ad una rarità cittadina.

La pianta di cui parliamo si trova, come dicevamo, nella parte bassa del parco, nello spicchio di giardino all'estrema sinistra guardando verso il monte, dove scorre il ruscelletto e dove l'acqua, dall'ultimo laghetto, viene rilanciata negli invasi a monte.
 
Come si vede, è un albero poco appariscente ed abbastanza giovane, dato che la corteccia, evidenziata nella foto a destra, è liscia; la foglia è leggermente appuntita ed ha il margine seghettato; le foglie nuove in primavera sono rossastre. 




Insomma, fin qui un albero forse un po' deludente; perciò, a questo punto, chi ha avuto la pazienza di leggere si merita un premio, e cioè la foto di questo esemplare fiorito; la foto non può che essere primaverile, e qui approfitto della gentilezza di Claudia, amica del blog, che mi ha presentato la pianta e mi ha messo a disposizione una foto.



La foto è di aprile dell'anno scorso; non mi dilungo sulla bellezza dei fiori, non c'è bisogno, ma faccio notare le giovani foglioline rossastre; queste ultime contribuiranno a completare la nostra ammirazione, la prossima primavera.


venerdì 14 settembre 2012

L'Olmo del Parco

Questo post sostituisce un post "meteora" su un ciliegio, che ha vissuto solo la notte scorsa perchè conteneva informazioni errate, frutto di una malaccorta mia composizione di parti in bozza, nonchè della stanchezza serale. Mi scuso, in particolare con i pochi lettori notturni o mattinieri.

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Parliamo del parco di Monte Urpinu, e precisamente della parte a quota inferiore, che confina con via Garavetti; questa parte assomiglia piuttosto ad un giardino e, almeno da un punto di vista del verde, è per me la più bella di tutto il comprensorio.

La pianta specifica di cui ci occupiamo oggi non è un alberello qualsiasi, ma è un anziano Olmo campestre (Ulmus minor, post del 22/4/12) che occupa il posto centrale del giardino, proprio sotto la chiesetta aragonese: un posto da re.

Come si vede dalla foto, il nostro albero è abbastanza isolato e circondato dal prato, ha dimensioni significative e si fa ammirare. 

Possiamo anche dire che è un esemplare non comune in città, stante la malattia (vedi post citato) che ha decimato molti esemplari che abitavano la città nel secolo scorso. 



Purtroppo anche questo esemplare ha qualche segno di malattia, come si  vede nella foto a destra che evidenzia le foglie bucate, e spero che chi cura il verde del parco ci ponga rimedio.



Il fogliame di quest'Olmo, a parte le zone malate, è folto e gradevole, e l'aspetto d'insieme è notevole; la foglia di questa specie si caratterizza per il margine a doppia seghettatura e per la base, all'attacco del picciolo, asimmetrica.


Nell'immagine di sinistra si nota bene l'imponenza e la centralità di questo Olmo nel contesto, mentre dietro si può appena intravvedere la chiesetta aragonese sconsacrata. Sulla sinistra in primo piano una giovane piantina interessante, forse una Sterculia o un Brachichiton acerifolius (post del 7/6/11).



La zona del parco che ci ha accompagnato nella presentazione odierna e quelle limitrofe contengono altre piante interessanti, fra cui un peculiare Ciliegio giapponese, per cui prevedo di tornarci presto ed ampliare il campo di indagine.


sabato 8 settembre 2012

Il giovane Agrifoglio

Oggi vi porto fuori città, dato che la stagione bollente ha finalmente mollato la presa, soprattutto in quota, e le recenti piogge hanno rivitalizzato il verde.

Ci troviamo a nord di Oristano, sui costoni del Monte Ferru, ed il percorso è quello che collega i due bei paesi di Santu Lussurgiu e Cuglieri. Si viaggia fra i 700 ed i 900 metri di quota, e ci sono tratti di Natura poco frequentata e molto ben preservata, e splendidi esemplari di Roverella e Leccio,  nonchè giovani Agrifogli.

