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Gli orci rossi della Sterculia

E' la primavera, lo so. Non dovremmo meravigliarci delle fioriture primaverili e del loro presentarsi improvviso ed esplosivo, una speci...

domenica 20 novembre 2011

Le Tipuane del Parco della Musica

Ho voluto scrivere questo aggiornamento al post dedicato al bel parco del quartiere Fonsarda (post del 15/5/11) per segnalare la presenza di un certo numero di Tipuane (Tipuana Speciosa, post del 29/12/10 e del 12/6/11) nel vialetto principale, come da foto.

Probabilmente, trattandosi di esemplari molto giovani, a maggio scorso non le avevo riconosciute, ma adesso che hanno fatto i frutti sono assolutamente inconfondibili.

Il riconoscimento di questi alberi è importante anche perchè ci consente di eliminare l'attributo di rarità che avevo assegnato agli splendidi esemplari di via S.Vetrano, fra l'altro molto vicini in linea d'aria a quelli del parco. Mi fa piacere segnalare che un albero così bello, dopo tanti anni di isolamento e di presenza solo nel verde privato (un altro meraviglioso vecchio esemplare si trova in viale Trento) si stia moltiplicando nel verde pubblico.

Ecco a destra un altra Tipuana del parco, con in evidenza gli acheni alati; certo questi giovani esemplari non possono ancora competere con i vecchi zii di via S.Vetrano e viale Trento, ma sono certo che cresceranno in fretta. Intanto li aspettiamo alla fioritura del giugno prossimo!

venerdì 18 novembre 2011

Gli alberi velenosi : informazioni e curiosità

Oggi voglio riprendere un argomento che ho appena sfiorato parlando del Ricino (post del 12/2/11), perché  mi sembra interessante ed affascinante, oltre che socialmente utile;  il veleno è fra l’altro una caratteristica delle piante che ha profondamente segnato la storia del nostro popolo, fatta di convivenza con gli animali da carne, da latte, da lavoro, e prime vittime delle piante velenose.
Pensiamo soltanto al ruolo degli umili asini nella vita rurale della nostra terra, ed a cosa poteva significare per una famiglia perdere l’asino, magari fra atroci sofferenze, perché la bestia si era cibata di una pianta velenosa.

Sono stato stimolato su questo argomento da  un libro, molto interessante e di piacevole lettura, scritto dal prof. Ballero (con il prof. Appendino), fra l’altro direttore del nostro Orto Botanico, che si intitola appunto “Le piante velenose della Sardegna”; io mi limiterò in questa sede al nostro ambito cagliaritano, con riferimento essenzialmente alle piante  di cui abbiamo già parlato nel blog, anche se la maggioranza dei veleni risiedono in erbe ed arbusti campestri.
  • Il citato Ricino, Ricinus Communis, per esempio,  può essere un pericolo per i bambini piccoli, che possono essere attratti dai semi rossi e lucenti, fortemente tossici; fra i sintomi conseguenti all’ingestione ci sono forti intossicazioni gastrointestinali emorragiche, ed il nome sardo della pianta, Cagamengia, è fortemente evocativo.
  • Nel Tasso invece, Taxus Baccata (post del 26/8/11) la parte rossa che circonda il seme, cioè il frutto (un arillo), che è la cosa più attraente della pianta, è anche l’unica non velenosa. Scherzi della Natura.
  • L’Oleandro, Nerium Oleander (post del 30/10/10), è anch’esso molto velenoso; Ballero racconta nel suo libro che  diversi soldati napoleonici morirono per aver usato spiedi di oleandro per cuocere carni alla brace.
  • La Phitolacca Dioica (post del 31/10/10 e altri successivi) non so se sia velenosa; lo è sicuramente la cugina arbustiva Fitolacca Americana, i cui frutti assomigliano molto a quelli della nostra; meglio dunque tenerli lontani dalla bocca!
  • Anche la conosciutissima Edera, da noi citata nel post del 15/8/11 su piazzetta Maxia, ha i frutti velenosi, così come è velenosa la Ginestra (Spartium Junceum, post del 10/4/11 ).
  • Infine i semi dell’Ippocastano (post del 1/11/10 e altri) sono velenosi, e comunque pare che  venissero utilizzati per assicurare stabilità comportamentale dei cavalli; da questo infatti deriva il nome.
Dalla descrizione fatta, ci sarebbe veramente da avere paura, se non fosse che un adulto consapevole difficilmente si mette a succhiare un fiore di Oleandro!  Meglio comunque un po' di conoscenza anche per noi cittadini, non fosse altro che per vigilare adeguatamente sui bambini piccoli e sugli animali da compagnia.