 Ed ecco a sinistra il nostro soggetto odierno, un Ilex aquifolium  (post del 8/12/11) che cresce ai bordi di uno stradello, circondato da un mare di felci.

Siamo vicinissimi ai ripetitori televisivi di Badde Urbara, fra i primi ad essere installati negli anni 50 del secolo scorso per fare arrivare il segnale nel sud dell'Isola; questo strano nome, sconosciuto ai più giovani, sicuramente dirà qualcosa ai miei coetanei, che hanno vissuto i primordi della TV in Sardegna.




Tornando al nostro esemplare, ancorchè giovane si è già attrezzato per produrre le bacche, come si vede nella foto a destra, destinate ad abbellirlo diventando rosse nei prossimi mesi.
Guardate anche la bellezza delle foglie lucide e spinose.





Ed a proposito di spine, un cespuglio di rovo da more, Rubus fruticosus (post del 7/8/11), ha pensato bene di aggredire il nostro alberetto, arrampicandosi ed iniziando a colonizzarlo.
Come si vede, le more quest'anno sono in ritardo di maturazione (e molte non arriveranno a maturare) a causa del caldo e della siccità, anche se quelle mature, ve lo assicuro, sono comunque squisite.


Comunque, siccome io parteggio per l'Agrifoglio anche se le sue bacche non si mangiano, spero che i Forestali che sovraintendono il complesso del Montiferru provvedano a liberare il giovane Agrifoglio dall'abbraccio dell'invasore.

mercoledì 5 settembre 2012

L'albero più grande della città: il più alto e largo

Chiedo scusa per il titolo alquanto astruso, ma non sapevo come definire questa terza ed ultima categoria di alberi, dopo aver trattato, il 21/8 ed il 26/8,  il più alto ed il più largo.

Come ho già detto, parlare di albero più grande, tout court, non ha senso se non si forniscono elementi che definiscano il campo di indagine; allora, sempre nell'ambito di un ragionamento oscillante fra il serio ed il faceto, proviamo ad individuare l'albero che abbia grandi, contemporaneamente,  altezza e larghezza. Cerchiamo un albero che occupi il più grande volume, distribuito nella giusta proporzione fra le sue coordinate, in modo da poterlo definire imponente, senza essere sfilato come una Araucaria excelsa nè tarchiato e svasato come un Ficus magnolioides.

In più, questo albero deve essere ben visibile, in modo che la sua imponenza possa essere notata da tutti, quindi deve avere ampio spazio libero circostante.

Mi accorgo che, con le precisazioni fatte, abbiamo perso l'oggettività data dal solo parametro volume, per cui non ci potrà essere "un" albero vincitore, ma più alberi concorrenti, in parte anche diversi per ciascuno di noi, in ragione del valore assegnato al rapporto altezza/larghezza, alla valutazione soggettiva della bellezza delle fronde o del contesto nel quale la pianta è inserita, e così via.

Fatta questa lunga premessa, io vi propongo alcuni esemplari che mi pare possano appartenere alla categoria, ed altri ne proporrò, al fine di formare una passerella di concorrenti; naturalmente, sarò felice di riportare vostre valutazioni o foto di esemplari che vi sembrino degni di salire  in passerella.



Cominciamo con il Ficus religiosa di via S.Lucifero, nostra vecchia conoscenza (post del 25/1/11): non è grandissimo, ma ha delle buone proporzioni, è ben visibile e poi, anche se questo è un elemento soggettivo, è bello ed ha una foglia elegantissima.





 Ed un altro Ficus, per la precisione un Ficus retusa, è questo bestione di viale Diaz. Non è certo l'albero della specie più grande della città ma è ben visibile quasi per intero, e poi non so quanto durerà, dato che il terreno su cui insiste è sicuramente destinato a qualche costruzione, e temo che diventerà presto uno della serie "oggi ci siamo, domani chissà" (post del 7/6/12 e del 30/7/12)




Questo invece è  l'Eucalyptus, probabilmente  Eucalyptus camaldulensis (post del 14/1/11), che si trova all'incrocio fra viale La Playa e via Riva di Ponente, in posizione di estrema visibilità e con grande spazio libero attorno.
Le dimensioni ragguardevoli si possono dedurre dal raffronto con le auto; la visibilità della sua posizione (non si può non notarlo uscendo dalla città verso Pula) lo rende a buon diritto partecipante alla nostra passerella dei "voluminosi".



 
Il Pioppo sulla destra, Populus alba (post del 1/5/11), non è proprio in città, ma al Margine Rosso, all'inizio della provinciale per Villasimius; è veramente un bell'esemplare, di forma quasi sferica. Si vede che ha avuto poca concorrenza, ed è stato lasciato crescere come ha voluto.







Infine, ma non per ultimoil Taxodium Distichum, Cipresso di palude o Cipresso calvo, dell'Orto Botanico (post del 26/1/12).
E' grande, come si vede dalle dimensioni dell'omino che si intravvede in basso, ma ha poca visibilità e quasi nessuno spazio libero, tanto che per fotografarlo intero sono dovuto salire sul poggio dietro le fontanelle delle canne. Non avrebbe dunque avuto diritto di passerella, ma me lo ha imposto la "deferenza" nei confronti di questa maestosa ed assoluta rarità cagliaritana, vanto del nostro Orto Botanico.

A proposito dell'Orto Botanico, ho trovato il nostro giardino universitario un po' in decadenza, oltre che chiuso la domenica (!): guai! che nessuno pensi di dismettere o solo trascurare una simile risorsa della città!

mercoledì 29 agosto 2012

L'Eritrina in Banca

Ci sono così tante cose sgradevoli in  Banca, soprattutto in questo ultimo periodo, che quando ne scopriamo una gradevole dobbiamo assolutamente segnalarla.
E gradevole lo è sicuramente, l'esemplare di Erythrina cristagalli che ho incontrato quasi casualmente, sano ed anche fiorito, come vediamo nella foto sotto.

Non è proprio in Banca nel senso di "dentro", ma questa Eritrina è così nascosta  da poterla considerare tale: infatti si trova in fondo al cortile parcheggio della Banca di Cagliari, in viale Diaz, incastonata in una piccola aiuola, bella e ben tenuta.

L'Eritrina è una nostra vecchia conoscenza, come ricorderanno i lettori affezionati: abbiamo cominciato a parlarne nel 2010, presentando l'esemplare principe di via Boccaccio, e proseguito fino a presentare alcuni esemplari pubblici, che però non reggono il confronto con quello di oggi.

Diamo atto dunque alla Banca di Cagliari, la quale nell'ambito del suo "core business" ha avuto anche lei qualche problemino, di dedicare la giusta attenzione ai suoi piccoli spazi di verde, probabilmente affidati ad un valido gestore.

Possiamo concludere con una notazione, relativa al verde ed alle banche della zona di Bonaria: così come il Banco di Sardegna è caratterizzato dal giardinetto, già parterre delle Ferrovie Complementari Sarde, e la Banca di Credito Sardo dai declivi di Palma nana, possiamo battezzare la Banca di Cagliari come caratterizzata dall'Eritrina. Chissà che, pensando alle nostre banche in questi termini, non ci appaiano un po' più simpatiche!

domenica 26 agosto 2012

L'albero più grande della città: il più largo

Eccoci alla seconda puntata del divertimento estivo: l'identificazione dell'albero più largo di Cagliari.

Ragionare di larghezza è, contemporaneamente, più difficile e più facile rispetto all'altezza: più difficile perchè, mente l'altezza è unica, le larghezze sono tante quanti sono i piani verticali con i quali possiamo immaginare di sezionare la pianta per misurarla; più facile perchè, a prescindere dalla sezione e dalle sofisticazioni geometriche, la specie più larga a Cagliari non può che essere una: il Ficus magnolioides.


Ecco allora l'esemplare di via Roma, giardinetto della Darsena, già definito simbolo della città e citato in altro post (post del 4/1/11); forse non è il più largo, ma fa la sua gran figura.