martedì 15 novembre 2011

Una scappatella meravigliosa

Lo sapete, che ogni tanto mi faccio prendere la mano ed esco dai confini cagliaritani. Lo ho fatto per i Faggi del Cansiglio, per gli Abeti ed i Larici della conca Ampezzana, per una Chorisia di Barcellona e qualche altra volta.

Queste scappatelle mi portano senz'altro fuori dalla mission del blog, ma le ritengo giustificate se sono in numero esiguo rispetto ai post "cagliaritani" e se danno valore aggiunto presentando alberi non presenti o esemplari particolari.

Fatta questa autoassoluzione, vi presento oggi uno spettacolo, per me unico, di alberi che ho fotografato nella zona del lago dell'Alto Flumendosa, complice una giornata meravigliosa. Questi esemplari vivono lungo un tratturo di 6-7 kilometri che, partendo appunto dal lago, sfocia presso la ex Cantoniera di Pira 'e Onni, sulla vecchia statale Lanusei-Fonni.

Si tratta di tre sole specie di alberi, con presenze solitarie o di piccoli gruppi: il Ginepro Rosso, Juniperus Oxycedrus, la Roverella, Quercus Pubescens, il Leccio, Quercus Ilex. Come vedete, alberi che hanno poco a che fare con Cagliari (ad esclusione del Leccio, post del 4/11/10), ma moltissimo con la campagna sarda.

                               Non dico altro, e lascio parlare le immagini.

Roverella percorsa dal fulmine


Grande Ginepro Rosso



Ginepri vicini e lontani




Leccio patriarca con le radici esposte
Gruppo di Roverelle inizia il "foliage"
                                                                                                                                               

Ginepro piegato e Perda Liana, verso sud
                            

giovedì 10 novembre 2011

Lo scenografico parco di Bonaria

Problema ipotetico: dove accompagnare una persona che non ha mai visto Cagliari, per farle godere un panorama ad effetto?

Suggerimento pratico: fra le opzioni alternative, inserire il parco di Bonaria. Non tanto per le piante, peraltro bellissime e delle quali parleremo fra poco, ma appunto per il panorama, che si apre improvviso alla fine della piacevole piccola salita che si affronta da dietro la Basilica, vicino all'ingresso superiore dell'omonimo cimitero.

L'immagine di destra è solo un esempio di ciò che si ammira, dato che il panorama copre più di 180 gradi, dal mare a sinistra verso il porto e Macchiareddu, a viale Bonaria e via Roma al centro,  fino a San Benedetto ed alla skyline di Castello, che sembra ergersi sopra la coltre verde del cimitero.

Direi quindi che l'aggettivo del titolo è giustificato.
Se poi la persona che accompagnate ha voglia di fare due passi in più, arrivati in cima scendete senza tornare indietro verso piazza Cimitero, attraverso un sentiero di piccoli tornanti e nuovi interessanti scorci di panorama (oltre che resti archeologici).


Ho dato la precedenza al panorama, ma gli alberi di questo piccolo e piacevolissimo parco non sono da meno, a cominciare dal giovane esemplare di Ficus Bellengeri (post del 23/10/11), che vive subito a sinistra

dell'ingresso (foto a lato), per seguire con i  Pini d'Aleppo e le Palme delle Canarie che vi accompagnano lungo la salita, come da foto sottostante.