Probabilmente è più largo l'immenso esemplare dei Giardini Pubblici, che sembra ancora più grande perchè praticamente tocca terra, come si vede dalla foto a destra; forse ha questo assetto per consentire, con grande pazienza, i giochi a cavalcioni dei suoi rami di generazioni di bambini cagliaritani.






O forse vince la gara uno degli esemplari dell'Orto Botanico; quello di sinistra per esempio, a giudicare dai "pilastri"  di sostegno (radici aeree colonnari) di cui si è dotato, deve sostenere rami belli lunghi!





Insomma è una bella gara fra campioni di larghezza, quella che combattono i Ficus magnolioides, sia quelli presentati qui che i tanti altri che abbelliscono la città; lascio a ciascuno voi una valutazione personalizzata del vincitore, eventualmente con ausilio di apposita rotella metrica!  

martedì 21 agosto 2012

L'albero più grande della città: il più alto

Doverosa premessa: questo post è poco più che un divertimento, rinfrescante come si addice al mese ed alla calura tremenda che ci opprime.

In linea con la migliore tradizione dei quiz delle riviste agostane, ci poniamo la domanda: quale è l'albero più grande della città? Dirò subito che non ne ho la minima idea e difatti non rispondo, anche perchè l'aggettivo "grande" nasconde molte insidie e differenti interpretazioni.

Allora formulo a me stesso una domanda più precisa ed oggettiva: quale è l'albero più alto? Detto che non posseggo strumenti di misura e non offro certezze, propongo per il premio l'Araucaria excelsa  di Villanova (post del 17/12/10 e del 4/2/11) che si trova fra via S.Giovanni e via Giardini.



Eccola che si erge verso il cielo in tutta la sua imponenza, ripresa dal basso, all'inizio di via Bosa. Come detto nei post citati, questa Araucaria è un esemplare privato, nel senso che si trova in una proprietà privata, ma per noi è pubblica a tutti gli effetti, essendo godibile da tutti per una buona parte della sua altezza, che possiamo ipotizzare fra i 30 ed i 40 metri.





Considero che per Cagliari dobbiamo ritenere alto un albero di 15 metri, pari per intenderci ad una palazzina di 5 piani.

Ammiriamo allora questo esemplare da un altro punto di vista, cioè da via S.Saturnino, a due passi dal viale Regina Elena. E' comunque un bel vedere, da sotto o da sopra, da vicino o da lontano. Suggerisco una passeggiata, naturalmente a piedi e magari nelle ore più fresche (?),  per apprezzare questa Araucaria dalle varie prospettive. 



sabato 18 agosto 2012

La Bougainvillea mini

Oggi vi presento un altro esemplare di Bougainvillea diverso dal solito, come ho fatto circa un anno fa, quando vi ho presentato un esemplare dalle brattee bianche (post del 3/8/11).
L'arbusto di cui vi parlo oggi, noto come Bougainvillea mini thai, è un ibrido che si presenta abbastanza diverso dalla comunissima cugina  Bougainvillea glabra, onnipresente a Cagliari.

Infatti mentre i vari ibridi in commercio si differenziano quasi soltanto per il colore delle brattee, il Mini thai ha proprio un portamento diverso.
Sicuramente è meno arruffato, come si vede dalla foto a sinistra che riprende un esemplare del Parco della Musica, e più piccolo.

I fiori, che sono piuttosto simili a quelli tradizionali, sono però addossati in cima ai singoli rami e preceduti da foglie piccole, compatte e numerose sul singolo ramo. Per queste sue caratteristiche viene comunemente chiamata "torch", torcia, dagli inglesi.
  
Insomma un arbusto interessante, abbastanza nuovo per Cagliari ma che penso avrà  successo, perchè unisce ad una buona valenza estetica la  robustezza della Buganvillea tradizionale, ed è sicuramente meglio gestibile in termini di potature ed accostamento ad altre piante. 

lunedì 13 agosto 2012

I frutti della Cittadella dei Musei

I frutti di una struttura museale come la Cittadella sono, in prima battuta, costituiti dal cibo per la mente prodotto da capolavori artistici quali un bronzetto nuragico, un retablo di Cavaro o una cera anatomica di Susini; è certo così, ma a noi in questa sede interessano proprio i frutti della natura, cibo per il corpo prodotto nei giardini che accompagnano i visitatori verso i musei della splendida struttura.