Sempre lungo la salita c'è un gruppetto di tre Ficus Magnolioides (post 3/11/10 e altri), anch'essi giovani ma che già formano un'ampia superficie ombrosa.
Ci sono poi dei Pioppi, sia bianchi che neri, sempre lungo la salita, nonchè Lecci, mentre le Iacarande si trovano all'ingresso e si accompagnano con arbusti di Tamerice;  ancora troviamo Olivastri, cespugli di Rosmarino e Plumbago, e molto altro lungo la discesa a tornanti, con la faccia al panorama.



Infine, come un grande cippo al centro della rotatoria, un alto ed elegante Pino d'Aleppo racchiude idealmente tutto il parco.

In conclusione: anche se non avete la scusa di accompagnare una persona che non ha mai visto Cagliari, andate lo stesso a godervi questo parco; se poi siete sportivi ed amanti del cardio-fitness, alcuni giri di saliscendi possono darvi ulteriori soddisfazioni.

domenica 6 novembre 2011

Il Carrubo ed i suoi gioielli gastronomici

Il Carrubo, Ceratonia Siliqua, è uno degli alberi che preferisco, come sanno i lettori affezionati. Ne ho parlato in diverse occasioni ( la ricerca sul blog alla parola carrubo mi presenta 10 citazioni ), ma in particolare nel post di presentazione (post del 2/12/10)  ed in quello sulla resistenza delle piante al caldo (post del 22/8/11), con allegata la foto dello splendido esemplare di piazza Garibaldi.

Oggi, prima di parlare degli aspetti gastronomici, vi presento, foto a sinistra, un esemplare dell'Orto Botanico nel pieno della fioritura, ripreso una decina di giorni fa; in questo modo parliamo dell'unico possibile difetto di questa pianta, e cioè l'odore sgradevole emanato dai fiori maschili durante una decina di giorni all'anno, appunto alla fine di ottobre.
A me pare una cosa del tutto insignificante, ma mi sembra corretto segnalarlo.

Passiamo ora agli aspetti gastronomici: tutti sappiamo che un tempo il legume del Carrubo, appunto la carruba, veniva mangiato dagli umani, e che oggi si usa solo per gli animali, mentre la farina ottenuta dai semi è usata in pasticceria.

Bene, oggi ho scoperto che c'è qualcuno che non ha mai smesso di (o ha ripreso a) utilizzare le carrube per l'alimentazione umana, ed ai massimi livelli di qualità e gusto.  Un famoso gourmet italiano, il giornalista Davide Paolini, ha infatti scritto tempo fa un articolo sul domenicale del Sole 24 Ore, che trovate anche nel suo piacevole sito (http://www.gastronauta.it/), nel quale presenta e vanta la bontà delle preparazioni culinarie ottenute in Sicilia sia dai semi che dai baccelli.

Paolini si sofferma in particolare sui biscotti, preparati a Modica partendo dal semolato (dal quale pare che si ottenga anche ottima pasta fresca), e sui dessert (gelato, bignè, .... ), preparati a Ragusa partendo dalla polpa, dei quali si dichiara estasiato.

Se mi sbaglio mi scuso e farò ammenda, ma a me pare che in Sardegna nessuno stia sfruttando questa idea: che cosa aspettiamo? I nostri meravigliosi Carrubi meritano questa rivalutazione di eccellenza sul territorio, oltre allo sfuttamento per la pasticceria industriale globalizzata!

giovedì 3 novembre 2011

Onore e lunga vita alle Palme

La bellezza ed il fascino delle Palme sono per noi cagliaritani attributi indiscussi, che  fanno di questi alberi un elemento imprescindibile  dei nostri paesaggi urbani.
Siamo così abituati a vederle, soprattutto nei panorami cittadini, che quasi non immaginiamo che possano non esserci.
Guardate queste immagini, che aiutano a chiarire il concetto.