L'idea di questo post mi è venuta quando recentemente, facendo una "visita di controllo" alla Chorisia Insignis (citata in chiusura del post 28/6/11, e che sta benissimo) mi sono imbattuto, proprio di fronte alla Chorisia, in un alberetto con frutti molto simili al Kiwi, come si vede nella foto.

Mi sono detto: perchè non cercare altri frutti nei giardini della Cittadella, per farne oggetto di un post? Detto fatto, questo è il risultato.




Ecco qui sotto un frutto di Melograno, Punica granatum, ancora piccolo ed acerbo; naturalmente l'interesse di questi frutti è, in questa sede, puramente estetico.


A destra, invece, frutti di Corbezzolo (post del 4/12/11), anch'essi allo stadio iniziale di maturazione.





E infine, forse il frutto più affascinante,  prodotto dall'ostinazione di un Ficus carica (post del 28/4/12) che non so come definire: uno storto rametto che fuoriesce dalla pietra, tre foglie,  ma il frutto perfettamente formato e, lui sì, arrivato a maturazione. 




Ma, mi direte, l'albero con frutti simili al Kiwi, che pianta è? La verità è che non lo so, ma non mi sono arreso. Sono tornato dopo qualche giorno, per capirne di più, e guardate che cosa ho trovato:
un bellissimo fiore bianco, imbutiforme, profumato.  Ed a destra una immagine d'insieme: come si vede, la pianta è sofferente, e le foglie non aiutano per una corretta identificazione.

Dopo qualche ricerca bibliografica, azzardo una ipotesi, e cioè che si tratti di una Gardenia, e precisamente una Gardenia brighamii.

Comunque una pianta interessante, che meriterebbe maggiori cure; e, visto che ho espresso una critica, ne esprimo anche un'altra, e cioè che bisognerebbe tenere a bada l'invadenza degli Ailanti, prima che si impadroniscano delle aiuole.



giovedì 9 agosto 2012

Al Parco, per contrastare l'afa

Questo post è una piccola cronaca per immagini che racconta come molti cagliaritani, e non cagliaritani, trascorrono alcune ore della serata al Parco della Musica per contrastare l’afa di questi giorni; il tutto senza trascurare, naturalmente, la nostra mission di parlare di alberi.

Quando io ero bambino il grosso dei  cagliaritani si concentrava a  “sbentiare” a Buoncammino, nella passeggiata di fronte alle carceri, e mi ricordo le lente “vasche” sotto i Pini d’Aleppo ed i gruppi di persone raccolti attorno alle panchine a chiacchierare, con molti anziani che si portavano la seggiolina, e le signore con il ventaglio.

Quel mondo è scomparso,  ma non sono scomparsi i cagliaritani  in cerca di refrigerio, che però non si ritrovano in un unico posto ma si distribuiscono nei vari parchi che oggi abbelliscono la città.

Sotto questo aspetto il Parco della Musica (post del 15/5/11), pur essendo uno degli ultimi ed essendo, ancora, poco dotato di grandi alberi, ha un valore in più, costituito dall’acqua del “ruscelletto” che lo attraversa  e dalle fontane zampillanti,  che danno un tocco di freschezza all’insieme. Ed ecco la breve cronaca visiva.



"Vista d'insieme". Lo specchio d'acqua, con le persone sulle panchine dell'argine e lo skyline di Castello al tramonto.





"Anziane e badanti in relax". Sullo sfondo, un bel cespuglio di Russelia equisetiformis fiorito.







"Spruzzi e Palme". Si nota la qualità del prato, omogeneo e ben rasato.







"La torre e la Tipuana". Le giovani Tipuane del parco (post del 20/11/11) stanno crescendo velocemente, e presto saranno veri ed ombrosi alberi di grande valenza estetica.






"Guardando gli spruzzi". Forse stanno valutando se andarci dentro, per rendere effettivo il refrigerio.