Parco Terramaini



Dalla terrazza del museo del Ghetto










E ancora, in linea con le commemorazioni di questi giorni:

Bonaria, Orto delle Palme
Perché la premessa ed il supporto fotografico? Perché, come molti di voi sapranno, le Palme della famiglia Phoenix (post del 28/11/10) e soprattutto gli esemplari maschili della Phoenix Canariensis (ma risultano colpite anche la Phoenix Dactilifera e, pare, anche la nostrana Palma Nana, Chamaerops Humilis) sono sotto attacco da parte di un nemico subdolo ed implacabile: un coleottero, il Punteruolo Rosso, che le uccide senza scampo o quasi, mangiandole dall'interno, sia in forma di adulto che di larva.

In Italia questo insetto è arrivato ormai molti anni fa, ha provocato e tuttora provoca stragi di Palme in Sicilia; è sbarcato in Sardegna, ed ha cominciato il suo terribile sterminio: chi frequenta la zona di Pula sa di che cosa parlo.

Per fortuna, con tutte le ricerche ed i tentativi che sono stati messi in campo, si cominciano a raggiungere dei risultati, e non è più vero che non ci sia nulla da fare, né in termini di prevenzione né in termini di salvataggio delle piante attaccate. Oggi cominciano ad esserci alternative all’abbattimento, triturazione ed incenerimento delle Palme; mi risulta al riguardo che la Regione abbia sviluppato e stia mettendo in atto un piano di intervento piuttosto dettagliato.

Io non entro nel merito delle tecniche di difesa dal Punteruolo, non ne ho la competenza e non rientra nei nostri obiettivi: voglio solo collaborare ad aumentare la sensibilità al problema da parte di tutti noi, affinchè gli dedichiamo la dovuta attenzione.

E' fondamentale, ovviamente, la collaborazione di chi ospita Palme nel proprio giardino; ma è ancora più importante che tutti noi cittadini, che conviviamo con le Palme pubbliche e le apprezziamo spesso senza rendercene conto, tutti noi teniamo dritte le antenne, e facciamo sentire a chi di dovere quanto è importante intervenire, sia in prevenzione che in cura e salvataggio.

Provate a pensare, al di là dei luoghi che  ho proposto, che cosa sarebbe la ex passeggiata di via Roma senza le Palme: io nemmeno ci riesco, mentre riesco molto bene ad immaginarla senza le auto parcheggiate (post del 14/2/11) e viceversa con le Palme sane e rigogliose!

lunedì 31 ottobre 2011

Il Foliage

Il foliage è il termine colto, nato negli USA (la parola significa letteralmente fogliame), per indicare lo scoloramento e la caduta delle foglie. E' uno spettacolo meraviglioso, che richiama, in questo periodo,  migliaia di turisti nei posti giusti. La tavolozza dei colori che la natura sa mettere in campo è indescrivibile.
A Cagliari, purtroppo, non possiamo godere di questo spettacolo, come abbiamo già scritto l'anno scorso (p.es. post del 9/12/10) se non in misura molto ridotta, per esempio per i Ginkgo Biloba, a dicembre quando finalmente arriva il freddo.

Il foliage migliore si ha quando sono presenti varie specie spoglianti nello stesso paesaggio, perchè si accostano vari colori ed infinite sfumature. Fra le spoglianti più note, abbiamo citato gli Aceri, i Platani ed i Tigli; quest'anno aggiungiamo i Faggi, Fagus Sylvatica, bellissimo albero purtroppo non presente in Sardegna, e certamente non a Cagliari.

Vi presento allora due foto, una di un esemplare nel pieno rigoglio della fioritura primaverile (ripreso in Veneto sulla strada verso il Monte Grappa), l'altra di un gruppo ripreso alcuni giorni fa nella foresta del Cansiglio, sempre in Veneto, appunto in piena fase di foliage.

venerdì 28 ottobre 2011

Compleanno

Oggi il blog Cagliarinverde compie un anno.  Mi sembra una buona occasione per fare alcune riflessioni, condividendole con voi, sui contenuti inseriti in questo primo anno di vita e su come vogliamo proseguire.

Sono andato a rileggere gli obiettivi del blog, e mi sono chiesto se sono stati raggiunti, ed in che misura.

Beh, devo dire che i segnali sono contrastanti, sulla base di due elementi: ottimo riscontro sul numero di lettori, in continua e progressiva crescita nel 2011, ed invece riscontro mediocre sul numero delle e-mail inviate al blog per chiedere il riconoscimento di alberi o per trattare argomenti di carattere generale.

E’ la scoperta dell’acqua calda, dato che quanto accaduto a Cagliarinverde è il destino che accomuna la stragrande maggioranza dei blog, anche dei più famosi; però non nascondo di esserci rimasto un po’ male, come tutti quelli che non riescono a coinvolgere gli altri nella loro passione.

Forse il problema è proprio questo: io scrivo per me stesso prima che per gli altri, e questo non è il modo più efficace per offrire la merce, a meno di non essere come qualche politico di nostra conoscenza …..

Cercherò di migliorare, e sarà possibile perché ormai abbiamo un'ottima base sulla quale costruire: ho posizionato, classificato e presentato un centinaio di specie arboree diverse, per cui sarà più facile soddisfare le vostre curiosità, con gli opportuni rimandi;  ho descritto molti angoli di città, definiti dalla relativa etichetta in calce al post, attraverso le piante che li abitano;  ho navigato, anche se a volo d’uccello,  nei parchi cittadini (Terramaini, Cipla, Monte Claro, dell’Autonomia,  della Musica); infine, ma non ultimo per importanza, ho espresso critiche, anche pesanti, e formulato proposte agli amministratori del verde, basandomi esclusivamente sulle mie valutazioni: il blog, essendo frutto della sola passione, e non aspirando a riconoscimenti o prebende, non ha condizionamenti esterni di alcun genere.

Insomma, abbiamo detto molto, soprattutto in relazione al poco tempo da me dedicato, e molto ancora possiamo dire per ampliare la mappatura e la conoscenza degli alberi della nostra città: io non ho perso grinta e passione, voi non perdete, ed anzi magari incrementate,  la vostra curiosità.

Grazie

  

mercoledì 26 ottobre 2011

Le Eritrine di Monte Claro

Vi voglio presentare oggi due giovani e rigogliosi esemplari di Erythrina Caffra, che fanno bella mostra di sè nel parco di Monte Claro, subito a destra dell'ingresso principale pedonale di via Cadello.

Ecco a sinistra uno dei due, ancora carico di foglie; ha un aspetto molto gradevole, anche se naturalmente il punto di forza di questi alberi è l'esplosione della fioritura rossa primaverile, della quale vi ho potuto dare solo un'idea per l'esemplare di via De Gioannis (post del 31/3/11).


Vi segnalo anche un altro esemplare, pure lui abbastanza giovane, che si trova all'Orto Botanico, in fondo a sinistra oltre alla zona delle roccaglie, risalendo verso la palazzina del Dipartimento. Eccolo a destra.


Di tutti gli esemplari citati ci possiamo godere in questo periodo il bel fogliame, con la foglia cuoriforme terminante a punta, ma naturalmente li aspettiamo al varco ad aprile prossimo per la fioritura.

domenica 23 ottobre 2011

Il popolo dei Ficus cresce

Oggi parliamo di un'altra specie della famiglia dei Ficus, ossia di un altro membro del meraviglioso popolo (post del 3/11/10) che non smette di stupirci: il Ficus Bellengeri.
In realtà avevo già citato un esemplare di questo Ficus, parlando del parterre di piazza Matteotti (post del 24/9/11), ma senza averlo presentato: oggi saniamo questa mancanza.