"Il riflesso delle Palme". Alcune Archontophoenix Alexandrae (post del 29/1/11) si specchiano, alla maniera di Narciso, nel ruscelletto.




In conclusione, confermo il giudizio positivo già dato su questo parco, anche per il suo ruolo sociale, ma con una critica importante: l'acqua del ruscelletto comincia ad essere sporca e schiumosa (come si nota anche nell'ultima foto). Il rischio che un elemento di bellezza si trasformi in un acquitrino maleodorante c'è, ed occorre assolutamente contrastarlo; allora, incrementare i ricicli ed i filtraggi dell'acqua, e, se occorre, rinunciare alle anatre!


sabato 4 agosto 2012

Il Noce europeo

Il Noce è una di quelle piante che tutti conosciamo per il frutto edule, ampiamente consumato ed apprezzato,  ma spesso non conosciamo come albero; è un destino comune a molti alberi da frutto, quasi che la bontà del frutto fosse inversamente proporzionale all'interesse per la pianta.

Se questo approccio è comprensibile, ed in molti casi anche giustificato dalla poca avvenenza degli alberi che producono per converso frutti squisiti, sicuramente non è così per il Noce europeo, Juglans regia, bella pianta con ottimo portamento, almeno negli esemplari più grandi,  foglia ampia ed elegante, e legno molto pregiato.

Purtroppo il Noce fa parte della categoria di alberi poco adatti al clima cagliaritano, e teme il grande caldo come quello di questi giorni; è difficile vedere in città begli esemplari, mentre nelle zone interne della Sardegna ce ne sono di splendidi, che spesso si accompagnano con i castagni (post del 1/9/11): proprio per questo, avendo trovato un esemplare bello e sano, anche se non particolarmente grande, ve lo voglio presentare.

Il nostro Noce si trova in via S.Vetrano, traversa di via Bacaredda già citata nel blog e ben dotata di alberi, fra i quali la Tipuana speciosa (post del 29/12/10 e del 12/6/11); è in un giardino condominiale, ma perfettamente visibile ed apprezzabile dalla strada.




 In questo periodo stanno arrivando a maturazione le drupe tondeggianti, presenti in quantità anche nella

pianta oggetto della nostra attenzione, come vediamo nella foto a destra, e che contribuiscono alla bellezza dell'insieme con il loro mallo carnoso; all'interno del mallo c'è la noce (endocarpo) e, dentro la noce, finalmente il seme (gheriglio) che ci mangiamo con soddisfazione.

lunedì 30 luglio 2012

Oggi ci siamo, domani chissà ....... 2a puntata

Siamo nella serie delle piante sparite, inaugurata con il post del 7/6/12; casualmente, anche la segnalazione di oggi riguarda una Araucaria. oltre che un grande rampicante.

Tutto nasce da una e-mail, con la quale Claudia, amica del blog, mi segnala che il riferimento del post di ieri al rampicante invadente di via Satta (post del 7/7/11) non è aggiornato, dato che il rampicante non c'è più. Sono andato a vedere, ed è sparito tutto, rampicante, Araucaria retrostante e quant'altro; tutto spianato, sicuramente per la realizzazione di un nuovo fabbricato.

Che dire? Naturalmente mi rammarico per la perdita definitiva di un angolo di verde, comunque bello come  dimostrano le foto del post citato, e mi chiedo se si sia almeno provato a salvare l'Araucaria per restituirle una nuova vita; peraltro, trattandosi di un'area di terreno di grande pregio commerciale, non posso immaginare che la si potesse lasciare tale e quale, nel suo stato di "bel degrado verde", solo per soddisfare l'occhio di qualche passante!

Ci accontenteremo del ricordo, ma spero di non dover fare troppi post di questo tenore!

domenica 29 luglio 2012

La villa in verde

Non so in realtà se il fabbricato che vi presento oggi sia una villa o un condominio, ma so sicuramente che è in verde; dirò di più, è ricoperto dal verde, avvolto con il verde, imbozzolato nel verde.