Non potevo scattare altre immagini dell'esemplare citato, data la dimensione e la posizione, per cui sono andato a cercarne un altro, e lo ho naturalmente trovato all'Orto Botanico.

Come vedete, è anche questo un grande esemplare, e purtroppo non ben distinguibile da altre piante; questo problema riguarda diverse piante dell'Orto Botanico, la cui crescita in spazi ristretti ha comportato nei decenni qualche affastellamento. 


Il Ficus Bellengeri ha foglie lanceolate, acute, che costituiscono una chioma folta e larga. La foglia è più piccola rispetto a quella del Magnolioides e dell'Elastica, ma più grande di quella del Rubiginosa; a differenza di queste 3 specie, non ha l'aspetto rossiccio che le caratterizza.


A destra vediamo i frutti, siconi globosi in coppia, non molto diversi da quelli dei cugini prima citati; la foglia invece, con le caratteristiche descritte, si può apprezzare nella foto sotto.


Come si vede, questo Ficus è veramente un bell'albero; infatti Vannelli ipotizzava che potesse in parte sostituire, dato anche che occupa spazi più ristretti, il Magnolioides nel verde pubblico. Non sembra però che il saggio consiglio sia stato seguito.

giovedì 20 ottobre 2011

La Paulonia di via Santa Gilla

Vi voglio presentare una pianta che ho scoperto recentemente, della quale conosco un unico esemplare a Cagliari: la Paulownia Tomentosa.

Questo albero si trova alla fine del nuovo complesso edilizio dei Fenicotteri, in via Santa Gilla, ed è in qualche modo un reperto archeologico, residuo dei tanti alberi che abitavano i terreni di pertinenza della Cementeria.

Come si vede è in condizioni abbastanza precarie, ed avrebbe bisogno di cure ed adeguate potature; fra l'altro il doppio tronco è soffocato da rampicanti.

 Leggo che la Paulonia è un albero abbastanza presente nell'Italia settentrionale, dove orna parchi e giardini, ma non presente nel sud, e non ne conosco la ragione; offre in primavera una splendida fioritura profumata, per cui aspettiamo al varco il nostro esemplare, sperando che le condizioni precarie non gli impediscano di onorare il suo ciclo ripoduttivo.

Nel particolare della foto a destra notiamo le grandi foglie ed un grappolo di frutti, capsule di cui il nostro esemplare è attualmente carico.

Come notazione curiosa vi dirò che questa pianta, originaria della Cina, ha acquisito il nome scientifico in onore di una principessa russa, Anna Paulowna, mentre il "cognome" deriva dalla peluria che ricopre la pagina inferiore delle foglie ed i frutti.

Ecco infine uno scorcio della via Santa Gilla sul fronte del complesso edilizio, ripreso dalla Paulonia verso viale Trieste, con in fondo le palme che segnalano la piazza; la fotografia è benevola, dato che il complesso edilizio è tuttora caratterizzato da forte penuria di verde.


martedì 18 ottobre 2011

Un bel giardino rinnovato

Era stato un bel giardino, quello all'angolo fra via Dante e via De Gioannis, quando lì sorgeva l'Istituto Biochimico Sardo. Parlo di tanti anni fa ed il giardino, rustico ma rigoglioso, si fregiava di Pini, Palme e, troneggiante al centro, un maestoso esemplare di Fitolacca Dioica.

Dopo i tanti anni dell'abbandono, sia dei fabbricati che del giardino, c'era stato l'acquisto dell'area nei primi anni di questo secolo, i lavori di ricostruzione, il blocco per quesioni legali legate alla concessione edilizia, ed infine il completamento della nuova realtà, che restituisce la dignità perduta a tutta quell'area.

In questi giorni, per parlare di ciò che più ci interessa, fervono i lavori di sistemazione del giardino; ecco la situazione ad oggi.


Già si intuisce che sarà una bella realizzazione, con qualche recupero di preesistenti Pini e Palme ed inserimento di diverse nuove piante anziane; in particolare sono apprezzabili alcuni esemplari di Olivo e di Carrubo.
Sono state poi messe a dimora altre giovani piantine, e si stanno realizzando ampie zone di prato verde.

Io mi ero molto arrabbiato quando era stata eliminata la Fitolacca, ed avevo citato questo  come esempio negativo nell'ambito di un ragionamento sulla liceità di eliminare o meno le piante "ad libitum"  (post del 18/6/11), anche quando si tratti, come in questo caso, di verde privato.

Oggi devo prendere atto, e con molto piacere, che a quell'azione scriteriata si è posto rimedio, e con gli interessi! E' stato restituito alla città un ottimo scorcio di verde, ben visibile sia dai pedoni che dalle auto che transitano in via Dante e via De Gioannis, e che si connette idealmente al verde di San Saturnino e del cimitero.

domenica 16 ottobre 2011

I valori del verde a Monte Claro

Una bella manifestazione, a cominciare dal titolo, quella che si sta svolgendo da venerdì a stasera nel parco provinciale di Monte Claro (post del 19/2/11, ma citato e fotografato anche nel post del 7/6/11  dedicato alle Sterculie).
Una manifestazione bella e interessante, che ha cercato di contemperare esigenze di informazione più specialistica con quelle divulgative e ludiche; mi pare che ci stia riuscendo, facilitata molto dalla cornice del parco: giudicate voi stessi dalle foto, se non lo avete già fatto di persona.


Io ho seguito il seminario, ed ho tratto la sensazione, da alcune cose dette con riferimento a grandi città europee ma anche ad Oristano e Cagliari, che il problema della nostra città sia non tanto la mancanza di verde, ma l'integrazione intelligente e sistemica fra le varie aree verdi in un progetto di insieme conosciuto e condiviso con i fruitori, cioè con noi tutti. Tutto questo in un ambito di rispetto e consapevolezza del verde da parte dei cittadini, che purtroppo manca.

In questo campo c'è da fare moltissimo, da parte dei genitori, della scuola, delle Istituzioni; non voglio fare prediche nè sermoni, mi limito a riproporre un mio chiodo fisso: dotare gli alberi, prima nei parchi e nei giardini pubblici, poi anche nelle strade, di una targa di identità. Questa idea, piccola e dal basso, sembra in contrasto con la necessità di approccio sistemico, dall'alto, di cui parlavo prima; invece no, le due cose si integrano perfettamente.  La targhetta serve a rendere gli alberi qualcosa di diverso e più importante rispetto a un marciapiede, un cordolo di cemento o un tratto di asfalto, tanto per dire; serve a stimolare il cittadino, che legge, si incuriosisce e si informa, con l'aiuto del serbatoio informativo immenso di Internet; e forse, piano piano, rispetto, consapevolezza  e partecipazione aumentano.

Ogni volta che propongo di intervenire in questo senso agli operatori del verde, ed anche venerdì lo ho fatto, mi si risponde: avevamo messo le targhette, ma sono state strappate. Sarà pur vero (ed ho qualche dubbio), ma così ci avvitiamo senza rimedio: bisogna insistere. Perchè, per esempio, Barcellona ha le targhette, anche nelle strade, e noi non possiamo averle?

Concludo tornando ai temi del seminario, per segnalarvi alcune altre idee interessanti esposte, da approfondire e delle quali seguire gli sviluppi:

il ripensamento dei parchi regionali non solo come sviluppo turistico, ma prima di tutto come nostro bene identitario;

il superamento delle aree verdi "forzate" rispetto al nostro clima ed ai nostri endemismi (no a enormi distese di prato inglese, no a enormi giardini di piante succulente.....);

la riqualificazione del  verde privato nei vari quartieri di Cagliari, con stimoli ad adornare i balconi;

la rinascita degli orti urbani, sia ai fini del consumo ma anche decorativi;

la necessità di migliorare le tecniche di manutenzione e potatura degli alberi, riducendo nei limiti del possibile le capitozzature, e promuovendo maggiori competenze degli addetti a queste delicate operazioni. 

lunedì 10 ottobre 2011

I cugini di montagna

Ho preso lo spunto dal nome di un mitico gruppo musicale degli anni ’70 per presentarvi due cugini, gli Abeti ed i Larici, che con Cagliari hanno veramente poco a che fare (post del 1/11/2010), ma che proprio non possono mancare nel novero degli alberi che “bisogna” conoscere e riconoscere.