Guardate la foto a destra, e ditemi se sto esagerando: a malapena si riconosce che dietro i muri di Vite canadese ci sono muri di mattoni!

Devo dire che è molto raro incontrare a Cagliari situazioni di questo tipo: io conosco le pareti di via Satta, di cui vi ho parlato (post del 7/7/11), e ricordo una situazione analoga a questa all'inizio di via Milano, che mi pare però non esista più; non conosco nient'altro di simile.

Deve essere comunque un bell'impegno, in termini di controllo e manutenzione, riuscire a godersi questo rampicante evitando di finire soffocati e ritrovarsi con le sue ventose fin dentro il letto; mi viene da sorridere immaginando, se si tratta di un condominio, le liti per decidere quando, dove e come tagliare!

Ecco a sinistra un'altra fotografia, che riprende il prospetto anteriore e consente di capire meglio la forma del fabbricato: bisogna dire che, a parte ogni altra considerazione, il connubio realizzato è proprio bello, anche perchè il rampicante si accompagna con molte altre piante sia nel giardino che sui terrazzi.

Ho già detto che questo peculiare fabbricato si trova a Cagliari, ma dove? Scommetto che ben pochi di voi avranno saputo posizionarlo, ed allora ve lo dico io: si trova in via Bainsizza, vicino a Tuvixeddu, nella zona detta Colle dei Punici. Sicuramente fuori mano, non lo si incontra se non volendoci andare. 
  

mercoledì 25 luglio 2012

Piazza Trento, e la ex-Rotatoria

Ho già parlato del  giardino alberato, che abbellisce la confluenza fra viale Trento e viale Trieste, nel post dedicato alle vivaci discussioni correlate alla volontà di far nascere, al posto del giardino, una rotatoria (post del 9/3/11). Tale volontà è, per fortuna, rientrata, ed il giardino ha ripreso la sua missione ordinaria, dopo essersi velocemente curato alcune ferite provocate dai pionieri del taglio.

Questo giardino merita una seconda puntata perchè possiede alberi veramente notevoli, come mi è stato segnalato anche da alcuni gentili lettori, fra cui Stefano e Pierpaolo che ringrazio.

Cominciamo allora con una vista d'insieme: si nota innanzitutto che il giardino manca di armonia, nel senso che le piante sono affastellate e rimandano una qualche idea di  disordine.    

Espresso questo giudizio negativo, per onestà di cronaca, vediamo invece la bellezza delle singole piante e dello splendido ombreggiamento prodotto.



Il giardino è contornato da Ficus retusa, fra cui gli enormi esemplari sul viale Trento; invece quello che ho fotografato qui sotto a sinistra, piccolo e buffo ma con il tronco massiccio, è quello che, nudo, nel citato post gridava la sua rabbia al cielo.




  
Sul fronte che affaccia sul viale S.Avendrace ci sono alcuni Ippocastani, grandi ma sofferenti per il caldo (post 1/11/10) e degli splendidi esemplari di Ginkgo biloba, che completano gli esemplari presenti in viale Trento, ma questi sono molto più alti.

All'interno troneggia il grande ombrello di un Carrubo, veramente generoso, ed alcune Magnolie, di cui vediamo sotto un particolare, che evidenzia una infruttescenza e le belle lucide foglie.

C'è pure un Cedro, però molto sofferente e che dovrebbe essere curato o forse eliminato, una Jacaranda ed addirittura un piccolo Ficus carica.

Qualcuno avrebbe dovuto spiegare, fra quelli che si affannavano a propugnare la realizzazione della rotatoria, come si sarebbero recuperate tutte queste piante, al di là dei soliti Ficus retusa: forse si sarebbe dovuto dire chiaramente, contrariamente a quanto fu detto, che la gran parte di questi alberi, fra quelli di maggior valore,  sarebbe stata perduta. Non dimentichiamoci di questi aspetti, se dovesse essere ripresa l'idea della rotatoria.

Infine, un suggerimento: se siete in zona a godervi questi alberi, date uno sguardo anche ai Ficus magnolioides nell'adiacente piazza parcheggio-mercatino: sono veramente meravigliosi!