Questi due cugini appartengono al gruppo delle piante più antiche (le Gimnosperme) e meno evolute e, per citare una caratteristica peculiare, non producono fiori.
Le piante Gimnosperme che qui ci interessano sono quelle con le foglie ad ago, dette anche Aghifoglie; esse utilizzano per la riproduzione i cosiddetti coni (da cui anche il nome di Conifere), maschili e femminili nella stessa pianta, ed i coni femminili evolvono in pigne.

Non andiamo oltre con la classificazione, dato il carattere prettamente divulgativo del blog, ma abbiamo così individuato 3 elementi importanti per riconoscere e distinguere le Aghifoglie sulla base dell’osservazione della pianta: gli aghi, i coni, le pigne. Se aggiungiamo il portamento, il nostro bagaglio di strumenti è sufficiente per molte identificazioni. 
 
Con le informazioni che vi ho dato in questa sede, e con quelle della pagina “La grammatica degli alberi”,  proviamo a qualificare i due cugini di cui sopra.

Per gli abeti vi parlo dell’Abete rosso, Picea Abies, il più conosciuto da noi perché utilizzato come albero di Natale. E’ possibile che qualcuno sia riuscito, con cure, abilità e fortuna, a far crescere sano un Abete a Cagliari, magari dopo lo stress natalizio; sarei lieto di pubblicarne la foto, se uno dei lettori me la volesse mandare.

Il giovane esemplare della fotografia, ripreso nella conca Ampezzana, si presta bene al nostro esame, anche se è sotto attacco di afidi che generano la decolorazione degli aghi; questo attacco determina un effetto screziato che può apparire anche piacevole e per questo lo ho voluto proporre, ma che purtroppo è segno di malattia.

Gli aghi, primo segno di riconoscimento delle aghifoglie, sono nell’Abete corti e rigidi, singolarmente attaccati ai rami. Le pigne, qui in foto non ancora presenti, sono pendule, lunghe e strette. Il portamento è regolare, fusto dritto e palchi dei rami orizzontali.

Il Larice, Larix Decidua (anche le sue foto sono riprese nella conca Ampezzana quest’estate), si differenzia innanzitutto dall’Abete perché si spoglia d’inverno, come dice il suo nome. Gli aghi sono inseriti a ciuffi sui rami, e sono teneri. Le pigne sono piccole e quasi tonde, come si vede nella seconda foto. Anche il portamento è diverso da quello dell’Abete, perché i  rami sono curvati verso il basso, per poi risalire alla fine del ramo stesso.







Come vedete dalla descrizione e dalle foto, i due cugini montani sono profondamente diversi, ma la gran parte di noi tuttora li confonde; ecco perché ho ritenuto di presentarvi questi splendidi abitanti dei nostri monti con le presenti brevi note.


giovedì 6 ottobre 2011

I frutti del Clerodendro

Non credo di dover aggiungere molte parole a quelle già espresse nelle due precedenti occasioni in cui mi sono occupato di questo cespuglio, il Clerodendrum Trichotomum (post del 24/11/10 e post del 11/8/11 ) del Cimitero di Bonaria. Ricordo solo che, al di là del nome evocativo, il cespuglio di cui parliamo risulta, per le mie conoscenze, l'unico presente nel verde pubblico cittadino.

Il Clerodendro ha una bellissima fioritura, che vi ho presentato in agosto, ed una strepitosa fruttificazione, tuttora in corso, che vi presento qui sotto.